Quando la luce colpisce un oggetto, tutto ciò che non permette il passaggio delle onde (o particelle) luminose contribuisce a creare l’ombra: tanto più forte è la luce e la densità dell’oggetto, tanto più densa e netta sarà l’ombra. L’ombra è dunque l’effetto della luce sulla materia, ma se ciò che di più luminoso esiste nell’universo si chiama
Amore, allora quanta più Luce e quanto più Amore entreranno nella mia vita tanta più ombra si manifesterà. Questo è il significato del Quarto Simbolo, il Sonten, Potere, Luce e Amore. Il Potere inteso esclusivamente come capacità di affrontare la propria Ombra, di non fuggire, di non negare, di accogliere a braccia aperte anche la più terribile verità
di cui siamo depositari. Ecco il Grande Uomo. Quanto più la materia diventa impalpabile e permeabile alla luce, tanto più l’ombra svanisce.
Questo processo si può definire guarigione o anche, secondo una visione più mistica. Illuminazione. La formula di Einstein E=mc 2 che abbiamo già citato in precedenza può anche essere letta nel senso che la quantità di energia aumenta quanto più ci avviciniamo alla luce. Abbiamo già detto che il Quarto Simbolo è il principale responsabile del
Processo di Guarigione, proprio in quanto rappresenta l’Energia della Luce che Illumina la Coscienza (La Stanza del Tesoro) e porta all’Integrazione degli Aspetti Contraddittori della Psiche in una Visione Unitaria della Realtà. Con il III Livello il Quarto Simbolo viene rivelato, ossia diventa cosciente. Questo atto simbolicamente significa la scelta di
affidare a Dio la propria vita e di rivelare a sé stessi e agli altri la propria Ombra, al fine di trasformarla in Luce. Illuminazione, appunto.
Durante un lungo e difficile periodo di tempo, che può durare anche tutta la vita, colui che ha ricevuto il III Livello vedrà affiorare dalle profondità della propria parte inconscia tutta l’Ombra accumulatasi in questa vita. Inutile dire che fare i conti con la propria Ombra è tutt’altro che agevole. L’esplorazione dell’inconscio apre prospettive assolutamente nuove e naturalmente pone continui interrogativi.
Ad esempio, se il Male è l’altra faccia del Bene, come l’Ombra è l’altra faccia della Luce, che senso ha giudicare le azioni degli uomini in termini di responsabilità?
Diventare Maestri di Reiki richiede una profonda capacità di astensione da qualunque giudizio e ciò implica un profondo processo di autoanalisi per evitare di proiettare sul mondo e sugli altri la propria Ombra e i propri aspetti inconsci non risolti. La cosa più difficile al mondo è forse costituita dal diventare coscienti della propria Ombra e ritirarne la proiezione sul Mondo.
Quando ognuno di noi avrà sufficientemente analizzato le proprie dicotomie e le avrà integrate nella propria identità, eviteremo di proiettare la nostra Ombra collettiva sul Mondo e di materializzarla nelle guerre, nelle stragi, nelle torture, nella continua strage degli Innocenti che ogni giorno perpetriamo.
Il termine Ombra indica l’altro lato della personalità, il lato oscuro, inferiore, indifferenziato, che si contrappone all’Io cosciente, è tutto ciò che non vediamo di noi stessi, che non conosciamo o che non vogliamo vedere e conoscere perché ci fa paura.

Il Problema del male
Affrontare responsabilmente il problema del bene e del male significa prendere atto che il male che attribuiamo agli altri o che si manifesta nella nostra vita è spesso una proiezione dell’ostilità che proviamo per alcuni aspetti di noi stessi e l’avversione e la rabbia che suscitano in noi dipende dal fatto che non vogliamo riconoscerlo.
Un individuo, una società che rifiuta ogni momento di depressione e riconosce come positiva solo la posizione euforica, si colloca sui toni della mania e proietta sugli altri la gigantesca Ombra costituita da tutta l’oscurità, il lutto, la fatica, il dolore che non ha voluto riconoscere in sé stessa.

