Dal punto di vista antropologico, il rito di iniziazione è un rito di passaggio che si celebra nell’ambito della
sacralità propria di una collettività. I riti iniziatici esistono da sempre all’interno di ogni collettività umana e
possono essere riferiti a un passaggio da un ruolo sociale a un altro (come dal celibato al matrimonio), alla acquisizione di una condizione psichica (come il passaggio dalla adolescenza all’età adulta, la paternità o maternità), all’inserimento entro una comunità, sia essa religiosa o profana (esame di maturità, laurea, introduzione nel mondo del lavoro, sacramenti). La comunità può essere una qualsiasi collettività di uomini o una specifica comunità che fondi lasua ragion d’essere su una tradizione religiosa, culturale o su una particolare visione del mondo. È in questa accezione, ad esempio, che si parla della Comunità Reiki come di persone accomunate da una precisa ritualità (Tradizione) che formano nel loro insieme quello che viene definito Ordine Mistico.

La Tradizione Orale e la Discendenza
La Tradizione (dal latino tràdere, trasmettere, tramandare) è una linea ideale attraverso cui vengono trasmesse dal Maestro allo Studente una serie di informazioni e facoltà.
In Reiki, come in qualunque disciplina iniziatica, prende particolare importanza il concetto di Tradizione Orale, in quanto molti contenuti, per loro natura simbolica, non possono essere trasmessi se non attraverso una esperienza e un contatto diretto fra insegnante e allievo.
Sappiamo, dai ricordi delle scuole, quanto sia importante la competenza, la preparazione e l’umanità di un buon insegnante nel far apprendere agli scolari una materia.
Spesso la materia stessa viene associata all’insegnante e se lo studio risulta ostico e sgradito, forse l’insegnante non deve essere da meno. In ogni trasmissione di conoscenza esiste dunque un fattore oggettivo, il contenuto dell’insegnamento, e un fattore soggettivo, il metodo, l’approccio, la disponibilità e la preparazione di colui che insegna.

La Fonte dell’Insegnamento è Mikao Usui
In Reiki un ulteriore fattore è quello della Discendenza o Lignaggio (dall’inglese Lineage, Linea di discendenza). Per garantire che l’informazione venga trasmessa in modo costante e coerente occorre che ogni Maestro di Reiki possa dimostrare il proprio collegamento con la fonte originaria dell’insegnamento stesso.
Nel caso di Reiki la Fonte, perlomeno dal punto di vista umano, è unanimemente riconosciuta in Mikao Usui. Esiste una certa libertà nel determinare la modalità di svolgimento del seminario e della pratica di Reiki, ma certamente non si possono modificare a piacimento le Cerimonie di Iniziazione o inventarsi dei nuovi Simboli, poiché in tal caso non si potrebbe più parlare di Reiki né di Tradizione. Quando poi alla parola Reiki vengono aggiunti dei suffissi, questo indica inevitabilmente una interruzione con la
Tradizione che proviene da Mikao Usui e una nuova discendenza che inizia con il fondatore del nuovo sistema.
La Discendenza e la Tradizione, così come la riservatezza su Simboli e procedimenti, sono garanzie a tutela della correttezza dell’insegnamento impartito e anche di coloro verso cui si rivolge e ogni Maestro di Reiki dovrebbe essere un fedele e affidabile depositario e custode della Tradizione.
Occorre determinare con prudenza e caso per caso se la «nuova tradizione di Reiki» nasce da una effettiva esigenza di evoluzione e approfondimento o dall’egocentrismo del fondatore che vuole attribuirsi il merito dell’efficacia di Reiki e addirittura sostituirsi ad Usui stesso.

Il Rito di Iniziazione
In Reiki le Iniziazioni sono Tre e precisamente l’Iniziazione al I Livello, al II Livello e al III Livello. Ogni Iniziazione è poi costituita da Cerimonie di Attivazione, quattro per il I Livello, una per il II Livello e una per il III Livello. A ogni Livello corrispondono poi specifici contenuti e pratiche che costituiscono il bagaglio di conoscenze che vengono
trasmesse allo Studente secondo la Tradizione Reiki.

