Oggetto della psicologia junghiana è quindi l’inconscio transpersonale o collettivo costituito dagli archetipi che sono forme di funzionamento della psiche profonda che hanno una vita pressoché etema, vengono ereditati geneticamente e influenzano notevolmente il concreto operare dell’uomo.
Nata intomo agli anni ’60, la Psicologia Transpersonale focalizza la sua attenzione su quelle aree della realtà psichica che si estendono oltre l’identificazione con la personalità individuale e segue pertanto un approccio psicologico che si occupa dello studio e della cultura della spiritualità, nonché delle esperienze spirituali delle varie culture.
La Psicologia Transpersonale è stata definita la «quarta forza», (dopo la prima forza: il Behaviorismo, la seconda forza: le «teorie psicanalitiche» classiche, la terza forza: la Psicologia Umanistica) in quanto intende definire quelle potenzialità e capacità dell’essere umano che non sono state considerate dalle scuole che l’hanno preceduta.
Il termine «Psicologia Transpersonale» sembra essere stato utilizzato per la prima volta da Roberto Assagioli e si richiama a Jung, sottolineando il nesso con le filosofie orientali. Induismo, Buddhismo e Taoismo rappresentano le maggiori spinte in questa direzione. Da questo punto di vista, anche il Cristianesimo e l’Islamismo possono guidare l’uomo alla liberazione; ci si riferisce, soprattutto, al Cristianesimo esoterico, ai Vangeli Apocrifi e alle tecniche estatiche del Sufismo.
Con queste premesse, si apre alla ricerca un campo totalmente nuovo: esistono particolari discipline, pratiche ed esperienze che sono in grado di fornire all’essere umano una nuova visione del mondo e della realtà. Per classificare lo stato d’animo che si lega a queste esperienze, le maggiori tradizioni spirituali hanno elaborato i propri termini specifici: nello Zen si parla di Satori, nel Taoismo, di hsu («condizione del vuoto»), nel Sufismo di Fana («estinzione dell’Io»); nel Buddhismo, di Nirvana; nel Cristianesimo esoterico, del Regno dei Cieli, e così via.
Alla luce di queste considerazioni, la Psicologia Transpersonale sembra connotarsi come un vasto movimento di pensiero e di ricerca che opera per una sintesi progressiva delle conoscenze nel campo degli Stati di Coscienza e in particolare degli stati, cosiddetti, superiori.

L’approccio transpersonale parte dal principio che le esperienze interiori di ordine mistico ed estatico, così come l’anelito alla trascendenza dell’Io, costituiscano un aspetto significativo dell’umana esperienza, degno pertanto di essere oggetto di studio da parte della psicologia che si avvia verso un interessante processo di sacralizzazione.
Il Processo Transpersonale consiste nell’esplorazione del mondo interiore di sensazioni, emozioni e percezioni che conducono senza alcun significato apparente verso l’indagine, verso il graduale affrancamento dalla propria storia individuale, verso il passaggio attraverso esperienze di radicale trasformazione e infine all’accesso alla dimensione transpersonale, luogo delle qualità spirituali e della «vera natura».
L’esperienza transpersonale è, in definitiva, quella condizione nella quale il Sé comincia ad aggregarsi intorno a un centro di coscienza «superiore» e a superare i conflitti connessi alla mente duale, aprendosi a una visione unificata e libera da interessi esclusivamente personali.
Si possono così contattare i traumi emotivi dell’infanzia, i conflitti legati alla struttura caratteriale, i bisogni affettivi, i desideri, le paure, i blocchi e in definitiva tutti i contenuti rimossi che abitano l’essere umano e tendono a dominarlo.
Attraverso la consapevolezza, l’osservazione e l’accettazione, i ricordi carichi di contenuto emotivo, le esperienze simboliche e i risentimenti potranno venire riconosciuti, rivissuti e quindi rielaborati e trasformati giungendo alla liberazione dei nodi conflittuali del nostro passato personale.