Carl Gustav Jung

Nel Mito e nell’iconografìa religiosa l’Ombra è ben conosciuta e rappresentata come un luogo di infelicità e di punizione, è il Regno dei Morti, l’Oltretomba, l’Ade, l’Inferno (da inferior, ciò che sta in basso) è un luogo popolato da fantasmi e demoni, da mostri e da spiriti. Dobbiamo riconoscere che come il Regno dei Cieli non si trova al di là della
nostra coscienza, così anche il Regno dei Morti abita le profondità della nostra psiche.
L’Ombra non cela solo il male. L’Ombra è come un gigantesco giacimento petrolifero, risultato di milioni di anni di decomposizione di organismi viventi, tomba e cimitero putrescente, apparentemente senza significato e senza valore, mortifero e vischioso. Eppure, sapientemente estratto e purificato, il petrolio è la principale riserva energetica dell’umanità (al di là di ogni possibile commento sull’opportunità dell’uso di combustibili fossili, si passi la metafora). E così, anche l’Ombra va guardata in faccia, va riconosciuta anche nei suoi tratti penosi e conturbanti. Dobbiamo accoglierla e darle voce.
Solo così non agirà inconsapevolmente e pericolosamente, come appare nel popolare racconto di Stevenson: Lo strano caso del dottor fekyll e del signor Hyde, in cui il protagonista, rispettabile e mite uomo di scienza, scatena la propria dimensione d’ombra trasformandosi in uno spietato e perverso serial killer.
Talvolta l’ombra viene proiettata sugli altri, per evitare l’incontro penoso e duro con noi stessi, con il nostro doppio. In realtà, solo integrando la nostra parte umbratile, l’energia sotterranea che essa nasconde e assorbe diviene disponibile all’Io. «Talvolta si deve essere indegni, per riuscire a vivere pienamente», afferma Jung. L’integrazione continua e costante dell’Ombra, oltre a essere inevitabile perfino nella vita di tutti i giorni, costituisce il senso più profondo di ogni via di crescita interiore e spirituale. Il racconto del Dottor Jekill e Mister Hyde è una toccante rappresentazione della vera natura di ogni uomo, conflittuale e contraddittoria. Finché non siamo disposti ad accettare il mostro che abita dentro di noi, non potremo incontrare l’angelo. Saremo destinati a proiettare gli aspetti oscuri della nostra personalità, gli aspetti inconsci, sull’altro. Gli altri saranno bianchi, neri, ebrei, cristiani, infedeli, stupidi, ignoranti, insensibili… Tutto ciò che è inconscio viene proiettato, quindi si rischia di proiettare sull’altro tutto l’inconscio. Il processo della proiezione è chiaramente esemplificato nella famosa parabola del Vangelo, quando Gesù parla della pagliuzza negli occhi del nostro prossimo: siamo bravi a vedere la pagliuzza nell’altro, ma non vediamo altrettanto bene la trave in noi stessi. Tendiamo a offrire di noi il lato che riteniamo più appropriato per farci amare e accettare dagli altri ma così facendo releghiamo nell’ombra la nostra verità. Abbiamo a disposizioni trucchi, vestiti, chirurgi plastici, denaro, intelligenza e astuzia per conformarci efficacemente all’ambiente e alla società che ci circonda, ma questo significa indossare una maschera e recitare una parte.

Anche in natura la mimesi è un’ottima difesa: confondersi con l’ambiente permette di passare inosservati e di uscire indenni da una quantità di situazioni, ma far finta di non esistere non sempre è la soluzione più dignitosa. Anche perché così facendo rischiamo di sopprimere parti essenziali della nostra identità. Il segreto dell’autenticità è che dobbiamo accettare la nostra umana condizione e non dobbiamo pretendere di essere perfetti, buoni, puri e impeccabili.
Un Maestro di Reiki è tale non perché sa qualcosa di più degli altri, ma perché sa trasmettere quel poco che sa e dona con gioia e umiltà quel poco che ha. Riconoscere e trasformare le nostre più basse pulsioni è l’unica strada per una autentica guarigione. La Redenzione dell’Anima e il raggiungimento dell’Illuminazione passano attraverso la ricomposizione del bene e del male prima di tutto dentro di noi e la sofferenza e il sacrificio ne sono il prezzo.
Redimere il Male non significa, quindi, sconfiggerlo o distruggerlo all’esterno, ma riconoscerlo e assimilarlo in noi, accettando volontariamente e in piena coscienza di essere trasformati dall’incontro degli opposti.

