Se per medicina intendiamo il complesso delle attività intese ad alleviare la sofferenza umana e la ricerca sistematica di ciò che può avere causato il malessere, allora possiamo affermare che l’origine della medicina coincide con l’origine stessa dell’uomo.
La vera medicina, che è scienza del corpo e della psiche, e di come corpo e psiche si relazionano tra loro e con il cosmo, è poi strettamente correlata al tempo, alla natura, alla società e alla cultura di cui l’essere umano è parte, ed è anche espressione dell’evoluzione del suo pensiero filosofico e del suo sentimento religioso.

• Forze soprannaturali. In tutte le culture antiche, senza distinzioni sostanziali, la medicina nasce proprio dall’osservazione e dal contatto con la natura e dalla relazione col divino. Le cerimonie di guarigione implicano un intenso rapporto tra guaritore e paziente e sono spesso interpretate in funzione di forze soprannaturali, convogliate nel malato attraverso il guaritore, che spesso è anche un sacerdote e uno sciamano. La malattia è considerata un disturbo dell’intera persona, che coinvolge non solo il corpo del paziente, ma anche la mente, lo spirito, le relazioni con gli altri e con l’ambiente naturale e culturale.

• Dei e demoni. Alcuni animali portano malattia e morte a chi li ha maltrattati, altri guariscono se uccisi o ingeriti. Alcune erbe provocano morte e sofferenze, altre guariscono o alleviano il dolore. Dei e demoni possono provocare malattie, ma le possono anche curare. Le malattie erano considerate opere di spiriti maligni o dovute a castighi delle divinità; le pratiche tendenti alla guarigione divennero frutto di ispirazione e iniziazione divina: la religione divenne pertanto la depositaria delle pratiche curative e il medico era sacerdote e stregone.

• Streghe e stregoni. Anticamente si riteneva che le streghe avessero il potere di far ammalare, ma anche di guarire: per molti secoli la medicina è stata un’arte di pertinenza tipicamente femminile. Con l’emergere di una medicina organizzata, tradizionale, razionale, si affermano modelli patriarcali e la medicina viene a essere dominata dai maschi.

• Magia e medicina. La medicina, nei tempi antichi, era praticata da sciamani e maghi, uomini dotati di poteri divinatori che conoscevano i segreti ancestrali della natura e i sieri medicamentosi per scacciare gli spiriti che causavano le febbri. Lo sciamano è una persona in grado di entrare volontariamente in uno stato di coscienza non ordinario per prendere contatto col mondo degli spiriti.

• Malattia e Kaos. Il carattere più eminente della concezione sciamanica della malattia è
la convinzione che gli esseri umani siano parte integrante di un sistema ordinato e che
ogni malattia sia conseguenza di una disarmonia con l’ordine cosmico. Le terapie scia-
maniche insistono, di conseguenza, sul ripristino dell’armonia all’interno della natura,
nei rapporti umani e nei rapporti col mondo degli spiriti.

• Malattia e Peccato. L’uomo può peccare contro le divinità ed esserne cosciente o no. Può
essere impuro per ragioni non inerenti alla sua volontà e può essere vittima di maligni-
tà di uomini e di dei. La malattia può essere causata da qualche divinità irata per essere
stata offesa.

• Le anime dei morti. Molte malattie sono prodotte da esseri invisibili, extranaturali, dotati di malignità verso l’uomo. Dal concetto demonico si passa a quello animistico: si pensò che le anime dei morti, specialmente degli uccisi, si aggirassero nella casa degli uccisori per procurare malanni. Nella difesa contro il male, si distinguono una profilassi e una terapia propriamente detta. La profilassi consiste nell’evi tare il tabù o nel ricorrere a purificazioni, la più comune è fatta con l’acqua.

• Amuleti e talismani. Anche l’uso degli amuleti aveva la funzione di proteggere dal male: alcuni contengono l’anima di una persona e impediscono che si ammali. Per fabbricarli occorrono persone e cerimonie particolari. Affini agli amuleti sono i nodi. Per un concetto assai comune di similia similibus, i nodi furono e sono spesso usati per impedire i morbi; impediscono le malattie e le guariscono se già in atto.

• Esorcismi e sacrifici. Le profilassi collettive consistono in cerimonie dirette da stregoni, allo scopo di cacciare i demoni dal villaggio, incutendogli paura, facendoli soffrire, allettandoli con promesse o ingannandoli. Si può far soffrire il demonio, provocando la sofferenza nel malato, infliggendogli ferite, irritazioni, percosse, digiuni affinché «lo spirito» si trovi male e se ne vada. Vi è poi il concetto dell’espiazione, che si compie mediante offerte e sacrifici di animali o uomini. In questo caso, si trasferiscono tutte le colpe del malato, o di una tribù colpita da epidemia, in un oggetto, animale o persona, che viene gettato o allontanato per sempre come capro espiatorio.

• Maghi e Indovini. La terapia medicamentosa è formata da un arsenale di piante e minerali, dotati di vera virtù farmacologia. I medici maghi osservavano gli astri, i fenomeni naturali, le viscere degli animali e conoscevano per esperienza le virtù delle piante e i relativi rimedi.

• Antica mediana ebraica. Era una medicina chiaramente di tipo religioso. Dio è l’unica fonte di malattia e di risanamento, per cui solo il sacerdote, l’uomo scelto da Dio, è considerato strumento di guarigione; il medico viene tenuto in grande considerazione, ma è la divinità ad aver creato le piante e tutti i medicamenti: alimentazione, prevenzione e igiene sono marginali rispetto al precetto religioso.

• La medicina assiro-babilonese. Era una medicina religiosa e magica: l’ira di una divinità verso una persona permetteva ai demoni maligni di aggredirla. causando in tal modo la malattia; il concetto magico ha invece risalto nella parte terapeutica, nell’attuazione cioè degli esorcismi.

• L’antica medicina egiziana. Era una medicina basata su un empirismo illuminato: ritroviamo una concezione biologica, la conoscenza dei vari quadri sin toma tologici e la farmacologia. Gli elementi che costituiscono la sapienza medico empirica vengono trattati solo in libri sacri accessibili unicamente agli iniziati.