Le Dimensioni della Salute
Ora che stiamo cominciando ad addentrarci nell’Universo Reiki, occorre una profonda analisi del concetto di Malattia, Salute e Guarigione. Il significato che si attribuisce malla parola «salute» dipende dalla concezione che si ha dell’organismo e della sua relazione con l’ambiente. Al mutare di questa concezione, da una cultura a un’altra, e da
un’era all’altra, mutano anche le nozioni di salute.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute come uno stato di completo benessere psicofisico e sociale, non semplicemente l’assenza di malattia o di infermità.
Quello che è certo è che la salute possiede molte dimensioni, che derivano tutte dalla complessa interazione fra gli aspetti fisici, spirituali, psicologici e sociali della natura umana. La salute è l’espressione di un principio universale, è sempre presente e non è mai perduta, è la fonte alla quale ogni particella del corpo attinge e dalla quale riceve
nutrimento e orientamento per le sue funzioni. Nelle sue numerose sfaccettature, la salute riflette l’intero sistema sociale e culturale e non può mai essere rappresentata da un singolo parametro, come il tasso di mortalità o la durata media della vita umana.
Secondo Reiki, ma anche secondo il punto di vista della Medicina Olistica, Naturale e Spirituale, che è oggetto di questa trattazione, la malattia non è una semplice disfunzione fisiologica dovuta a cause meccaniche, bensì una chiara manifestazione di un disagio interiore ben specifico dell’individuo.

Psicosomatica, un collegamento tra corpo e psiche
Sappiamo ormai per certo che esistono profonde relazioni tra il piano della Psiche (Rei) e quello del Soma (Ki), ovvero tra il mondo affettivo, emozionale, relazionale, mentale e spirituale dell’individuo e la parte fisica, organica, biologica, materiale.
Sono state accertate interazioni e dimostrati collegamenti tra depressione e malattie tumorali, tra sofferenze emotive e sindromi degenerative, tra ripetuti e intollerabili eventi stressanti e gravi patologie del sistema immunitario, tra protratti e dolorosi stati di ansietà e malattie cardiache. È verità ormai unanimemente accettata che mente e corpo
formino una unità inscindibile e che limitarsi allo studio del soma non potrà mai spiegare il mistero e la complessità dell’essere umano. Egli rimarrà un enigma finché tutte le sue manifestazioni ed espressioni non saranno considerate e interpretate alla luce di una mirabile sintesi fra anima e corpo.

L’inconscio e la malattia
Già Groddeck, contemporaneo di Usui, intuì l’unità psicosomatica di fondo dell’individuo e affermò che il «turbamento dell’Es era una possibile origine delle malattie». Georg Groddeck partecipò alla fase pionieristica della psicoanalisi e con la sua personalità originale e creativa influenzò le fondamenta stesse dell’edificio psicoanalitico.
Groddeck chiamò «Es» l’inconscio, affermando che l’uomo è posseduto dall’Es, che non ha età, che è continuo movimento, che tiene in vita e conduce alla morte, che fa ammalare e fa guarire. L’Es è il grande torrente della vita che scorre e che tutto genera; vano è opporvisi e l’idea di poterlo governare è un autoinganno. La vita umana stessa è una rappresentazione simbolica dell’Es, che spinge infine alla morte come ritorno nel grembo materno.
Egli scrisse a Freud la sua convinzione che la distinzione tra anima e corpo fosse solo verbale, che in realtà essi costituissero un tutto unico, e che in questa totalità stesse nascosto l’Es.

Io ho rifiutato fin dall’inizio la distinzione fra disturbi fisici e disturbi psichici, tentando di curare il singolo individuo in sé, e l’Es in lui, cercando una via che porta nell’inesplorato, nell’inesplorabile. L’Es plasma il naso e la mano dell’uomo così come ne plasma i pensieri e i sentimenti, e si esprime sotto forma di polmonite o di cancro non meno di quanto possa esprimersi in forma di nevrosi ossessiva o di isteria.
È di fondamentale importanza per la guarigione e la crescita spirituale comprendere quali sono i percorsi attraverso cui le emozioni e i pensieri sono in grado di determinare delle influenze sulla componente fisica.