«Karman o Karma» è una parola sanscrita che deriva dalla radice kri: fare. La parola «Karma» indica perciò le azioni e i loro effetti in questa o altre vite. La Legge del Karma equilibra l’azione e la reazione, la causa e l’effetto, ed è il principio di causalità che lega le azioni ai loro risultati: la reazione è sempre equivalente all’azione. Ogni azione produce risultati, interni ed esterni, che a loro volta diventano cause che si ripercuotono in modo complesso sul mondo esterno per ritornare infine all’agente dell’azione.

Il caso è un nome per una legge non riconosciuta: esistono molti piani di causalità e nulla sfugge alla legge del Karma. La legge del Karma ci insegna che un certo tipo di azioni inevitabilmente portano risultati simili o corrispondenti: «Ciò che semini, raccogli», il risultato corrisponde alla natura delle azioni. Il Karma può essere di due tipi: positivo o salutare e negativo o non salutare. Le parole pali originali per esprimere il cosiddetto Karma buono o cattivo sono kusala e akusaìa. Kusala vuol dire «intelligente», «idoneo», «salutare», mentre akusala significa «non intelligente», «non salutare», «non idoneo». Se facciamo un’azione salutare, prima o poi otterremo risultati o frutti salutari, e se compiamo un’azione non salutare otterremo inevitabilmente un risultato non salutare o non voluto. Le azioni sono salutari quando sono benefiche a sé stessi e agli altri e quindi non motivate da ignoranza, attaccamento e avversione, ma da saggezza, rinuncia o distacco, o da amore e compassione.
Il Discorso della Montagna è una precisa indicazione dell’aspetto Karmico negativo, ossia non risolto e la sua trasformazione in Karma positivo, ossia esperienza integrata e conoscenza:

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Vangelo di Matteo

Ho molto peccato, in pensieri, parole, opere e omissioni
Secondo il corso della Legge Karmica, noi siamo artefici del nostro destino attraverso i nostri pensieri (azioni mentali), i nostri sentimenti (azioni affettive), le nostre parole (azioni verbali) e il nostro comportamento (azioni fisiche). Si può ben capire quali siano i benefici di una buona comprensione della legge del Karma. Prima di tutto essa ci dissuade dal compiere azioni non salutari che hanno come risultato una sofferenza certa.
Quando comprendiamo che durante tutta la vita ogni atto intenzionale produce un’azione corrispondente e simile, e una volta capito che prima o dopo sperimenteremo gli effetti delle nostre azioni, ci asterremo da un comportamento negativo perché non ne vogliamo sperimentare gli effetti di tali azioni.
Ugualmente sapendo che azioni salutari hanno come risultato la felicità, faremo del nostro meglio per coltivare tali azioni salutari. Da qui ancora una volta emerge l’importanza del lavoro con l’Albero della Vita e con i Simboli di Reiki.
Ma il Karma non si manifesta solo a livello personale: le azioni compiute dagli esseri umani nella famiglia, nel gruppo, nella comunità, nella nazione, nella razza e nel mondo in generale costituiscono il Karma familiare, di gruppo, di comunità, di razza, fino a comprendere tutta l’umanità. Ciascuno dei livelli citati è strettamente legato agli altri in forme di organizzazione in cui non esiste una netta delimitazione o interruzione tra loro, ma dove le singole parti dipendono dal tutto. I sentimenti, le azioni, i pensieri, le parole e il comportamento di ogni essere umano contribuiscono, perciò, a seminare i risultati che le famiglie, le nazioni e l’umanità dovranno raccogliere.
Sul piano energetico e spirituale il Maestro di Reiki è in grado di purificare l’iniziato dal dolore delle esperienze di questa vita e anche di altre vite, canalizzando l’energia negativa del Karma e dissolvendola. Egli deve essere però contemporaneamente in grado sul piano fisico di ricevere e gestire e possibilmente trasformare tutta l’energia Karmica che riceve. Compito non facile che richiede anni di lavoro su sé stessi e adeguata preparazione.

Energia Cristica
In un certo senso il Cristo operò in questo modo la guarigione dell’umanità, offrendosi come capro espiatorio e prendendo su di sé il male degli uomini secondo la nota formula liturgica: «Agnello di Dio che togli i peccati del mondo liberaci dal male». Gesù fu in grado di «bruciare» il Karma di tutta l’umanità e di consentire un salto evolutivo di dimensioni cosmiche. Non a caso tutta la storia dell’umanità è divisa tra il prima e il dopo la sua nascita. Il Maestro di Reiki deve quindi essere pronto ad assumere su di sé l’ombra e la proiezione delle persone a cui dà l’iniziazione, responsabilità non lieve da sostenere e che necessita evidentemente di una lunga e adeguata preparazione.
Non a caso nel Mito di Usui si narra dei suoi lunghi anni di studio sulla Sacre Scritture cristiane e sui Sutra buddhisti. Gesù Cristo e Buddha avevano piena coscienza del problema karmico e nel loro insegnamento sono contenuti i principi fondamentali per la sua evoluzione e risoluzione.

