Reiki como unione di Anima e Corpo. Premesse Filosofiche alla Pratica del I Livello di Reiki

Alcuni sostengono che le filosofie orientali in generale e Reiki in particolare poco abbiano a che vedere con la nostra tradizione e cultura occidentale. Costoro, oltre che evidentemente prevenuti, sono anche poco attenti e poco preparati. Vedremo in realtà ancora una volta come lo Spirito Umano nelle sue più alte manifestazioni non risenta di confini spazio-temporali, bensì colleghi con fili invisibili il pensiero di uomini vissuti in culture diverse. Esistono impressionanti affinità tra alcune teorie dei filosofi presocratici e l’insegnamento di alcuni maestri orientali. Eraclito e Lao Tzu erano contemporanei, vissero entrambi fra il VI e il V secolo a.C, entrambi amarono lo stesso stile conciso, detto oracolare per la sua forte ambiguità. Eraclito fu soprannominato l’Oscuro, poiché scriveva solo brevissime frasi volutamente e fortemente enigmatiche, ma anche Lao Tzu amava la brevità: il suo Tao Te Ching, Il Libro della Via e della Virtù, consta di soli 5000 caratteri ideografici ed è anch’esso strutturato per massime, aforismi, brevi sintesi, con grande gusto per la formulazione paradossale: «Il Tao che può essere chiamato Tao non è il vero Tao. Se il suo Nome può essere pronunciato, non è il suo vero Nome. Ciò che è senza Nome è il principio del cielo e della terra». Eraclito dice: «Congiungimenti sono l’intero e il non intero, il concorde e il discorde, l’armonico e il disarmonico: da tutte le cose l’uno, e dall’uno tutte le cose». Tale pensiero potrebbe in effetti essere validamente usato per spiegare il simbolo stesso del tao.

Gli antichi Maestri del Tao
Erano sottili, misteriosi e oscuramente penetranti, più profondi di quanto la mente riesca a comprend Cauti, come chi attraversa un torrente ghiacciato.
Esitanti, come chi è circondato da nemici.

Cortesi, come ospiti in visita.
Fluidi, come ghiaccio che si scioglie.
Semplici, come un blocco di legno grezzo.
Spaziosi, come una valle.
Caotici, come acqua torbida.
Tao Te Ching

Sciamanesimo e Reiki. Anche se quando nacque la filosofia l’esperienza dello sciamanesimo greco era quasi del rullo esaurita, Empedocle e Pitagora possono essere considerati gli ultimi esempi di uomo-medicina della tradizione arcaica. Lo sciamano, termine di derivazione Tungusa (Siberia), significa letteralmente «colui che è in stato di estasi» e designa un tipo di esperienza mistica (né religione, né filosofia) che si presenta con caratteristiche simili in situazioni geografiche e culturali anche molto differenti tra loro. In Occidente lo sciamanesimo è tuttora presente presso gli Inuit (Eschimesi) e in tempi preistorici era diffuso sia nel Nord Europa (druidismo), sia nei paesi mediterranei. Secondo R. Dodds (Greci e l’irrazionale) «Empedocle non rappresenta un nuovo tipo di personalità, ma anzi uno molto antico: lo sciamano, che riunisce in sé le funzioni, ancora non differenziate, di mago e naturalista, poeta e filosofo, predicatore, guaritore e pubblico consigliere».

Dal Mito al Metodo. Le radici della Scienza occidentale vanno ricercate nel primo perio- do della filosofia greca, in una cultura nella quale Scienza e Religione vivevano ancora in simbiosi. «La filosofia è un nuovo atteggiamento di fronte ai problemi della vita ed emerge gradualmente da tradizioni culturali e religiose precedenti, dallo sviluppo di ruoli sociali diversificati, dall’indagine della dimensione irrazionale non più attraverso il mito ma con metodi e procedure razionali.» Aristotele riconobbe nei pensatori greci vissuti fra il VII e il VI secolo a.C, nella città ionica di Mileto in Asia Minore, gli iniziatori della filosofia.