Gli Istinti di Sopravvivenza e di Riproduzione
L’uomo, come ogni essere vivente, è programmato sulla base di alcuni indirizzi prioritari, che rientrano nella sfera dei cosiddetti istinti. Tra questi, particolare importanza è assunta degli istinti di sopravvivenza e di riproduzione, intesi non solo in senso strettamente fisico e biologico, ma anche e soprattutto evolutivo e spirituale. In ogni organismo vivente, dalla cellula vegetale agli organismi più complessi, esiste un innato impulso alla sopravvivenza. Freud fa derivare tutti gli impulsi, tutte le tendenze, tutte le aspirazioni umane dall’istinto di riproduzione (libido), che per lui è l’origine inconscia di ogni azione. Egli riconosce anche un «istinto di morte» che non è altro che l’aspetto opposto dell’istinto di vita o di riproduzione.

Istinto di Autoaffermazione
Alfred Adler spiega attraverso l’istinto di autoaffermazione (la volontà di potenza) le tendenze aggressive e combattive dell’uomo che lo portano all’espansione dell’Io e airafferrnazione della propria individualità. Numerosi studiosi hanno messo in risalto l’esigenza dell’uomo all’adattamento sociale, cioè al suo bisogno istintivo di inserirsi nell’ambiente e nel gruppo e di crearsi giusti e sani rapporti affettivi e sociali.

Sublimazione degli istinti
Le manifestazioni più alte dello spirito umano, tra cui l’arte, la religiosità e l’amore altruistico, non sono altro che l’espressione di istinti sublimati. Per sublimazione si intende proprio il meccanismo responsabile dello spostamento di una pulsione sessuale o aggressiva verso una meta non sessuale e non aggressiva che trova valorizzazione a
livello sociale, come l’attività artistica o la ricerca intellettuale. La sublimazione degli istinti può anche essere considerata la formula alchemica per trasformare il piombo in oro: l’alchimia divina, che tramuta l’uomo terreno (piombo) in essere spirituale (oro).
Quindi lo studio degli istinti è molto importante perché essi costituiscono l’ossatura, per così dire, del nostro carattere. Essi sono il riflesso sul piano fisico di energie spirituali e sta a noi trasformarle, incanalandole nella giusta direzione, affinché si possano manifestarsi nella loro espressione superiore.
Nell’uomo spiritualmente evoluto, tali forze hanno perso la limitatezza della loro funzione, non vengono più utilizzate al solo scopo del soddisfacimento di un impulso primordiale e personale, ma sono dirette al conseguimento del bene a livello universale.
L’istinto della riproduzione si sublima attraverso la creatività: la poesia, la scrittura, la pittura, la musica, la danza. L’istinto di autoaffermazione si sublima in Conquista del Sé superiore e crescita spirituale. L’istinto di coesione si sublima in Amore e Fratellanza Universale. La sublimazione degli istinti è un aspetto centrale del lavoro di crescita con Reiki.

Il Sintomo è un’indicazione sulla via da seguire
Il sintomo, come espressione fisica, nasce nel momento in cui qualche funzione del nostro organismo devia dalla norma. Come espressione spirituale, si manifesta quando il corpo si allontana dai dettami della sua anima, della sua coscienza, della sua verità interiore.
La patologia altro non è che il tentativo, da parte dell’organismo, di ricondurre ogni sua parte all’armonia e all’equilibrio: quando sono alla guida della mia auto e si accende la spia della benzina, significa che devo fermarmi e fare benzina: quale folle andrebbe dall’elettrauto per eliminare quella fastidiosa spia? I sintomi sono prodotti dall’attivazione di una parte del nostro sistema nervoso che sovrintende a tutte le funzioni del corpo in modo indipendente, senza possibilità di interferire a livello di controllo volontario.

La reazione alle aggressioni
L’organismo reagisce continuamente nei confronti di ogni situazione nuova, per la quale è necessaria la ricerca di un ottimale livello di reattività in grado di garantirci la possibilità di fuga di fronte a un potenziale pericolo. Poiché ogni conflitto è potenzialmente pericoloso deve essere risolto mediante l’attacco o la fuga.
Ci si può anche paralizzare di fronte al pericolo, oppure svenire, è comunque una strategia difensiva: in natura molti animali si fingono morti, addirittura apposite ghiandole secernono odori di putrefazione, alcune specie di ragni si muovono velocemente fino a diventare invisibili.