Trasformazione ed Evoluzione
Gli eventi che la vita ci propone, belli o brutti che siano, sono semplicemente opportunità che ci vengono offerte per compiere una trasformazione personale. La legge del Karma, infatti, è una legge di evoluzione spirituale e non un giudizio o una punizione.
La comprensione di questa legge serve a liberare la nostra anima dal risentimento verso noi stessi, verso gli altri uomini e Dio.

Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe,
il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi;
ma se voi non perdonerete agli uomini,
neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.
Vangelo di Matteo

Liberarsi dal risentimento significa aprire il nostro cuore all’amore e al perdono: questa è la vera trasformazione a cui siamo chiamati. Noi apprendiamo attraverso le nostre azioni, sperimentandone le conseguenze formiamo e trasformiamo il nostro carattere.
Questo è il motivo profondo del perché tutte le religioni insegnano la condotta morale.
La legge del Karma ci spinge ad assumerci la responsabilità delle nostre azioni, e a mostrare a noi e a tutti gli esseri compassione e amore.
Grazie alle opportunità che ci vengono offerte in questa o nelle prossime vite, abbiamo sempre la possibilità di migliorare il nostro destino e quello del mondo in cui viviamo. La vita ci porta ciclicamente a confrontarci con tutti quegli ostacoli interni che non abbiamo ancora superato. Se abbiamo generato sofferenza, dovremo provare quella stessa sofferenza, per poter comprendere ed espiare.

Il Libero Arbitrio
Se abbiamo rubato, subiremo un furto simile, poi in futuro ci troveremo in una condizione analoga dove avremo ancora la possibilità di rubare e allora potremo scegliere di cambiare il nostro destino, di evolvere e purificare il Karma. Se siamo stati imprigionati, torturati, condannati ingiustamente o uccisi da un’autorità, in futuro vestiremo i panni dell’autorità e ci troveremo nella condizione di scegliere se agire allo stesso modo.
Potremo sempre scegliere tra vendetta e perdono. Lo scopo della Legge del Karma è aiutarci a immedesimarci negli altri, ad aprire il nostro cuore al sentire, alla compassione, all’amore, al perdono e, quindi, contattare il Sé, che è l’Uno in tutti. Coltivare sentimenti di amore, pensieri e desideri di gioia e gratitudine, e agire di conseguenza, trasforma il nostro carattere e il nostro destino.
Abbiamo così ulteriori elementi per comprendere più a fondo la portata del processo di guarigione con Reiki e con il II Livello e in particolare l’importanza del lavoro con l’Albero della Vita, i Piani della Realtà e i Simboli di Reiki. Possiamo affermare che l’energia di Reiki è sempre orientata alla purificazione del Karma. Il nostro carattere è, dunque, l’espressione della storia della nostra anima, del destino che ci siamo autocreati.
Analizzando le nostre forti tendenze personali, possiamo dedurre con sufficiente esattezza quale tipo di vita abbiamo condotto prima. Spirali evolutive e involutive, costruttive e distruttive, si costruiscono e si mantengono prendendo il tempo di alcune vite oppure di migliaia di anni. Per la guarigione del Karma è necessario superare l’identificazione con il proprio destino, trascendere la dimensione personale, familiare e sociale.
Con il III Livello cominciamo a occuparci del Karma collettivo, entriamo quindi nella dimensione del Servizio: iniziamo a prendere coscienza che siamo parte del tutto.