L’«Archè». il Principio Unificatore. La Scuola di Mileto impostò per prima la ricerca de l’Archè, ossia del principio di tutte le cose, avviando un’indagine che si emancipò da
elementi mitici e che diede origine a un primo tentativo di spiegazione della realtà, inte-
sa globalmente come «natura» (physis), in termini razionali.

Tuffo è pieno di Dei. Talete di Mileto identificò VArche nell’acqua, desumendo probabilmente questa convinzione dal fatto che i semi costituiscono un nutrimento per gli uomini e per molti animali e che l’umido è il nutrimento dei semi, quindi l’acqua è il nutrimento di ogni cosa. Con questa affermazione, allora rivoluzionaria, Talete volle indicare un principio generatore comune alle molteplici forme della realtà. Per lui l’acqua era sia sostanza che essenza. Malgrado il continuo mutamento della sua forma manifesta (ghiaccio, pioggia, vapore, umidità…) la sostanza acqua rimane sempre sé stessa, mantiene cioè immutata la sua essenza. In accordo a tale teoria, si può osservare come l’acqua, che compare anche nell’ideogramma di Reiki, sia l’elemento che permette al chicco di riso di germogliare e crescere. L’acqua nell’ideogramma di Reiki simboleggia infatti l’energia che risana il corpo, la mente, lo spirito. L’energia di Reiki, sotto forma di nubi, pioggia e vapore, va a nutrire l’essenza interiore dell’uomo prima di rientrare nel ciclo vitale.

Il bene più alto è come l’acqua.
L’acqua si prodiga per le innumerevoli creature

Senza competere
Perciò essa è simile al Tao.
Tao Te Ching

La concezione organicista della Scuola di Mileto presenta analogie con le antiche filosofie indiana e cinese. Le somiglianze con il pensiero orientale diventeranno ancora più evidenti nella filosofia di Eraclito di Efeso.

Apciron. ciò che si trasforma. Una concezione più elaborata fu quella di Anassimandro, secondo il quale il principio è una sostanza eterna e infinita, l’Apeiron, che si trasforma incessantemente. La terra, l’acqua, l’aria e il fuoco sono il risultato di una situazione di momentaneo equilibrio fra coppie di opposti: il caldo e il secco, il freddo e l’umido danno origine a tutte le cose.

L’Aria è l’Arche. A proposito della ricerca di questi pensatori si è parlato di «naturalismo ionico», in quanto essi tentarono di ricondurre tutti i fenomeni a un principio naturale, senza postulare l’esistenza di entità divine. Per Anassimene «il Mondo è come un animale gigantesco che respira e il respiro è la sua vita e la sua anima». L’aria, attenuandosi, diventa fuoco, condensandosi diventa vento e poi nuvola e ancora all’aumentare della condensazione diventa acqua, terra e infine roccia.

Il Quattro Elementi. Anche Empedocle di Agrigento teorizzò la dottrina dei quattro elementi o «radici» dell’essere: la terra, l’acqua, l’aria, il fuoco.

Il Nous, la Mente Divina. Anassagora ipotizzò l’esistenza di «semi» di tutte le cose, infi-
niti e infinitamente divisibili, che sarebbero combinati da una mente divina, il Nous.

L’Eterno Divenire, l’Arche del Fuoco. Eraclito di Efeso ricercò il principio di tutte le cosenella ragione o Logos, la cui apparizione sensibile è il fuoco, «lo ho indagato me stesso. 1 confini dell’anima non li potrai mai trovare, per quanto tu percorra le sue vie. Cosi profondo è il Logos». Il fuoco trasformatore è l’elemento che più si presta, proprio per la sua mobilità, a simboleggiare il Divenire. La fiamma è animata da un vorticoso dinamismo, cambia in ogni istante e in questo continuo mutamento resta la stessa e si presta a indicare la compresenza di unità e pluralità della realtà. Eraclito intuisce che essere e divenire sono intimamente congiunti, che essere Sé e trasformarsi in Altro non sono due stati completamente distinti e separati. Il mondo intero è coinvolto in un perenne divenire contraddistinto da una lotta fra opposti primordiali, tale per cui «Pólemos [la guerra, il conflitto, la contrapposizione, N.d.A.] è padre di tutte le cose, di tutte è re». Secondo Eraclito, per la sua capacità di mutare una cosa nell’altra, il fuoco può essere sostituito agevolmente dal simbolo del denaro, capace di scambiare una merce con
qualsiasi altra.

