La teoria è basata sul principio di autorganizzazione spontanea e adattativa dei sistemi complessi, a essa si rifanno numerose discipline e linee di ricerca come l’ecologia della mente di Bateson, l’epistemologia genetica e il cognitivismo di Piaget, l’olismo epistemologico di Edgar Morin, la termodinamica dei processi irreversibili di Ilya Prigogine, le ricerche embriologiche di Waddington, l’etologia di Konrad Lorenz e la teoria matematica della morfogenesi di René Thom.

La teoria dei sistemi
Von Bertalanffy, biologo ed epistemologo austriaco, propone una «teoria generale dei sistemi» che riunifica le proprietà generali e complesse di tutti i sistemi in base alla quale riunificare tutte le scienze e considera gli organismi viventi come sistemi complessi dotati di caratteristiche specifiche non deducibili dalla semplice somma delle parti costituenti. Dall’insieme di singoli elementi emergono proprietà non contenute in alcun elemento e non prevedibili, definite con il termine «emergenti».
Questa teoria sulla proprietà degli insiemi, ampiamente dimostrata, prende il nome di «emergentismo» e dà una sostanziale spallata al riduzionismo tanto cara alla scienza meccanicista. «Attualmente noi vediamo l’Universo come se fosse una straordinaria gerarchia, dalle particelle elementari ai nuclei atomici, agli atomi, alle molecole, ai composti ad alto livello molecolare, alla ricchezza delle strutture tra le molecole e le cellule, per giungere sino alle cellule, agli organismi e, ancor più in là, alle organizzazioni che trascendono l’individuo.» A ciascun livello di questa gerarchia si trovano sistemi caratteristici di quel livello e specifici modelli di tali sistemi.

I sistemi possono essere suddivisi in:
1) Sistemi non complessi o minimamente complessi
2) Sistemi di media complessità
3) Sistemi complessi (e molto complessi).

• I sistemi non complessi. I sistemi non complessi sono le cose semplici, come le pietre, le nuvole, i fiumi, le galassie e i quark, gli oggetti di cui si occupano le scienze fisiche. Il fatto che questi sistemi siano quelli studiati dalla tisica può sembrate strano per chi ritiene che la matematica sia più complessa dello studio della vita, ma il nostro cervello è progettato per capire la caccia e la raccolta, l’accoppiamento e il compito di allevare i figli; un mondo di oggetti di media grandezza che si muovono nelle tre dimensioni a velocità moderate. Abbiamo difficoltà a capire oggetti molto piccoli e molto grandi, cose la cui durata si misura in miliardesimi di secondi o in miliardi di anni; particelle che non hanno una posizione; forze e campi che non possiamo vedere o toccare, spazi a 11 dimensioni. Sempre del primo ordine sono i sistemi minimamente complessi, come i
«meccanismi tipo orologio»: orologi, pendoli e macchine convenzionali in genere. I sistemi del primo ordine possono essere caratterizzati dal fatto che nessun fenomeno emergente è associabile a essi.

• I sistemi di media complessità. I sistemi del secondo tipo, quelli di media complessità, sono i computer. Nel suo famoso articolo sull’auto-organizzazione, Ross Ashby scriveva a questo proposito: «Il calcolatore permette di gettare un ponte1 sull’abisso concettuale che separa il semplice e il comprensibile dal complesso e dall’interessante». I computer appartengono al livello dei meccanismi di controllo: dai termostati ai meccanismi omeostatici negli organismi. Ai sistemi di media complessità, in un’ottica emergentistica, si possono associare fenomeni «appena emergenti».