Le Basi biologiche del Karma: l’Ereditarietà
Il DNA ci tramanda elementi conoscitivi e schemi di comportamento che si radicano all’origine della specie, milioni di anni or sono. Questo tipo di messaggi, queste autentiche memorie di vite precedenti, arrivano fino a noi, e sono comuni all’intero genere umano. A livello del DNA sono codificate le conoscenze che sottostanno all’intero sviluppo del genere umano, al suo intero e largamente condiviso patrimonio esperienziale.
Fu forse questa la realtà osservata da Cari Gustav Jung, quando cominciò a notare nei suoi pazienti l’emergere di modelli di comportamento e di esperienza psichica, così precisamente definiti da essere facilmente ricollegabili a precise figure mitologiche. Nei sogni dei suoi pazienti e in particolare dei bambini, gli era facile rilevare elementi non
riconducibili alla loro esperienza vissuta.
L’informazione genetica, cioè tutto il patrimonio di conoscenze dell’umanità, viene trasmessa dai genitori ai figli attraverso il DNA, che può essere immaginato come un nastro che contiene un codice cifrato, il codice genetico, contenuto nel nucleo della cellula. Poiché il DNA contiene l’esperienza della vita dalle origini a oggi, esso può rappresentare il depositario del principio del Karma, ovvero la legge di causa-effetto secondo cui questa vita è la continuazione di altre vite in cui abbiamo compiuto azioni e generato conseguenze di cui dobbiamo assumerci la responsabilità.
Inoltre poiché anche l’Inconscio Collettivo è trasmesso geneticamente, il DNA è anche il depositario della Memoria Collettiva, essa contiene tutte le informazioni che formano il Conscio e l’Inconscio Collettivo.
Noi scendiamo sul pianeta terra con una precisa finalità, che costituisce il nostro Dharma o compito, per la realizzazione del quale scegliamo accuratamente tutte le condizioni più favorevoli, anche quelle che apparentemente appaiono dolorose o drammatiche. Nel corso della vita, l’interazione delle energie divino cosmiche e dell’informazio-
ne genetica ci conduce verso tutte quelle esperienze che possono rappresentare il pagamento di un vecchio debito (contratto in altre vite) o la realizzazione di un nuovo obiettivo. In entrambi i casi ci avviciniamo sempre un po’ di più alla perfezione e attraverso questo processo, vita dopo vita, un giorno avremo completato tutta la gamma delle esperienze destinate alla nostra anima e saremo liberi e al cospetto di Dio.

L’Inizio del Viaggio
Secondo i testi tantrici, quando il seme maschile e l’uovo femminile si incontrano, c’è un punto preciso nel quale l’anima si incarna e quel luogo è chiamato Bindu o Ottavo Chakra e si trova nel profondo del cervello. Secondo la tradizione in questa parte del cervello c’è una piccola cavità la quale contiene una goccia di liquido.
Bindu significa goccia (oppure seme) e di solito si raffigura con una goccia bianca che simboleggia il nettare. Il centro Bindu è la parte del cervello da cui partono le informazioni, tramite il sistema nervoso simpatico e il parasimpatico, che vengono recepite da ogni cellula e influiscono sulla struttura del DNA. Le sue funzioni potrebbero essere assimilate a quelle dell’ipotalamo. Tramite l’ipofisi, l’ipotalamo influisce su tutte le ghiandole endocrine e quindi anche sul sistema ormonale. Come parte del sistema limbale, influisce sul controllo del comportamento, sulla temperatura corporea, sull’assunzione dei liquidi, del cibo ecc. Il Bindu rappresenta il punto o il centro senza dimensioni, la cui radice si trova nel Conscio Infinito. Il Bindu è il «seme cosmico», dal quale l’uomo si manifesta come essere fisico, energetico e spirituale. Nel Bindu si trova la sede dell’intelligenza umana e la sede della creazione totale. Il Bindu rappresenta l’essenza del cosmo. Il momento in cui il seme del padre incontra l’uovo della madre, quello è il tempo e il luogo in cui la nostra anima si manifesta per iniziare la nostra nuova vita, con tutti i presupposti necessari (patrimonio genetico, condizioni sociali, patrimoniali, culturali, religiose, influssi planetari) affinché la nostra anima possa proseguire, su un nuovo veicolo, il viaggio intrapreso.
Durante la crescita e lo sviluppo, poco a poco, dimentichiamo tutte le esperienze vissute nelle vite precedenti, ma esse sono comunque registrate nel nostro DNA. Pur senza ricordare, noi sappiamo bene ciò che dobbiamo fare, dobbiamo dimenticare per essere certi che la nostra azione sia pura e disinteressata, ma veniamo comunque agiti dalla legge del Karma e del Dharma. E quindi aveva ragione Platone quando diceva che per conoscere il presente dobbiamo solo ricordare (reminiscenza). Tutta la conoscenza del mondo giace nel nucleo delle nostre cellule, nella parte più piccola e misteriosa del nostro essere ed è fin lì che può arrivare la nostra consapevolezza. «Conosci te stesso», diceva Socrate «e conoscerai l’Universo e gli Dei». Il DNA è lo strumento con cui il nostro corpo comunica con il passato e con il futuro, con l’universo da cui proviene e con l’universo verso cui sta andando.