Iniziazione come Morte e Rinascita
Spesso si arriva a fare Reiki quando il mistero, il numinoso, irrompe nella nostra vita, mettendoci di fronte a noi stessi e al nostro piccolo Io. Può accadere sotto forma di malattia, di perdita, di fallimento: in ogni caso i sintomi tentano di farci fermare, di farci riflettere, ci inducono a bloccare un tran tran ripetitivo o un ritmo di vita troppo incalzante e insensato.

La Danza di Kaos, Eros e Thanatos
A volte il Kaos irrompe nella nostra vita. Ci innamoriamo, siamo lasciati, viviamo emozioni fino ad allora sconosciute e inimmaginabili: con tutte le sue forme l’amore, la forza dell’eros, fa la sua entrata, ci sconvolge, restituendoci a qualcosa di più grande di noi: il mistero. A volte è la morte, la malattia, un lutto, è Thanatos che si manifesta nella nostra vita e ci fa conoscere il dolore e ci obbliga ad accettare una realtà che non comprendiamo fino in fondo ma che percepiamo sacra e misteriosa. Può essere anche il crollo di tutto ciò che abbiamo costruito, un’esperienza di sofferenza in cui sperimentare all’improvviso le forze potenti della perdita e del distacco dal passato.
Quando il mistero fa la sua entrata nella nostra vita, vuol dire che è arrivato il momento di iniziare un percorso.

La Morte Simbolica
Non a caso, il momento centrale di ogni iniziazione è rappresentato dalla cerimonia che simbolizza la morte del neofito e il suo ritorno tra i vivi. Ma colui che ritorna alla vita è un uomo nuovo, la morte iniziatica significa a un tempo la fine dell’ignoranza e della condizione profana, nello scenario dei riti iniziatici, la «morte» è l’espressione simbolica della fine di un modo di essere: quello dell’ignoranza, della dipendenza e della irresponsabilità.

L’iniziazione, in tutte le società arcaiche e in tutta la storia delle religioni, equivale a una maturazione spirituale, legata all’incontro con il numinoso. Si rinasce cioè a una condizione adulta, di essere umano in senso più autentico e completo, si impara a sviluppare un pensiero affermativo e maturo, un pensiero capace di amare il quotidiano cosi
come è, riconoscendo ogni attimo nella sua sacralità.
L’iniziazione svela il Sé dietro l’Io, mette in contatto con il significato profondo celato dietro gli eventi. Il significato intrinseco nella iniziazione è che solo accogliendo umilmente e incondizionatamente le difficoltà, il dolore, la mancanza, si può divenire grandi e liberi. In mancanza di questa accettazione della realtà, siamo destinati a restare legati a un mondo infantile, fittizio e illusorio pieno di rimpianti, di sensi di colpa e di rancore su ciò che avrebbe dovuto essere, pieno di aspettative irrealistiche su ciò che dovrà essere. Iniziazione quindi corrisponde a Crescita, Maturazione, Guarigione, Evoluzione, Individuazione.

La Cerimonia di Iniziazione a Reiki
Per ricevere l’Attivazione al I Livello occorre sedersi per alcuni minuti con gli occhi chiusi, le mani giunte e i piedi bene a contatto con la terra in presenza del Maestro di Reiki che abbiamo scelto. Gli elementi simbolici di questa cerimonia sono certamente presenti, come in ogni atto rituale, ma non ne esauriscono il significato e l’azione.

• Mani giunte, occhi chiusi, piedi a terra. Chiudere gli occhi significa affidarsi alla vita, lasciar andare il controllo, rinunciare a valutare ogni avvenimento dal punto di vista puramente razionale. Congiungere le mani all’altezza del cuore ci ricorda l’atto della preghiera, l’unione dello Yin con lo Yang, ci invita a riconoscere che l’unità è dentro di noi e si chiama Amore. Le piante dei piedi ben aderenti al suolo ci ricordano l’importanza dell’avere i piedi per terra, di essere sempre presenti e lucidi anche nel piano materiale e fisico.

• Disciplina Spirituale. Reiki è dunque una Disciplina Spirituale che si sviluppa su più Livelli (di solito tre o quattro) che consiste sostanzialmente in una serie di Attivazioni Energetiche, che hanno lo scopo di facilitare e aumentare progressivamente e gradualmente il passaggio di energia vitale attraverso il nostro sistema psico-fisico.