• I sistemi complessi. I sistemi complessi sono gli organismi biologici: è importante avere ben chiaro in mente l’enorme salto di complessità che separa i primi due ordini dal terzo. Isistemi biologici, dal punto di vista emergentistico, sono tutti quanti caratterizzati dalla loro associazione con la vita, intesa come «fenomeno emergente». Le cellule viventi sono costituite da un grande numero di componenti e ciascuna componente da componenti più piccole. A loro volta, le cellule possono formare popolazioni di esseri unicellulari eppure, negli esseri pluricellulari, tessuti. La scala di organizzazione per i sistemi biologici è: cellule, tessuti, organi, organismi, popolazioni e infine ecosistemi. La scala di organizzazione per un sistema nervoso è: neuroni organizzati in reti e reti organizzate in vari macrosistemi neurali. Il sistema nervoso, a sua volta, occupa un gradino interiore rispetto a quello occupato dal sistema neuro-endocrino. Nel caso degli esseri umani troviamo: sistema neuro-endocrino, gli organismi nella loro interezza (più i dispositivi di immagazzinamento simbolico esterno) e i sistemi sociali (con le loro memorie non biologiche).
La mente non appartiene alla scala di organizzazione degli esseri umani.

L’evoluzione è favorita dall’organizzazione
Si può dimostrare che un sistema con un’architettura stratificata su molti livelli di complessità organizzazionale evolve più rapidamente di un sistema non gerarchico con lo stesso numero di costituenti fondamentali e un sistema organizzato tende a mantenere e incrementare il suo livello di organizzazione. Inoltre, il primo sistema non viene danneggiato dalle perturbazioni tanto gravemente quanto il secondo.

Organizzazione ed evoluzione sono strettamente legate e sono alla base del fenomeno della vita. Un’importante conseguenza della organizzazione gerarchica è che appena dei componenti o dei sottoinsiemi si combinano per produrre un più grande insieme funzionale, ne emergono nuove proprietà che non erano presenti al livello immediatamente precedente.

Proprietà Emergenti
Unendo un protone e un elettrone otteniamo un atomo d’idrogeno che ha proprietà non presenti nei suoi componenti. Unendo un atomo di idrogeno e uno d’ossigeno otteniamo una molecola d’acqua. A maggior ragione, una proprietà emergente a un livello ecologico superiore non può essere prevista dallo studio delle componenti di quel livello. Sebbene le conoscenze acquisite su un certo livello possano facilitare lo studio del livello successivo, mai queste riescono a spiegare i fenomeni che vi ricorrono e che devono essere invece studiati per completare il quadro conoscitivo.
Un cervello funzionante produce una mente, che è un fenomeno emergente, associato al cervello in funzione, e come tale va analizzato sul piano delle emergenze. Per gli emergentisti la vita è un fenomeno emergente da un certo livello di complessità in poi, che non è possibile prevedere né studiare analizzando i livelli inferiori. La salute (o la malattia) di un organismo non può essere raggiunta lavorando solamente sui livelli inferiori. Questo è possibile su automobili o macchine meccaniche, in quanto sistemi del primo ordine di complessità, dai quali non emergono proprietà nuove significative.
Questa teoria ha il pregio di non rigettare il riduzionismo a priori, ma di limitarlo ai campi dove realmente ha una sua utilità e una sua validità dimostrata. In un’ottica olistica, una teoria è in grado di spiegare un determinato campo della realtà, ma non può più essere applicata in altri campi. Gli organismi viventi e gli esseri umani in particolare
sono complessi e non è possibile applicare loro leggi e regole che funzionano a meraviglia con sistemi più semplici. Non potrò curare un problema a un organo andando a curare solamente lo specifico organo, ma dovrò trattare l’intero organismo su differenti piani.