Panta Rei. Per Eraclito la staticità dell’essere era pura illusione, egli considerava il fuoco il Principio Universale, simbolo del continuo mutare e trasformarsi di tutte le cose. Riteneva che tutte le trasformazioni nel mondo nascessero dall’azione reciproca, dinamica e ciclica dei Contrari e pensava ogni coppia di Contrari come Unità. Il Divenire è possibile perché esistono i contrari, i poli (luce/tenebra, caldo/freddo), il divenire implica un passaggio da un termine a un altro e si può comprendere a fondo un aspetto solo nel momento in cui se ne sperimenta il contrario. Tutto scorre, non ci si bagna due volte nello stesso fiume.

L’entro t il non essere si generano a vicenda
Il facile e il difficile si completano a vicenda
Il lungo e il corto si definiscono a vicenda
L’alto e il basso tendono l’uno all’altro
Il davanti e il dietro si seguono a vicenda
La musica e la voce formano insieme l’armonia.
Tao Te Ching

«I Ching», «Il Libro dei Mutamenti». Questi stessi concetti (VI secolo a.C.) venivano espressi nello stesso periodo da Lao Tzu nella teoria dello Yin e dello Yang ed erano contenuti anche nel Libro dei Mutamenti o / Ching. «Tutto fluisce e scorre come questo fiume, senza sosta, giorno e notte», così Confucio espresse l’idea del mutamento, il senso, il corso delle cose, l’Uno in tutto il molteplice.

L’Arche è il Numero. Fra il VI secolo e la prima metà del V secolo a.C, nelle città greche dell’Italia meridionale, si sviluppano altri indirizzi filosofici. Pitagora fonda a Crotone una scuola che eredita elementi religiosi di origine orfica, ma si distingue per la dottrina secondo cui tutte le cose e tutte le relazioni fra di esse sono riconducibili a numeri o a determinazioni aritmetico-geometriche.

Li Metempsicosi. Pitagora credeva nella metempsicosi, la trasmigrazione delle anime: per una colpa originaria l’anima è costretta a reincarnarsi in successive sostanze corporee, umane o animali, in un ciclo che può essere interrotto solo da una adeguata purificazione. Pitagora fu un sacerdote e un grande iniziato ma non scrisse mai nulla, preferiva impartire il suo insegnamento con l’esempio di vita.
• Il Velo di Maya, la Doxa. Parmenide, iniziatore della scuola di Elea, contrappone al movimento e all’apparenza delle molteplici e illusorie cose sensibili l’esistenza dell’Unico Essere, Eterno, Ingenerato e Imperituro. L’Essere di Parmenide è indifferenziato, indeterminalo, semplice e puro, mentre il mondo che ci sta dinanzi nella sua incessante mutazione e varietà e Doxa, ossia illusione.

I cinque colori abbagliano l’occhio,
le cinque note assordano l’orecchio.
I cinque sapori guastano il palato.
La corsa e la caccia eccitano la mente.
Gli oggetti preziosi confondono il cuore.
Perciò il saggio nutre il corpo e non l’occhio.
Lascia una cosa e sceglie l’altra.
Tao Te Ching

L’Arche è l’Atomo, l’Indivisibile. I filosofi greci del V secolo a.C, tentarono di conciliare la teoria dell’Essere Immutabile di Parmenide con quella dell’Eterno Divenire di Eraclito. L’Essere si manifesta in sostanze che si uniscono e si separano, dando origine ai mutamenti che si verificano nel Cosmo. Democrito identificò i principi della realtà negli atomi, concepiti come i minimi punti di consistenza della materia, infiniti di numero e indivisibili.

Spirito e Materia, i prodromi di una separazione. Gli Atomisti greci furono tra i primi a separare lo spirito dalla materia, che immaginarono composta da diversi «mattoni fon-{lamentali»», particelle passive e inerti, il cui moto originava da forze di origine spirituale e fondamentalmente diverse dalla materia.