Reazione ed emozione
La prima reazione che proviamo quando siamo di fronte a un evento nuovo è l’emozione, dal latino e-movere, ossia smuovere, portare fuori. Il centro del Sistema Nervoso Autonomo è infatti strettamente collegato con una zona del cervello nel quale vengono gestite tutte le realtà «non fisiche», ovvero le emozioni. È ormai ben dimostrato come le
variazioni di uno stato emotivo determinino una immediata risposta adattativa della componente somatica. È ciò che accade quando di fronte a un pericolo abbiamo paura, quando incontriamo un partner e ne siamo attratti, quando siamo innamorati e proviamo gioia, quando subiamo un torto e sentiamo dolore, umiliazione e rabbia, quando subiamo una perdita o dobbiamo affrontare una prova.

Omeostasi e Adattamento
La capacità di adattamento alle molteplici manifestazioni della realtà è alla base del concetto di omeostasi del sistema uomo, cioè la tensione verso il miglior livello di funzionalità complessiva dell’intero sistema. L’organismo ha in sé la capacità di guarire e di riequilibrarsi. Una vita regolata e sana, ritmi e cibi naturali, interazione profonda con la
Natura contribuiscono a uno stato di armonia ed equilibrio nelle funzioni psicofisiche. Nel momento in cui, al contrario, determinati eventi estemi (incidenti, traumi, eventi economici, sociali, familiari, politici, ambientali, atmosferici) o interni (paura, tristezza, rabbia, lutto, preoccupazione, delusione, frustrazione) provocano risposte adattative che spostano il livello funzionale di un organo o funzione oltre la soglia di tollerabilità interna del sistema, compare il sintomo a informare dello stato di squilibrio.

Il sintomo è un campanello di allarme
Il sintomo rappresenta quindi la percezione cosciente di una modificazione nello stato generale di salute e ha la funzione di richiamare l’attenzione della persona su uno specifico punto. Pertanto, il sintomo va considerato come un campanello d’allarme che la nostra unità psico-fisica mette in funzione affinché ci muoviamo nella direzione che la
nostra coscienza ha sempre presente: la sopravvivenza sul piano fisico, l’autorealizzazione, la crescita e l’evoluzione spirituale.

La Realtà è in continuo movimento
Così parla Krishnamurti:

Occorre una straordinaria astuzia mentale, una straordinaria docilità di cuore per essere consapevoli di ciò che è e seguirlo: perché ciò che è si muove ininterrottamente, subisce ininterrottamente trasformazioni e se la mente è incastrata in una fede, in una conoscenza, cessa di perseguire e seguire il moto rapido di ciò che è. Ciò che è non è statico: si muove costantemente come vedrete se lo osserverete da vicino. Per seguirlo vi occorrerà grande prontezza mentale e docilità di cuore: che vi saranno negati se la mente è statica, fissata a una fede, a un pregiudizio, a una identificazione. E una mente e un cuore aridi non potranno seguire agevolmente, prontamente, ciò che è.

I meccanismi dello stress
Lo stress è la condizione nella quale un organismo si trova quando deve adattarsi a un cambiamento brusco o a una situazione che gli viene imposta dall’esterno, è una risposta organica a stimoli considerati pericolosi e dà luogo a una ampia serie di reazioni. Possiamo definire lo stress come una sindrome generale di adattamento. Vi sono due
tipi di stress, il primo fisiologico e il secondo patologico.
Il primo può essere positivo e funzionale, rende la persona in grado di aumentare le sue funzioni vitali come la capacità di comprensione e concentrazione, di decidere con grande rapidità, di mettere i muscoli in condizione di muoversi rapidamente (per attaccare, difendersi, fuggire). Lo stress continuo, logorante, cronico è invece negativo e devastante, porta a una vera patologia di ansia continua, non strutturata, libera, che investe sia la mente sia il corpo.
Scrive Vera Birkenbihl su cosa avviene in un organismo stressato:

