Secondo la tradizione orale conosciuta in Occidente Mikao Usui era un monaco cristiano nato in Giappone nella seconda metà del XIX secolo, che dopo anni di faticose ricerche e in seguito a una intensa esperienza mistica, scoprì il Segreto della Guarigione chiamandolo Reiki.
Se fino a qualche anno fa esistevano solo vaghe informazioni sulla vita di Usui, al punto da far dubitare perfino della sua effettiva esistenza, recentemente sono emerse prove documentali e testimonianze del suo passaggio terreno.
Le iscrizioni sul suo monumento funerario, il presunto ritrovamento di un personale Manuale di
Appunti, il contatto con organizzazioni e studenti giapponesi di Reiki, sembrano aver delineato una figura più nitida della vita e delle opere di Usui Sensei.
Sensei era nato nel primo anno del periodo Keio, (1865) il giorno 15 del mese di agosto. Nel marzo del 1922, come risultato finale di un percorso spirituale culminato con un digiuno e una meditazione di 21 giorni, Usui entrò in contatto con Reiki e comprese come utilizzarlo quale strumento di crescita personale, evoluzione spirituale e autoguarigione.
Nel corso della sua vita trasmise i suoi insegnamenti a oltre duemila persone e iniziò 17 Maestri. Morì il 9 marzo del 1926. Dopo la sua morte alcuni dei suoi studenti crearono la Usui Reiki Ryoìio Gakkai (Associazione per l’Apprendimento del Metodo di Guarigione Usui Reiki) e lo dichiararono post mortem Presidente.
Nel febbraio 1927 venne eretta una Stele commemorativa nel cimitero del tempio Saihoji in Tokyo, da cui abbiamo la maggiore quantità di informazioni sulla vita di Usui.
Il mese successivo venne costruita dal figlio Fuji Usui una tomba di famiglia, contenente le spoglie di Usui Sensei.

Hayashi
Per quanto riguarda la diffusione di Reiki in Occidente, occorre risalire all’incontro di Usui con Chujiro Hayashi, Ufficiale di Marina in congedo, che avvenne, sempre secondo la tradizione, in uno dei mercati in cui Usui vagava con una lanterna in mano alla ricerca di uomini interessati alla verità.
Hayashi fu immediatamente affascinato dalla saggezza e profonda convinzione di Usui e decise di seguirlo nel 1925 e diventare a sua volta Maestro. Morì il 10 maggio 1940.

Chujiro_Hayashi

Takata
Hawayo Takata conobbe Hayashi alle Hawaii nel novembre del 1936 e qualche anno più tardi divenne Maestra. Fu proprio lei a portare Reiki nel mondo occidentale quando si trasferì in California.
Era nata il 24 dicembre 1900 e morì nel 1980, lasciando 22 Maestri di Reiki, molti dei quali americani: George Araki,
Dorothy Babà (deceduta), Ursula Baylow (deceduta), Rick Bockner, Patricia Bowling, Barbara Brown, Fran Brown,
Phyllis Furumoto (nipote di Takata Sensei), Beth Gray, John Gray, Iris Ishikuro (deceduta), Harry Kuboi, Ethel Lombardi, Barbara McCullough, Mary McFayden, Paul Mitchell, Bethel Phaigh (deceduta), Shinobu Saito, Virginia Samdahl (deceduta), Wanja Twan, Barbara Weber Ray, Kay Yamashita (sorella di Takata Sensei). Da questi Maestri ebbe origine il Reiki occidentale, che in pochi anni si è diffuso in tutto il mondo ed è attualmente praticato da svariate decine di milioni di persone. Migliaia di Maestri operano quotidianamente in ogni paese, spargendo nuovi semi. Ci auguriamo che un giorno tutti possano conoscere i benefici di Reiki.

hawayo takata

Reiki fra Est e Ovest

Ciò che si conosce della Tradizione occidentale del Reiki sembra essere fondamentalmente il frutto e l’evoluzione degli insegnamenti di Hawayo Takata ai suoi studenti americani. Fra questi Phyillis Furumoto e Paul Mitchell sono stati nominati rispettivamente Grand Master e Head of the Discipline dalla Reiki Alliance, l’organizzazione americana per la diffusione e la tutela del Metodo Usui. Fran Brown ha pubblicato diversi libri contenenti gli insegnamenti originali di Takata. Barbara Ray ha fondato TAIRA, American International Reiki Association. Nel 1983 ha pubblicato il primo libro su Reiki (almeno in Occidente) dal titolo The Reiki Factor.
Le recenti scoperte sul Reiki giapponese vanno attribuite a Frank Arjava Petter, che ha scritto numerosi testi sull’argomento e ha contribuito in maniera decisiva a una cono- scenza più approfondita delle fonti (Retici Fire, The Legacy o/Usui).