Il Sofisti, Natura o Cultura?. Nel V secolo a.C, ad Atene, con Protagora e Gorgia, la filosofia abbandona i temi naturalistici e cosmologici, per rivolgersi a un’analisi del linguaggio e dei valori morali dell’uomo. Prevale un atteggiamento relativistico, che mette in discussione l’esistenza di verità assolute, dal momento che l’uomo, come diceva. Protagora, «è la misura di tutte le cose-: l’uomo può conoscere solo gli oggetti che rientrano nel campo della sua percezione e della sua azione, valutandoli a seconda delle proprie personali opinioni.

L’individuo è la misura dell’individuo.
La famiglia della famiglia,
la comunità della comunità,
il paese del paese,
il mondo del mondo.
Tao Te Ching

La seduzione delle parole. Le tesi sostenute da Gorgia sono estreme: nulla esiste, se anche esiste non può essere compreso, se esiste e può essere compreso, non può comunque essere spiegato e comunicato agli altri.

Guardando, non lo vedi:
È chiamato -evanescente-.
Ascoltando, non lo odi:
È chiamato “Silenzioso”.
Toccando, non lo afferri:
È chiamato -senza forma”.
Queste tre qualità sono inscindibili
E caoticamente fuse nell’Uno.
Forma senza forma.
Immagine senza sostanza.
Tao Te Ching

Sapiente è colui che ammette di non sapere. Al relativismo dei sofisti si contrappone l’insegnamento di Socrate. Egli condivideva l’interesse dei sofisti per il problema dell’uomo, ma lo finalizzò alla ricerca del significato universale dei valori morali e della virtù, inte-sa essenzialmente come «scienza del bene e del male-. La filosofia non insegna la verità, ma aiuta l’uomo a scoprirla da solo. Non offre soluzioni, ma un metodo per ragionare a partire da sé stessi. La verità è una conquista personale e quindi l’educazione è un lungo processo di crescita interiore.
Guardando lontano nelle quattro direzioni
Sai attenerti al non sapere?
Tao Te Ching

Il Maestro è un Ostetrico di Anime. Questo modo di procedere è noto come maieutica, l’arte della levatrice, che la madre di Socrate, Fenarete, esercitava: come la levatrice aiuta le donne a partorire i figli, così Socrate vuole aiutare il discepolo a portare alla luce la verità.
La ricerca della verità è, al tempo stesso, la ricerca della vera conoscenza e del modo migliore di vivere: il bene per l’uomo è ciò che fa sì che egli diventi quello che la sua natura più profonda esige.

Conosci te stesso. Se io rifletto, potrò giungere a scoprirlo, per cui è proprio il sapere, la conoscenza, che ci permette di conoscere chi siamo veramente e quindi di conoscere qual è il modo più adatto per vivere felici.
La verità nessuno può darvela: dovete scoprirla; e per scoprirla, deve esistere in voi uno stato mentale nel quale vi sia percezione diretta. Non esiste percezione diretta quando vi è resistenza, difesa, protezione. La comprensione nasce dall’essere consapevoli di ciò che è.
Conoscere esattamente ciò che è, il reale, il concreto, senza interpretalo, senza condannarlo o giustificarlo, è sicuramente l’inizio della saggezza. (Krishnamurti)

Il corpo è la prigione dell’anima. Il saggio desidera accelerare la liberazione dell’anima dal carcere corporeo. La tesi socratico-platonica secondo cui la dimensione biologico-corporale è il maggiore ostacolo sulla via della perfetta realizzazione spirituale, sarà recepita con favore dalla cultura religiosa cristiana e diventerà un luogo fondamentale della tradizione filosofica occidentale.

Gli oggetti sono ombre. Nella sua teoria delle idee, Platone sostiene che le cose del mondo reale, oggetto dell’opinione, sono solo ombre di forme eterne e immutabili, le idee: esse sole possono essere oggetto di una conoscenza certa.

