Primavera 2000, Tokyo, distretto di Nihonbashi, Royal Park Hotel, stanza 2114, ore 8.00 a.m. «Nel Tempio Saihoji che si trova nel distretto Suginami di Tokyo esiste un monumento commemorativo di Usui Sensei, costituito da un monolito di due metri per quattro e collocato vicino alla tomba contenente le ceneri di Usui…» Sono sveglio da pochissimo e con gli occhi mezzi chiusi leggo e rileggo questa frase sul libro di Umberto. Ok, nel pomeriggio ci vado, stamane non posso dato che Mr. Okuzawa mi aspetta alle 9.30 precise.
Ore 2.00 p.m.: chiuso dentro l’ascensore dell’hotel gioco con questo bigliettino che ho in tasca con scritto in grande SUGINAMI e SAIHOJI TEMPLE ma so che non andrò lontano se almeno non me lo faccio scrivere in giapponese. Mi rivolgo all’impiegata della reception: «Dear Sir, Suginami distlict is vely big… you can take the underground on
Marunouchi line and exit at Minami-Asagaya station, then you can ask… this is the name of the tempie, wrirten in japanese». Grazie cara e che Dio mi accompagni. Esco e inizio il mio viaggio. In Giappone il clima è simile a quello italiano e oggi è una bella giornata di primavera, cielo azzurro, pochissime nuvole, sole e vento piacevolissimi. La metropolitana è super affollata, come ogni luogo di Tokyo. Asagaya, Asagaya, Asagaya… Appiccicati in un vagone che sfreccia tra modernissimi buildings, un ragazzo scambia due parole con me; sembra contento di poter parlare inglese, ha una sacca enorme, a giudicare dalla forma contiene una mazza da hockey «Whel do you come flom?»… «Italyyy»…
Il mio viaggio procede, prima all’aperto, su di un binario sospeso nel nulla, poi di colpo al buio, scendendo sotto la città. Quaranta minuti di folla nipponica, chi legge, chi dorme, il treno è veloce. Minami-Asagaya, eccoci, si scende. Salgo le scale e man mano vedo il cielo aprirsi in cima a esse. Anche il rumore della città aumenta. Ora sono sul marciaoiede e ho l’impressione di non essermi allontanato affatto dai dintorni del mio albergo: tutto è uguale al quartiere dov’ero prima, tutto nuovo, razionale, un po’ anonimo. Tokyo, durante l’ultima guerra, è stata praticamente rasa al suolo e di zone antiche praticamente non ne esistono, neppure vecchie mi sembra.