Esistono poi altre forme di insegnamento che si rifanno alla linea giapponese, come l’Usui Do e il Japanese Traditional Reiki. Ma esistono attualmente così tanti modi di praticare e intendere «Reiki» che è forse impossibile menzionarli tutti. Più avanti cercheremo di accennare alcune caratteristiche dei principali metodi.
Ci basta per ora ricordare che Reiki è Reiki, qualunque nome aggiuntivo gli venga attribuito, l’essenza resta invariata, fu scoperto da Usui e tramandato attraverso i suoi Studenti/Maestri in tutto il mondo. Ciò che rende Reiki efficace è l’uso corretto dei pro- cedimenti e dei Simboli, che vengono tramandati oralmente dal Maestro/Insegnante di Reiki ai suoi studenti, ciò che lo rende potente è la qualità specifica della sua energia che viene canalizzata grazie alla Cerimonia di Attivazione.

In qualunque modo Reiki venga chiamato o praticato, ciò che realmente conta è che colui che insegna Reiki sia persona onesta e saggia, che abbia compiuto un serio percorso di crescita personale e spirituale, che sia una persona di cuore che comprenda la grandezza e l’importanza di Reiki e aiuti lo studente a crescere e a praticare in modo La «Verità» su Reiki Molto clamore è stato destato in Occidente quando si cominciò a vociferare che i fatti indicati da Hawayo Takata sulla vita di Usui non rispondevano a verità. In seguito si portarono prove documentali sul fatto che Usui non era un monaco cristiano né buddhista, che presso la Doshisha University non risultava il suo nome fra gli insegnanti e così via. Questo genere di argomentazioni, attendibili o meno, non sminuiscono l’importanza di Usui e tantomeno l’efficacia di Reiki. È certamente un utile contributo storiografico la grande quantità di dati che emergono giorno dopo giorno, ma non dobbiamo cedere alla tentazione di fare di Reiki un prodotto commerciale e di considerare le varie scuole e tradizioni come delle aziende in concorrenza tra loro. Ogni Maestro di Reiki che operi con amore e onestà e ogni seria organizzazione impegnata nella ricerca su Reiki concorrono semmai verso la realizzazione di uno scopo comune: la verità. La verità è questione complessa. Non bastano i documenti e le prove testimoniali, non bastano gli esperimenti scientifici, non è sufficiente un tribunale e un giudice per stabilire la verità, la verità è qualcosa di molto più complesso e dinamico.
La verità su Reiki non può prescindere dall’analisi lucida, amorevole e consapevole del fenomeno in tutta la sua portata, senza lasciarsi influenzare da annunci clamorosi e da campanilismi. Noi crediamo che la Storia di Usui e del Reiki siano da interpretare come una raccolta simbolica di eventi, come una favola, un Mito, appunto, un racconto pieno di spunti, ispirazioni e illuminazioni. Non bastano le prove documentali, per quanto ci si accanisca da secoli con miracolosi ritrovamenti di reliquie, per dimostrare l’esistenza di Gesù. Non basta leggere i Vangeli per avere la certezza dell’autenticità della sua predicazione. Pure, per colui che crede, che sente risuonare dentro di sé la verità e la fede, Gesù è nato ed è esistito, è veramente Figlio di Dio, è morto ed è risorto, e oggi vive nel cuore e nello spirito degli uomini di buona volontà. Poco importa sapere se Siddharta era o no figlio di principi, se davvero ha compiuto le imprese di cui si narra in Le Gesta del Buddha e se davvero ha raggiunto l’Illuminazione o no. Il Buddha è in ognuno di noi al di là di prove e testimonianze e seguire la Via del Buddha è seguire la Via di amore che conduce alla Liberazione.corretto uno dei più importanti doni che l’umanità abbia ricevuto per la sua crescita spirituale.