Il Mito della Caverna. Il percorso di crescita spirituale. Platone racconta che gli uomini possono essere paragonati a schiavi incatenati dentro una caverna, rivolti verso le pareti, con le spalle all’ingresso, capaci di vedere solo le ombre delle cose esterne. La caverna e il nostro mondo, gli schiavi sono gli esseri umani, le catene sono le passioni e l’inconsapevolezza.

La realtà è illusione. In un primo tempo, gli schiavi scambiano la vera realtà con le ombre. In seguito uno di essi riesce a voltarsi e si rende conto che la realtà non era l’ombra ma l’oggetto corrispondente.

Liberazione e llluminazione. Poi riesce a liberarsi e va all’esterno, dove prima e abbacinato dal Sole ma, quando riesce ad abituarsi alla luce, scopre gradualmente la verità fino a contemplare il Sole stesso.

Dedicarsi al Servizio. Egli però non va per la sua strada, ritorna alla caverna per far partecipi gli altri di ciò che ha visto, a rischio di essere preso per folle e ucciso come Socrate. Il che significa che il Saggio non deve limitarsi a contemplare da solo la verità, ma è importante il suo ritomo alla caverna per aiutare gli altri ad arrivare alla conoscenza del vero bene. Il dovere dell’Illuminato è contribuire a modificare la coscienza del mondo, a costo anche della sua stessa vita.

Conoscenza è reminiscenza. Per l’anima immortale, che ha già percorso innumerevoli volte il ciclo della vita, conoscere significa ricordare. L’anima immortale conosce tutte le idee, le ha solo temporaneamente dimenticate a causa dell’evento traumatico della rinascita in un corpo. 11 corpo, e tutto ciò che esso rappresenta, percezione, passione, istinto, emozione, deve essere annullato in vista dell’esercizio della ragione.

Psiche, Anima, Spirito. Letteralmente il termine greco psychè (tradotto in latino come anima) significa vento, soffio vitale, indica il principio che dà la vita ed è presente in ogni essere vivente da cui si separa solo al momento della morte. Platone la definisce come ciò che è in grado di muoversi da sé: incorporea, immateriale, immortale. Pur essendo una sostanza semplice e unitaria, l’anima è suddivisa al suo intemo in tre parti: quella razionale ha sede nel cervello, quella emozionale e passionale nel cuore, quella desiderante e istintiva nel ventre.

Li Vita è una scelta. Ogni anima, al momento di reincarnarsi, sceglie il modello di vita più adatto a lei, quindi la scelta fatta dall’anima è libera e ognuno è responsabile della propria vita. Mentre l’uomo procede nell’esistenza, sceglie di volta in volta tra bene e male, dunque è anche in grado di determinare il proprio destino.

• Il Mito dell’Auriga. L’anima è paragonata poi a una biga tirata da una coppia di cavalli alati e guidata da un auriga: uno dei cavalli è eccellente, l’altro è pessimo. Compito dell’auriga è indirizzare verso l’alto (il Mondo delle Idee) il carro. Il cavallo pessimo cerca sempre di tirare verso il basso in modo che l’auriga non riesca a contemplare il mondo delle Idee. Quando poi l’anima si appesantisce (o per colpa o per dimenticanza), perde le ali e va a incarnarsi in un uomo. L’anima che è riuscita a vedere di più, andrà nel corpo di un uomo che si dedicherà alla sapienza e all’amore, mentre l’anima che ha visto di meno andrà a finire in un corpo dedito al soddisfacimento di istanze egoistiche e materiali.

La parabola del carro
Riconosci il Se come il viaggiatore in un carro
Il corpo è il carro.
L’intelletto è il cocchiere,
la mente sono le redini. I sensi sono i cavalli,
gli oggetti dei sensi sono il terreno.
I sensi dell’uomo inconsapevole
la cui mente è instabile,
sono incontrollati come cavalli bizzarri.
Ma i sensi di colui che comprende,
la cui mente è stabile,
sono ben controllati come cavalli docili
Colui che non comprende
inconsapevole e impuro
non raggiunge la meta
resta prigioniero del samsara
Ma colui che comprende
consapevole e puro
raggiunge la meta,
il luogo dove non si rinasce
Colui che usa la comprensione come cocchiere
e sa usare le redini della mente
arriva alla fine del viaggio
il luogo eccelso di Visnu.
Upanishad