Albero Genealogico e Karma
Vi sono dunque complesse relazioni e influenze che collegano un individuo alla sua famiglia, alla società in cui nasce e alla cultura di cui fa parte, al pianeta e al cosmo intero. Generalmente si considerano i problemi di una persona come se fosse una entità autonoma e isolata da tutto il resto, ma non è così: il problema è molto più stratificato risale dalla persona ai suoi genitori e poi ai nonni e ai bisnonni e da questi ai contesti culturali e sociali in cui hanno a loro volta vissuto. Alla maggior parte di noi è richiesto di essere quello che vuole la famiglia e tramite essa la società e la cultura. Essendo la famiglia il nostro primo archetipo d’amore, iniziamo a non essere noi stessi fin da piccoli perché siamo obbligati a ripetere degli schemi che non ci appartengono. Lo studio specifico sulla persona e sulla sua provenienza si chiama «psicogenealogia» o «approccio transgenerazionale» ed è in sostanza lo studio dell’albero genealogico che evidenzia e analizza le modalità di strutturazione dell’individuo e delle sue caratteristiche nell’arco delle generazioni. L’albero genealogico è alla base di qualsiasi nevrosi, ossessione e malattia che ri affligge, perché tutti ereditiamo un’impronta psicologica che non siamo coscienti di possedere. La psicogenealogia o approccio transgenealogico emerge oggi un po’ dappertutto e in diverse pratiche e scuole: numerosi psicanalisti e psicoterapeuti ormai riconoscono l’importanza dell’albero genealogico e soprattutto quella dei cosiddetti
«segreti di famiglia» e delle «sequenze emozionali non risolte» che le generazioni si passano l’una con l’altra, secondo modalità e percorsi totalmente diversi e particolari.

Il Percorso di Crescita
Arriva un momento nella nostra vita in cui siamo costretti a riconoscere e ad ammettere la nostra impotenza di fronte agli eventi. Comprendiamo che la vita non è controllabile, emerge la stanchezza della sofferenza, iniziamo a percepire il nostro umano limite. È a questo punto, di solito, che ci avviciniamo a Reiki e cominciamo il nostro Viaggio.
Cominciamo a credere che qualcuno o qualcosa di più grande ci possa aiutare, quindi ci assumiamo la responsabilità di confrontarci con noi stessi e troviamo il coraggio per affidarci a Dio. È il momento in cui guardiamo la nostra nuda immagine riflessa nello specchio, in cui ci fissiamo negli occhi e non distogliamo più lo sguardo dalle cicatrici e
dai lividi. Inizia la Guarigione.
Inizia un percorso di crescita personale che richiede coraggio e tenacia, in cui è necessario diventare coscienti dei danni arrecati e subiti e incontrare la propria sofferenza e la propria malattia: si incontra il dolore, lo si comprende e poi lo si lascia andare. E così, con la comprensione e il perdono, cominciamo a liberarci di una parte dell’ombra e della proiezione. Confrontandoci con il nostro passato, ci rendiamo conto che se abbiamo davvero compreso il senso profondo dell’esperienza vissuta siamo disposti a perdonare e a perdonarci. Possiamo anche provare gratitudine per coloro che ci hanno ferito, perché ci hanno comunque mostrato qualcosa di noi che non conoscevano e ci hanno offerto la possibilità di maturare ed evolvere. Così nasce la consapevolezza.