Attraverso determinati percorsi cerebrali si attiva il sistema neurovegetativo, soprattutto il simpatico e l’ipofisi; il simpatico manda i suoi impulsi alla midolla delle surrenali, che poi secernono adrenalina e noradrenalina nel circolo sanguigno.
L’ipofisi produce un ormone (ACTH) che induce la secrezione di ormoni corticoidi che, diffondendosi per tutto l’organismo, provocano reazioni di questo tipo:
• Il ritmo cardiaco accelera e la gettata cardiaca aumenta per fornire sangue alle zone necessarie per la risposta alla situazione stressante.
• Il sangue viene deviato dalla pelle e dagli organi interni e al contempo viene aumentata la quantità di sangue necessaria per portare ossigeno e glucosio ai muscoli e al cervello.
• La frequenza del respiro aumenta per fornire l’ossigeno necessario al cuore, al cervello e ai muscoli in attività.
• La sudorazione aumenta per eliminare le sostanze tossiche prodotte dall’organismo e per abbassare la temperatura corporea.
• Le secrezioni digestive vengono drasticamente ridotte, poiché l’attività digerente non è essenziale per contrastare lo stress.
• La concentrazione dello zucchero nel sangue aumenta considerevolmente a mano a mano che il fegato libera la sua riserva di glucosio nel flusso sanguigno.

E così sono pronto a combattere la mia guerra quotidiana contro il mondo ostile. Scriveva Luigi Oreste Speciani ‘: «Fattori intangibili, dalla tensione comunitaria alla solitudine frustrante, dallo stress del sovraffollamento alle istanze sociali, alla delusione giornaliera della politica, provocano un coinvolgimento psicosomatico intollerabile, che poi, se protratto a sufficienza, può somatizzare come neoplasia».
È risaputo, scrive Lawrence Steinmam, che «uno stress può aggravare una malattia autoimmune influendo sull’ipotalamo e sull’ipofisi, i quali a loro volta secernono ormoni che promuovono l’infiammazione».

Aggressività e sfida
Costantemente viviamo immersi in una realtà che, soprattutto nelle città, è tutt’altro che salutare: l’inquinamento, il traffico, i rumori, i pericoli incombenti, parliamo con le persone, assolviamo incombenze, ci confrontiamo con il mondo del lavoro, delle responsabilità, gioiamo o soffriamo per ciò che ci succede nella quotidianità. È facile verificare come, nell’arco della giornata, siano maggiori le stimolazioni dalla psiche al soma che non quelle inverse.
Non dimentichiamo ad esempio come, ogni volta che incontriamo una persona, istintivamente attuiamo un processo di confronto tra noi e lei, e questo confronto determina una quantificazione del rapporto di forza tra le parti, a seguito della quale il nostro organismo modifica delle impostazioni nei parametri di respiro, pressione sanguigna, attivazione muscolare eccetera.

Conoscenza di Sé
Dove è presente la capacità di percepire e comprendere il significato degli eventi, è più facile far fronte allo stress in modo adeguato e adottare uno stile di pensiero che influenza non solo il buon funzionamento dell’organismo, ma anche l’adozione di comportamenti preventivi rispetto alle principali cause di malattia.
La pratica dei Trattamenti di Reiki induce uno stato di profondo rilassamento, in cui è possibile osservare con distacco e calma la propria vita. Durante i vari seminari è possibile concedersi uno spazio e un tempo per ascoltarsi e condividere con gli altri i propri pensieri e sentimenti. L’energia di Reiki, come vedremo, aiuta a portare fuori e a esprimere le emozioni bloccate, generando un profondo processo di guarigione psico-fisica.