Eros è la Guida dell’Anima. Nell’anima incarnata il ricordo delle realtà ideali viene risvegliato dalla bellezza, l’uomo non può fare a meno di riconoscerla e di rispondere con l’amore. L’amore è la fidata guida dell’anima (è psicagògo) verso il mondo dell’essere e della verità. L’eros, in altri termini, si sublima nella ricerca spirituale che è contemporaneamente ricerca della verità e unione delle anime nello sforzo comune di apprendere qual è la vera realtà. Questo è ciò che viene tradizionalmente chiamato «amore platonico».

Aristotele e l’Anima Mundi. La materia è vivificata dall’Anima del Mondo che, appunto, trasforma l’universo in un immenso organismo vivente, dove si riflette l’armonia del mondo delle idee. Secondo Aristotele il desiderio di conoscere è insito nella natura umana e nasce dalla meraviglia di fronte alla bellezza del mondo e ai misteri della natura. Chiunque si ponga di fronte al mistero con profondo stupore è un filosofo e anche il mito e la leggenda sono un «insieme di cose meravigliose».

Il Motore Immobile. Ogni cosa che si muove proviene da un movimento che la fa muovere, ogni mutamento proviene da un mutamento che lo rende possibile: questa catena di cause però non può essere infinita. Ecco perché Aristotele ritiene necessaria l’esistenza di una causa originaria, un primo movente che dia il moto a ogni altra cosa: un motore immobile.

Causa incausata. Tale movente è Dio, ovvero la prima causa di tutto. Dio è eterno e immutabile, non è soggetto a divenire né a mutamento. È evidente che Dio, per Aristotele, non ha quei tratti cristiani che prenderà successivamente, Dio è la base stabile che garantisce a ogni cosa di esistere. La filosofia greca successiva, riflesso di un periodo storico di tensione civile e di insicurezza, spostò l’attenzione sui problemi dell’esistenza individuale.

Una Comunità terapeutica. Epicuro, il cui nome significa letteralmente alvatore, aprì ad Atene la sua scuola filosofica in una casa con giardino, simile a una casa di cura dove i seguaci vivevano in comunità accogliendo senza distinzione chiunque avesse bisogno di essere guarito.

Il Rimedio Universale. Con Epicuro la filosofia si fa medicina dell’anima, terapia pratica, alla ricerca di una serenità d’animo che possa essere accessibile a tutti. Il rimedio universale era un moderato e sano piacere di vivere, la filosofia era il farmaco più adatto alle tre patologie psichiche più frequenti: la paura degli dei, della morte e del dolore.

• Gli ingredienti della felicità: Amicizia. Di tutti i beni che la saggezza procura per la completa felicità della vita il più grande di tutti è l’acquisto dell’amicizia. Epicuro teneva in gran conto la vera amicizia. II vero amico è colui che ci ama e ci rispetta per ciò che siamo e non per ciò che possediamo. Tra veri amici si crea intimità, si condividono malinconie, ci si conforta, l’amicizia è in grado di darci sicurezza nella misura in cui ci sentiamo compresi e accettati.

Libertà. La libertà che intendeva Epicuro era sia fisica che mentale: l’uomo libero è già diretto verso la felicità, l’uomo libero dalle opinioni altrui lo è ancora di più. Sfidando il pensiero comune, Epicuro e i suoi seguaci vissero in una grande casa priva di lusso e di decori, coltivavano ciò di cui avevano bisogno per mangiare, e, cosa più importante, mangiavano insieme: «Dilaniare carni senza la compagnia di un amico, è vita da leone e da lupo- dicevano.

Il pensiero, la parola e la scrittura. Molti degli amici di Epicuro erano scrittori e poeti. Epicuro amava discutere ed esaminare le ansie umane legate al possesso del denaro, alle preoccupazioni della salute, alla morte e all’Aldilà. Parlare della morte poteva aiutare, secondo il filosofo, ad alleviarne la paura. L’analisi delle ansie e delle paure, sia per mezzo della parola che della scrittura, si rivelava spesso una consolazione. Il termine epicureo nella nostra cultura si riferisce normalmente a un modello di vita improntato al lusso, alla ricchezza e ai piaceri fini a sé stessi, in realtà, come abbiamo visto, Epicuro non predicava l’eccesso, bensì la ricerca e il conforto del necessario.