I Temi simbolici e mitologici che accompagnano tali esperienze possono derivare dalle culture più diverse; tali esperienze sembrano porsi come avvio verso una dimensione transpersonale o spirituale nella quale verrà richiesta la trascendenza dell’Ego.
Forse il maggior contributo della visione transpersonale è il riconoscimento del fatto che molti episodi spontanei di stati non ordinari della coscienza, solitamente diagnosticati come psicotici e quindi come manifestazioni di gravi malattie mentali e sistematicamente soppressi con psicofarmaci, siano di fatto crisi di apertura spirituale o «emergenze spirituali». Qualora vengano compresi e gli si offra un sostegno adeguato, tali episodi possono sfociare in processi di guarigione profonda e di trasformazione positiva della persona.

L’anatomia dell’Anima: l’Ovoide
L’ovoide rappresenta l’immagine dell’anatomia psichica, descrive i livelli e le parti dello psichismo umano: l’inconscio inferiore, medio e superiore.
Al centro il campo della coscienza, l’Io è rappresentato da un punto al centro; nella parte superiore della nostra psiche, c’è una stella che rappresenta il Sé. Essa è sia interna che esterna alla figura, poiché il Sé si intende in parte proprio della persona e in parte in comune con un mondo interpersonale, condiviso da tutti gli esseri umani.
Le linee sono tutte tratteggiate, poiché le parti sono distinte, ma non divise ed è sempre possibile il passaggio di un contenuto psichico da uno strato cosciente a uno inconscio e viceversa. L’essere umano può essere educato a percepire la provenienza dei suoi moti interni, per comprenderli e finalizzarli. Può essere guidato alla familiarità con le diverse parti interne, che possono essere coordinate dall’Io attraverso la volontà, fino a ottenere la sintesi, che è unità nella diversità.

SAMADHI, RISVEGLIO
ILLUMINAZIONE
Quarto Simbolo
ATMAN
SÉ TRANSPERSONALE
Terzo Simbolo
Futuro
INCONSCIO SUPERIORE
Imaginazione/Intuizione
Secondo Simbolo
VOLONTÀ
IO
CAMPO DELLA COSCIENZA
INCONSCIO MEDIO
Presente
Emozioni/Sentimenti
Primo Simbolo
Passato
INCONSCIO INFERIORE
Istinti/Sensazioni

La Psicosintesi
La Psicosintesi nacque agli inizi del ‘900 per opera di Roberto Assagioli (1888-1974), medico psichiatra italiano ed è una prassi psicologica per l’armonizzazione e lo sviluppo della personalità umana.
Rappresenta un approccio globale, fisico, psichico e spirituale, all’autorealizzazione e allo sviluppo del potenziale umano, attraverso la ricostruzione, la formazione e l’organizzazione della personalità intorno al centro unificatore dell’Io.
È una psicologia che si rivolge a persone sane, ossia coloro che sono in grado di gestire armoniosamente l’espressione della loro personalità e hanno le funzioni psicologiche efficienti, e fa leva sugli aspetti sani dell’essere umano: l’Io, le funzioni psicologiche, il Sé. Si propone di collaborare con il naturale processo di evoluzione promovendo, armonizzando e progettando l’integrazione della personalità, favorendo il contatto con il Sé e la direzione spirituale dell’esistenza. La sua finalità, perciò, è quella di aiutare le persone a scoprire la loro natura spirituale, per poi utilizzare efficacemente questa realizzazione nella loro vita quotidiana. Si propone, inoltre, di aiutare a riconoscere il progetto del Sé e a realizzarlo.
L’obiettivo specifico è di risvegliare l’autocoscienza e l’esperienza della volontà, intesa non come sforzo di ottenere, ma come facoltà di gestire consapevolmente le dinamiche intrapsichiche e interpersonali e, infine, condurre l’individuo e i gruppi umani alla scoperta di più ampi significati esistenziali.
Assagioli accentua la dimensione trascendente e del Sé definendolo come una totalità che trascende anche la psiche in quanto parte di un Sé universale come la goccia è parte del mare. Tale concezione è comune a quella delle tradizioni orientali per le quali il Sé o Atman si identifica con lo spirito che trascende ogni aspetto formale dell’individualità.
La peculiarità del modello concettuale e operativo è espressa graficamente da due immagini: l’ovoide e la stella.