La Creazione Spontanea dell’Ordine
Tante onde che si sincronizzano e procedono parallele con la stessa frequenza e la stessa ampiezza sono dette coerenti; quando un numero sufficiente di onde (una massa critica) si sincronizza e procede in modo coerente, allora si crea un ordine che si autosostiene ed emergono fenomeni nuovi e molto potenti, che cambiano la realtà intomo a loro.
Il Primo Simbolo di Reiki concentra l’energia e la sincronizza, creando un campo di coerenza. Questo campo, opportunamente direzionato, a sua volta crea un ordine e provoca cambiamenti nella realtà. Il Primo Simbolo è la base di tutti i trattamenti di II Livello di Reiki, è come un laser potentissimo che concentra tutta l’energia di Reiki verso l’ordine e l’organizzazione, cioè verso la vita. La materia vivente sembra non rispettare la legge universale dell’entropia e del disordine, ma appare governata da un’energia che crea spontaneamente ordine quando le condizioni termodinamiche lo consentono. Se la legge dell’entropia fosse veramente universale, la Terra sarebbe un ammasso disordinato di polvere dove la vita sarebbe assolutamente impossibile.
Esiste quindi un principio che si contrappone alla legge dell’entropia e che tende a organizzare e ordinare gli organismi viventi.

L’Acqua e la Vita
L’acqua è sempre stata considerata uno degli elementi fondamentali, Talete la considerava l’origine della vita e per i Cinesi è uno dei 5 elementi. Le proprietà fisiche dell’acqua non sono state ancora del tutto chiarite; tra i 30 e i 40°C, proprio le temperature a cui si trova nei corpi umani, l’acqua è labile e instabile, non si decompone spontaneamente, ma eventualmente sotto l’azione di certi stimoli, e allora le sue costanti cessano di esserlo e le proprietà fisiche cambiano.
L’acqua ha sicuramente grandi influssi sulla nostra vita e sulla salute. La vita sulla Terra è nata nell’acqua, i primi organismi che sono usciti dall’acqua si sono portati dietro il mare. In un uomo adulto e in buona salute, la percentuale di acqua, sangue, linfa, liquido intestiziale è vicina al 70% del peso corporeo. Nel bambino appena nato, questa percentuale è vicina all’80%, nell’anziano essa scende a circa 60%; al di sotto del 55% di acqua, inevitabilmente si arriva alla morte. L’acqua è abbondante nell’infanzia, sotto gli influssi delle forze di dilatazione, mentre è relativamente scarsa nell’età anziana, sotto gli influssi della forza di ritrazione. Nel corpo umano circa 75 trilioni di cellule e 100 trilioni di batteri ospiti immerse in acqua nascono, si riproducono, funzionano, trasmettono, ricevono informazioni e muoiono, obbedendo alle leggi dell’elettromagnetismo, si comportano in pratica come oscillatori elettro magnetici.

Ogni cellula pensa, sente e prova emozioni
I neuropeptidi sono molecole psichiche, in quanto non trasmettono solo informaziora ormonali e metaboliche, ma emozioni e segnali psicofisici: ogni stato emotivo come amore, paura, piacere, dolore, ansia, ira, con le sue complesse sfumature chiamate sentimenti, è veicolato nel corpo da specifici neuropeptidi. I neuropeptidi e i loro recettori sono stati rinvenuti in ogni parte del corpo: ogni cellula del corpo pensa, sente e prova emozioni, elabora le proprie informazione psicofisiche e le trasmette a ogni altra parte attraverso una fittissima rete di comunicazioni di estrema varietà comunicativa.
Tutto il corpo è vivo, intelligente e cosciente, ogni cellula prova piacere e dolore ed elabora strategie metaboliche per il benessere collettivo. Candace Pert parla dell’essere umano come di una complessa rete di informazioni e dichiara che l’antica divisione tra mente e corpo non ha più ragioni di sussistere: al vecchio concetto bisogna sostituire quello di psicosoma, in cui ogni aspetto psicofisico umano è visto come parte di un’unica realtà organica.
Le strutture dissipative
Ilya Prigogine, Nobel per la chimica, nel libro La nuova alleanza presenta una rivoluzionaria interpretazione del principio di entropia, ribaltando la vecchia visione meccanicista che considerava l’entropia una legge orientata necessariamente alla disgregazione e al caos. Prigogine dimostra che le «strutture dissipative», come i sistemi viventi e la Terra, sono in grado di mantenere l’ordine e l’unità e formula la teoria dei «principi di termodinamica dei sistemi lontani dall’equilibrio».