Vincere le Passioni. Secondo gli Stoici il saggio deve astenersi quanto più possibile dalle passioni, deve perseguire l’atarassia (imperturbabilità) e l’apatia (assenza delle passioni). Il dominio delle passioni, atteggiamento comune alle dottrine elleniche, si giustifica nell’idea che ette siano causa di ogni ingiustizia morale, l’abbandono alle passioni genera l’ira, la violenza e l’ingiustizia. Nella misura in cui l’uomo si attiene al dominio della ragione egli capisce che ogni dolore viene causato da un inutile preoccupazione per il futuro.

Etica Universale. Lo stoicismo e l’epicureismo sono le prime discipline etiche universali, che si rivolgono apertamente alla totalità degli individui, siano essi schiavi, donne o appartenenti a diversi gruppi etnici.

Guarda dentro di te: vi è la fonte del bene, sempre capace di zampillare, se sempre saprai scavare in te stesso.
Marco Aurelio

L’ultima grande filosofia pagana fu il Neoplatonismo, che ebbe in Plotino il massimo esponente nel III secolo d.C.

L’uno è Tutto. Plotino elaborò una sintesi originale delle principali tradizioni della filosofia greca, teorizzando un principio supremo, l’Uno, da cui tutte le cose derivano.

L’Uno è ciò in cui tutte le cose sono unite, il luogo in cui si incontrano gli opposti. La realtà è molteplice, soggettiva, mutevole, l’Uno è unico e immutabile, necessario e inconoscibile.
Abbracciando l’Uno nel corpo e nello spirito
Sai evitare ogni separazione?
Tao Te Ching

I livelli della realtà. Dio non crea il mondo con un atto di volontà, ma lo emana, come il calore emana dal sole, i livelli di realtà si creano per ipòstasi, ossia per emanazione.
L’emanazione più vicina a Dio crea l’intelletto, il Nous, quella successiva genera il principio vitale di ogni cosa, l’anima del mondo. L’ipòstasi è quel livello di realtà che si viene a creare a causa della diversa «densità» nell’emanazione divina, più l’ipostasi si allontana da Dio e più il livello di realtà è gerarchicamente inferiore. Il Neoplatonismo si distingue nettamente dal Cristianesimo, che afferma il carattere volontario dell’azione divina.
I neoplatonici consideravano la tesi cristiana troppo primitiva, in quanto contaminata da un eccesso di antropomorfismo: Dio è figura trascendente e inconoscibile e non possono certo essergli attribuite caratteristiche umane. Anche nella dottrina Induista Brahman crea la realtà per emanazione.

La moltiplicazione dell’Uno
All’inizio questo mondo era solo Essere, l’Uno, senza un secondo.
Alcuni dicono che all’inizio questo mondo era solo Non Essere
e dicono che dal Non Essere fu prodotto l’Essere
Ma in verità, come potrebbe essere ciò?
Come potrebbe il Non Essere produrre l’Essere?
No, all’inizio questo mondo era solo Essere, l’Uno, senza un secondo.
Ed Egli si disse fra Sé e Sé: «Vorrei essere molteplice! Vorrei procreare!»
Ed emise il calore.
II calore si disse fra Sé e Sé: «Vorrei essere molteplice! Vorrei procreare!».
Ed emise l’acqua.
L’acqua si disse fra Sé e Sé: «Vorrei essere molteplice! Vorrei procreare!».
Ed emise il cibo.
Perciò quando piove il cibo è abbondante: il cibo è prodotto dall’acqua.
Upanishad

Le qualità umane sono innate. Anche per i neoplatonici le verità dello spirito sono già presenti in ogni uomo e devono solo essere riportate alla coscienza. Possono emergere grazie a un percorso interiore e ascetico, che porta, come ultimo e più alto stadio, all’estasi, alla pura contemplazione del divino che si specchia nella propria anima.