Quando cominciamo ad accettare che qualcuno o qualcosa di più grande possa guidare il nostro destino, maturiamo maggiore responsabilità e rispetto per la nostra vita: è allora che incontriamo l’umiltà e la fede. Cambiano profondamente i desideri, le motivazioni, le intenzioni, le decisioni e le convinzioni nei confronti dell’interaesistenza. La spirale involutiva del Karma comincia a essere trasformata e superata. Sorge il desiderio di migliorare il contatto e la conoscenza della Volontà Superiore, ci si armonizza con la Legge Universale, cessano gli atteggiamenti autodistruttivi. Le malattie guariscono perché impariamo a prenderci cura di noi stessi. Smettiamo di fumare, di bere e mangiare in eccesso, il sesso perde gran parte della sua attrattiva, smettiamo di guardare programmi insulsi alla televisione e preferiamo la compagnia di pochi fidati amici.
Pretendiamo rispetto e comprensione nelle relazioni affettive e sul posto di lavoro.
Non siamo più disposti ad accettare compromessi, a venire a patti con la nostra coscienza. Cominciamo a percepire la nostra Anima. Il conflitto non viene più fuggito, evitato, escluso, ma assunto nella sua totalizzante complessità all’interno della coscienza che, come in un processo alchemico, promuove la reazione tra gli elementi opposti e
consente la Risoluzione degli Opposti.
La trasformazione di una spirale karmica da involutiva a evolutiva è un’opera alchemica che può richiedere pochi anni, come tutta una vita o più vite. L’Energia di Reiki è la Fiamma che permette l’evaporazione e la sublimazione degli aspetti oscuri e pesanti.
Noi siamo il crogiuolo in cui il piombo deve trasformarsi in oro. Ma per fare ciò dobbiamo riconoscere i nostri peccati, la superbia, l’ira, l’invidia, l’accidia, la lussuria, l’avarizia, la gola. Per poter essere perdonati dobbiamo aver sperimentato la caduta, la comprensione pienamente cosciente degli atti compiuti, il sentimento della nostra fragilità e il dolore sincero per il male causato. È sufficiente chiedere scusa, a noi stessi per primi, per essere perdonati.

Jung scrisse: «Senza peccato non esiste pentimento, e senza pentimento non esiste la grazia redentrice». L’ostacolo maggiore e più frequente che s’incontra in un cammino di crescita spirituale è la ribellione contro Dio e contro il proprio destino, che nasce dalla paura d’incontrare il proprio dolore, di stare con la propria vulnerabilità, dall’incapacità di lasciar andare il rancore e il risentimento.
Continuare a nutrire le ferite e il rancore colpevolizzando gli altri è uno dei modi involutivi (insieme alla svalutazione, il criticismo, il sarcasmo, il pettegolezzo, il lamento, il risentimento ecc.) che utilizziamo per tentare di accrescere la nostra autostima. Il significato della reincarnazione è che ora ci viene concessa una nuova occasione per accettare il male e coltivare il bene che abbiamo portato con noi dalle altre vite. Come tutte le nostre buone qualità sono un’eredità del passato, anche le tendenze involutive, vengono dal passato, sono anelli di una catena che ci avvince al samsara, il ciclo delle rinascite, che poi altro non è che la coazione a ripetere sempre le stesse esperienze dolorose. Il risentimento e la colpevolizzazione sono il collante che tiene assieme tutte le catene del Karma, l’Amore è il solvente che scioglie ogni legame con il passato e trasforma l’Ombra in una esplosione di luce, come un buco nero che diventa una supernova. Tutto il Karma può essere trasformato in un solo attimo, a condizione di essere capaci di un pieno atto d’amore e di perdono, prima di tutto verso noi stessi.
La legge del Karma ci insegna che noi soltanto siamo i nostri giudici implacabili e abbiamo bisogno principalmente del nostro perdono.

Canale Energetico

SONTEN, BRAHMAN, TAO, DIO,
PRINCIPIO PRIMO, CAUSA IN CAUSATA, MOTORE IMMOBILE

PIANO DELLA MENTE COSMI
SE’TRANSPERSONALE
ANANDAMAYAKOSHA
ILLUMINAZIONE
INFORMAZIONE GENETICA

Quarto Simbolo
PIANO SPIRITUALE
COSCIENZA
VIJNANA MAYAKOSHA
PREGHIERA
PSICHE

Terzo Simbolo
PIANO MENTALE
PENSIERO
MANO MAYAKOSHA
DESIDERI
SISTEMA NERVOSO

Secondo Simbolo
PIANO EMOZIONALE
SENTIMENTI
PRANA MAYAKOSHA
AZIONI
SISTEMA ENDOCRINO

Primo Simbolo
PIANO MATERIALE
ISTINTI
ANNA MAYAKOSHA
BISOGNI
SISTEMA IMMUNITARIO