Stress ed emozioni non espresse
Secondo molti studiosi vi è una significativa relazione fra lo stress distruttivo, l’aggressività che non viene espressa né scaricata all’esterno, e il cancro. Sulla relazione tra stress e cancro diversi studiosi hanno osservato interessanti nessi: alcuni hanno verificato che il carcinoma mammario si manifesta con frequenza maggiore nelle religiose, altri hanno riscontrato un tentativo di identificazione con la figura del padre nelle donne affette da cancro al seno, altri ancora hanno osservato che molte di queste ammalate non riuscivano a manifestare esteriormente sentimenti aggressivi. Altre erano incapaci di accettare la propria identità sociale e sessuale o presentavano casi con gravi problemi nell’infanzia, diversi aborti e frequenti morti di persone care, spesso non elaborate.
Ricerche compiute su centinaia di donne affette di cancro al seno hanno rilevato che a molte di loro era morto il padre o la madre in giovane età e che esiste una relazione significativa tra la depressione e il carcinoma mammario.
Molte ricerche hanno verificato che il carcinoma della mammella è un segno di regressione del bisogno di nutrire e che le donne sole hanno una maggiore possibilità di ammalarsi di tumore al seno.

Solo per oggi, non ti preoccupare
L’ansia è definita dal vocabolario Zingarelli: «Stato emotivo spiacevole, accompagnato da senso di oppressione, eccitazione e timore di un male futuro, la cui caratteristica principale è la scomparsa o la notevole diminuzione del controllo volontario e razionale della personalità».
Alcuni studiosi hanno identificato lo stato ansioso nella tensione dolorosa tra la parte emotiva e quella cognitiva dell’individuo. L’ansia scatena un vero e proprio disordine psico-ormonale, che produce uno stato grande difficoltà adattativa, oggi sempre più pre-sente, nell’ambiente artificiale della società industrializzata. Tutti ci possiamo facilmente rendere conto che le emozioni e gli stati d’animo interiori determinano vere e proprie tempeste biochimiche, che alterano le funzioni vitali e gli stessi organi deputati alla vita e possono portare a malattia. Il meccanismo psicogenetico di tutti i disordini patologici, cancro compreso, ha la sua chiave di lettura nella psiche dell’individuo.
Oreste Speciani affermò che: «Muore di cancro chi vuole morire, chi è sopraffatto dall’ansia, dal dolore, dallo stress»; i soggetti più a rischio di ammalarsi di neoplasia mostrano tensione, perfezionismo, disturbi emotivi, tendenza a tenersi tutto dentro, incapacità di far esplodere le proprie collere. Egli aggiunge che questo quadro del carattere «più lo stress ambientale della vita moderna, producono una situazione di squilibrio emotivo, che è prodromo non solo del cancro, ma di tutta la serie di malattie degenerative croniche, dall’ulcera gastrica all’ipertensione, alla malattia coronarica».

Una vita sana e serena
I contributi scientifici sull’eziologia psicosomatica dei tumori sono davvero tanti. Gli studi effettuati ipotizzano che il tumore è più raro tra i popoli primitivi, che sono meno sottoposti a stress ambientali, rispetto alle popolazioni più progredite e che un ruolo determinante, nell’ammalarsi o meno, lo svolge il sistema immunitario che, nell’uomo civilizzato e sottoposto agli stimoli stressanti del «disagio della civiltà», riduce la sua efficacia di azione.
Verso la metà del XVII secolo La Rochefoucauld, sulla causa delle malattie, annotava:

Se si esamina la natura delle malattie, si vedrà che esse traggono origine dalle passioni e dalle pene dello spirito.
L’ambizione ha prodotto le febbri acute e frenetiche; l’invidia ha prodotto l’itterizia e l’insonnia; dalla pigrizia derivano le malattie letargiche, le paralisi e i collassi; la collera ha generato i soffocamenti, i ribollimenti di sangue e le infiammazioni di petto; la paura, le palpitazioni e le sincopi; la vanità ha causato le follie; l’avarizia, la tigna e la rogna; la tristezza ha prodotto lo scorbuto; la crudeltà il mal della pietra; la calunnia la falsità hanno diffuso la rosolia, il vaiolo e la scarlattina, mentre alla gelosia si devono la cancrena, la peste e la rabbia.

Tutte le malattie sono psicosomatiche
Torna all’attenzione il discorso sulle energie dell’anima e sull’uomo, da considerare come integrato in una visione olistica. Sicuramente la soluzione del problema del cancro sta nella natura stessa dell’uomo, che è più complessa di quanto comunemente si creda.
Speciani affermò che l’unità mente-corpo è, ancora, ben lungi dall’essere compresa nella sua reale accezione e ribadì che «tutte le malattie sono psicosomatiche».