• Attivazioni Energetiche. L’Iniziazione al I Livello è suddivisa a sua volta in Quattro Cerimonie di Attivazione, che hanno lo scopo di purificare e potenziare progressivamente il canale energetico dell’individuo, mettendolo nelle condizioni di ricevere Reiki dalla fonte originaria (Luce, Universo, Spirito, Dio) e trasmetterlo attraverso le mani e gli occhi.

• Sacralità e segretezza. Le Cerimonie di Attivazione sono Sacre e Segrete in quanto il procedimento viene trasmesso oralmente ed esclusivamente da Maestro a Maestro. In mancanza delle Cerimonie di Attivazione eseguite da un Maestro di Reiki, non si può parlare di Reiki, in quanto tale disciplina si caratterizza per l’uso di specifici metodi e modalità che consentono l’attivazione dei Canali Energetici e l’utilizzo della specifica energia vitale che viene anch’essa denominata Reiki.

Il Maestro di Reiki: precisazioni
II Maestro di Reiki non è persona dotata di speciali poteri, è semplicemente un’insegnante esperto in una specifica disciplina. Per brevità non riporteremo oltre la dicitura Maestro/Insegnante, dando per assodato e chiarito il seguente concetto: Maestro di Reiki è colui che, a seguito di un adeguato percorso di formazione, ha acquisito la capacità di attivare a Reiki anche alta persone, generalmente definite come Studenti di Reiki.

La capacità e la preparazione del Maestro di Reiki, come vedremo negli ultimi capitoli, sono elementi fondamentali nell’Attivazione dell’energia di Reiki e nella purificazione del Karma. Egli deve aver compiuto un autentico lavoro di crescita per poter operare nel modo migliore questa delicata trasmissione di energia che comporta anche la capacità di smaltire adeguatamente le energie karmiche degli studenti e dei clienti.
In mancanza di una adeguata preparazione del Maestro, la trasmissione di energia e la purificazione del Karma sarà minima o del tutto inesistente, inficiando la qualità dell’attivazione e dell’energia di Reiki nello studente. Per diventare Maestri di Reiki sono necessari anni di pratica, di esperienza e di un giornaliero lavoro di verifica e auto-analisi per purificare a fondo il proprio canale energetico e potersi dedicare efficacemente al Servizio. In realtà diventare Maestri di Reiki non significa affatto possedere speciali poteri o conoscenze né essere arrivati alla conclusione di un percorso, ma piuttosto essere disposti a mettersi continuamente in discussione e a partire ogni giorno per un nuovo viaggio.

• Il Titolo di Maestro. Secondo alcuni, il titolo di Maestro o Master venne introdotto da Hawayo Takata nel 1970, quando cominciò a insegnare il III Livello e sembra che Usui non lo abbia mai utilizzato. Fatto salvo che il titolo di Maestro, in senso spirituale, viene normalmente riservato a chi raggiunge l’Illuminazione, appare certo soprattutto il fatto che tale titolo dovrebbe venire attribuito dagli altri, non certamente da sé stessi.

• Master. È una parola anglosassone, che deriva dal latino magister, e oltre a indicare persone insignite del comando di una nave, può significare anche padrone, sia di animali che di schiavi, nonché riproduttore (Oxford Dictionary). Non useremo questa terminologia, preferendo invece il termine italiano maestro, che significa «chi svolge con perizia la sua attività» (dizionario etimologico Rusconi).

• Il titolo di Grand Master. In effetti qualcuno, non appagato dal titolo di Master, probabilmente un po’ inflazionato, ha pensato di coniare il titolo di Grand Master e di attribuirselo, come per significare che oltre a essere dei «Maestri» c’è la possibilità di essere dei «Grandi Maestri». In linea di principio condividiamo anche questa eventualità, ma ribadiamo il concetto che un titolo del genere dovrebbe essere accompagnato da un vasto e diffuso consenso e non esclusivo frutto di una personale elezione.

• Maestro di Reiki, di Yoga, di Shiatsu. Ci sembra ozioso disquisire ulteriormente su una terminologia e quando parleremo di Maestro di Reiki faremo appello al comune buon senso e ci riferiremo fondamentalmente a una persona che avendo compiuto un iter formativo adeguato, sia abilitata all’insegnamento di Reiki, come il Maestro di Yoga è abilitato a insegnare Yoga e il Maestro di Shiatsu è abilitato a insegnare Shiatsu.