I Dodici Archetipi e il Viaggio della Vita
Più in generale, possiamo dire che nell’approccio Transpersonale il Processo di Individuazione è scandito da dodici archetipi fondamentali, ciascuno dei quali corrisponde a un momento evolutivo, che non devono essere visti in modo rigido e sequenziale, bensì come fasi ricorrenti che possono svanire e ripresentarsi a più riprese.
Il Viaggio della Vita viene quindi letto come un percorso che attraverso l’irrequietezza e l’instabilità dell’Innocente e dell’Orfano raggiunge le dimensioni del conflitto, della ricerca, dell’identità, della volontà tipiche del Cercatore e del Guerriero, per approdare poi ai quieti lidi della saggezza compassionevole e della profondità misteriosa del Mago e del Saggio, passando attraverso le ulteriori tappe archetipiche dell’Angelo Custode, dell’Amante, del Creatore, del Distruttore, del Sovrano e del Folle.

Reiki e la Psicologia Transpersonale
Il processo di crescita con Reiki si svolge, in definitiva, in maniera molto simile a quanto indicato nel modello proposto dalla Psicologia Transpersonale. Con il I Livello di Reiki si attiva il viaggio Orfico alla ricerca della propria Anima, si stabilisce il primo con-tatto con il proprio corpo, con le proprie emozioni e con il senso della propria vita.
L’incontro con il Bambino Interiore, con l’Innocente e con l’Orfano sono i primi stadi del recupero di una infanzia da una parte felice e spensierata, dall’altra inevitabilmente tradita e ferita dal mondo senza speranza degli adulti. Guerriero e Angelo Custode, Amante e Cercatore, Creatore e Distruttore scandiscono le tappe del lavoro del II Livello, con il recupero della forza e dell’integrità, della capacità di relazionarsi con gli altri e agire con Amore, di lasciare andare il passato e perdonare i torti subiti. Con il II Livello incontriamo l’Albero della Vita, magistralmente rappresentato dal III Simbolo e dal suo significato «L’Origine dell’Uomo riflette sulla Via dell’Amore il Nome di Dio».
Comprendiamo come la perdita dell’Innocenza e la Cacciata dal Paradiso siano tappe inevitabili nel processo di assunzione della responsabilità della propria vita.
Il compito è attingere alle proprie energie spirituali per liberarsi dall’illusione di Maya e riconoscersi creati a immagine e somiglianza di Dio. Il III Livello attiva gli Archetipi del Sovrano, del Mago, del Saggio e del Folle, racchiusi nell’umile eppure potente figura del Maestro di Reiki, un monaco guerriero, un King Arthur capace di
estrarre la spada dei Re, Excalibur, capace di scatenare la ricerca del Sacro Graal, capace soprattutto di trasformarsi nell’umile Galvano, che imprigionerà nuovamente la spada nella roccia per dedicarsi a una vita monastica di preghiera e di raccoglimento. Il passaggio, a volte doloroso e terribile, attraverso i regni misteriosi e inesplorati dell’inconscio e dell’ombra costituiscono le tappe di un viaggio che il praticante di Reiki deve essere disposto a intraprendere. Egli si troverà spesso a che fare con la trasformazione di energie negative. Un ruolo impegnativo, che prevede l’impiego di specifiche tecniche, codificate nel tempo, per canalizzare energia luminosa e positiva. Meditazione, preghiera, raccoglimento, concentrazione, determinazione e spirito di sacrificio sono qualità richieste e necessarie in chi pratica una disciplina spirituale, soprattutto se quella disciplina è Reiki.Alla fine del Viaggio, ma in realtà in ogni momento, altri due Archetipi saranno Guida Illuminata per il Viaggiatore dello Spirito: il Buddha e il Cristo.