Ascesi mistica e New Age. Il Neoplatonismo è una vera e propria religione, nella quale il filosofo assume i tratti di un sacerdote in contatto con l’entità divina attraverso la pratica dell’ascesi mistica. I neoplatonici aprono la strada alla possibilità di attingere alla dimensione trascendente, contemplando l’esistenza di un’entità divina al di sopra del-
l’uomo e la possibilità di entrare in contatto con Essa attraverso pratiche ascetiche e religiose. Il ritorno di religiosità e spiritualità tipico del nostro tempo ben si rispecchia in questa concezione.

Come un union sole illumina l’intero universo,
così l’anima spirituale, una nel corpo,
illumina con la coscienza il corpo intero.
Upanishad

Percorso di crescita spirituale. In che modo l’uomo può venire a contatto con l’Uno del quale è parte? Plotino afferma che l’uomo può, attraverso la sua anima, ripercorrere all’inverso il cammino delle ipòstasi e ritornare alla coscienza dell’Uno, attraverso un percorso spirituale interiore. In particolare, la bellezza (l’arte e la musica) ha la proprietà di trasmettere l’idea dell’Uno al mondo della materia e quindi agli uomini.

Estasi e Ipòstasi. La contemplazione della bellezza, il provare l’amore e la passione per la conoscenza, producono nell’uomo una tensione alla bellezza assoluta che purifica l’anima e la avvicina all’Uno. La suprema purificazione sopraggiunge con l’estasi, il definitivo abbandono dell’oggettività dell’esistenza in favore di una coscienza spirituale totalmente immersa nell’Uno. L’estasi è un processo assolutamente personale, l’uomo non ha bisogno dell’intervento di un apparato religioso temporale (come, ad esempio, i ministri della chiesa e la chiesa stessa) nelle questioni che riguardano la spiritualità.

Neoplatonismo e Umanesimo. Il Neoplatonismo venne ripreso dal Cristianesimo soprattutto per la concezione religiosa, ma la vera rinascita del Neoplatonismo si attua nell’Umanesimo. Vengono esaltati l’amore e la libertà come valori assoluti. L’amore deve essere puro e spirituale e solo basandosi sui sensi più elevati e sul pensiero si giunge alla
contemplazione della bellezza ideale e di Dio: il vero amore non è l’esaltazione del corpo, ma dell’anima, dell’idea. Un altro tema fondamentale è, quindi, il rapporto dell’uomo con Dio, non si può comprendere Dio razionalmente, ma intuitivamente e l’uomo è un microcosmo, un dio umano:

Dio, in quanto centro di tutto in tutte le cose, è presente. Dunque la bellezza, colta con i sensi superiori, con la mente, la vista, l’udito, è la manifestazione di Dio. Il vero amante, quindi, è colui che aspira allo splendore di Dio rifulgente nei corpi e la sua ricerca continua di una unione con persona amata non è altro se non il suo desiderio di -farsi Iddio».
Marsilio Ficino

Il Neoplatonismo non ha influenzato solo il pensiero letterario, ma anche quello scientifico: l’universo elaborato dai neoplatonici è un universo ordinato in cui c’è armonia tra le parti, è finito, è chiuso ed è costituito da sfere concentriche il cui moto è circolare (il cerchio e la sfera sono il simbolo di massima perfezione). Questa visione di armonia nell’universo è stata ripresa dai massimi esponenti della rivoluzioni’ scientifica quali Copernico, Keplero e Galilei. L’idea di Dio che ne deriva è perciò quella di un Dio che governa il mondo attraverso un atto d’amore. La concezione di armonia e perfezione non è esclusiva della letteratura e della filosofia, ma la si può ritrovare anche nella pit-tura, nella scultura, e nella musica. In questo contesto l’arte viene perciò intesa come
torma di intuizione dell’assoluto.
In ogni creatura l’universo e insito in quella stessa creatura. Ogni cosa è in ogni cosa, lo stes-
so Dio è in tutte le cose, e tutte le cose sono in Dio.
Nicola Cusano