L’Ayurveda, dal sanscrito «scienza della vita», costituisce un vasto insieme di conoscenze che consente all’essere umano di vivere felicemente e a lungo, in pieno accordo con le leggi della Natura. L’esistenza di ogni essere umano non può essere scissa dall’universo che lo circonda, l’uomo è considerato un microcosmo, un piccolo universo a sé. Le stesse leggi che operano nell’universo sono attive all’interno del corpo umano. Secondo l’antica scienza vedica, lo strumento più perfetto della creazione, in grado di scandagliare tutti i segreti, è il sistema nervoso umano, adeguatamente potenziato.

• Samhita. Nel linguaggio vedico il valore unificante della vita è stato chiamato Samhita, termine che significa totalità. Da Samhita hanno origine le forze fondamentali che governano l’universo e coordinano le funzioni della fisiologia umana. Sono chiamate Dosha e sono: Vata, Pitta, Kapha. Il termine Vata deriva dalla radice Va che significa «ciò che muove», Vata rappresenta il principio del movimento, il dinamismo della natura, governa le attività del sistema nervoso. Pitta deriva dalla radice Tap, che significa «ciò che produce calore». Pitta rappresenta l’energia cosmica, il fuoco gastrico, governa le funzioni digestive e metaboliche. Kapha deriva dalle radici Kena jalena palati che significa «ciò che deriva dall’acqua». Kapha rappresenta il principio della coesione, della conservazione, è responsabile delle funzioni del sistema immunitario e della strutturazione dei tessuti.
L’equilibrio dei tre Dosha corrisponde all’equilibrio dell’asse neuroimmunoendocrino che è instabile e suscettibile di essere modificato da ogni influenza esterna.

• La sede dei Dosila. Ognuno dei tre Dosha occupa una sede preferenziale (sthana), pur esercitando la sua influenza sull’intera fisiologia. La sede principale di Vata è il grosso intestino e in generale la regione situata sotto all’ombelico, Pitta risiede nel tratto digestivo che comprende lo stomaco, il duodeno e in generale il tratto del corpo tra il torace e l’ombelico, Kapha risiede nel torace e in generale nella parte alta del corpo, compresa la testa.

• Vadya. Il medico ayurvedico o Vadya, che significa uomo di conoscenza, deve essere libero, attento, semplice, le sue azioni devono essere libere da egoismo, vanità, preoccupazione, invidia e dalla purezza del suo sistema nervoso dipende il successo della cura.

Per migliorare la salute o prevenire disequilibri futuri il medico consiglia tecniche per la riduzione dello stress come la meditazione trascendentale, norme comportamentali igieniche e alimentari specifiche, preparazioni erboristiche apposite, trattamenti naturali che includono il vitalizzante e prezioso Panchakarma che consiste in una depurazione profonda dell’organismo che attiva il potere di autoguarigione e di rigenerazione del corpo.

• Prakriti. Il fattore centrale da valutare durante una visita Ayurvedica consiste nell’individuare la costituzione (Prakriti) della persona, ovvero scoprire se ha una costituzione principalmente di tipo Vata, Pitta o Kapha. Ciò viene fatto grazie a un’analisi globale della persona che comprende la diagnosi del polso (Nadi Vigyan) e che consente di individuare gli squilibri nella fisiologia. L’Ayurveda tende a potenziare la salute nella sua globalità ripristinando l’equilibrio mentale, l’integrazione della fisiologia e l’armonia mente corpo.

• Vata, Pitta e Kapha. Il tipo Vata è il soffiare del vento, ha corporatura sottile, longilinea, ha le estremità fredde, un colorito olivastro, pelle secca, sonno leggero, ha tendenza ad amare il calore del sole e dei cibi. È intelligente e di veloce apprendimento, imprevedibile, molto emotivo, di carattere nervoso e irrequieto, ama la musica e il movimento.

Il tipo Pitta, è l’ardere del sole, è di corporatura media con tessuto muscolare ben rappresentato, ha un colorito roseo, occhi brillanti, capelli biondi o ramati. Ha un’alta temperatura cutanea, traspira abbondantemente è facilmente eccitabile, predilige cibi freschi, è tendenzialmente goloso, di carattere forte e deciso, tende alla collera.
Il tipo Kapha, è l’unione dei pianeti e delle galassie, è di corporatura robusta, di colorito bianco latteo, pelle morbida e grassa, occhi grandi, capelli forti, lento e metodico, tendenzialmente pigro, ama procreare, ha un carattere stabile, difficilmente si altera, ha un sonno pesante, digestione lenta, predilige cibi piccanti e amari.

• La diagnosi. Mentre per la nostra cultura occidentale la diagnosi è principalmente l’identificazione della malattia dopo la sua manifestazione, per l’ayurveda essa nasce da un controllo delle costanti interazioni tra ordine (salute) e disordine (malattia) nel corpo che avviene in modo preciso attraverso diversi metodi d’indagine, come l’osservazione del polso, degli occhi, della lingua, del viso, delle unghie e delle labbra. Queste indagini sono comuni anche nella medicina cinese, così come è comune l’idea dell’esistenza di canali di energia (in questo caso chiamati Nadi) e dei punti di concentrazione energetica chiamati i sette Chakra.

• Lo stile di vita. Per mantenerci sani occorre mantenere una dieta equilibrata e una stabile e salutare pratica quotidiana della quale fanno parte discipline tradizionali come lo Yoga e la meditazione. La dieta deve tener conto della specifica natura dell’essere umano e dei ritmi stagionali che lo circondano: esistono cibi caldi, da evitare d’estate, come ad esempio quelli piccanti, e cibi freddi, da evitare in inverno, come gelati, bevande fredde, yogurt e formaggi, esistono cibi virtuosi e salutari come gli ortaggi, la frutta, i legumi, i cerali.