Il Trattamento dei Cinque Organi dà energia rispettivamente ai Reni, ai Polmoni, al Fegato, alla Milza e al Cuore. È particolarmente indicato per chi presenta prolemi affettivi e relazionali, essendo questi organi strettamente collegati alla relazione con i familiari e con l’ambiente sociale.

• I Reni

Funzione fisiologica – Filtro


Funzione simbolica – Purificazione


Emozione luce – Protezione, tenerezza, fiducia


Emozione ombra – Paura, diffidenza, rigidità


Organi correlati – Orecchie, vescica, ossa, sistema nervoso


Elemento – Acqua


Senso – Udito


I reni sono due organi a forma di fagiolo, di forma simile alle orecchie, a cui sono correlati, secondo la medicina tradizionale cinese. L’orecchio è in relazione con la faringe attraverso la tuba di Eustachio, che regola l’entrata dell’aria nell’orecchio medio; a ciò corrisponde nella regione lombare il collegamento del rene e dei bacinetti renali con la vescica attraverso gli ureteri.
Posti nella regione lombare, che ha una grande affinità con la regione cervicale, i reni sono di colore rosso bruno ed hanno il principale compito di filtrare il sangue depurandolo dalle sostanze in eccesso o di rifiuto e di produrre l’urina. I reni fungono sia da escretori che da regolatori: hanno la funzione di espellere l’acqua, di conservarla e al contempo, di eliminare, mediante l’urina, qualsiasi sostanza nociva proveniente da cibi avariati prima che raggiunga livelli tossici.
I reni hanno un ruolo essenziale nei confronti dell’apparato circolatorio, in quanto rimuovono i prodotti di rifiuto del sangue, ne regolano il contenuto fluido e salino e lavorano per mantenere un equilibrio omeostatico nei fluidi del corpo. Restituiscono al sangue acqua, glucosio, sale, potassio e altre sostanze vitali nella giusta proporzione, in
modo da mantenere l’ambiente interno del corpo stabile nonostante le variazioni di clima, di dieta e di altre condizioni esterne. Il sangue entra nei reni attraverso le arterie renali, ognuna delle quali si divide in ramificazioni sempre più piccole fino a terminare in una microscopica struttura: il nefrone.

Ogni nefrone è alimentato dal sangue proveniente dall’arteria renale per mezzo di un gomitolo di fini capillari sanguigni, detto glomerulo, che funziona come un filtro a pressione. Nel nefrone le sostanze dannose vengono separate da quelle utili, mentre i rifiuti vengono scartati in una cavità a forme di imbuto chiamata «pelvi renale». Da qui vanno verso l’uretere, un canale che porta alla vescica, la quale rappresenta l’altro organo correlato ai reni. La maggior parte di ciò che viene filtrato – il fluido che è passato attraverso la parte filtrante del nefrone – viene riassorbito nei capillari e nelle vene portando il suo equilibrato carico di sostanze chimiche utili. Ogni giorno vengono trasformati circa 180 litri di sangue filtrato, di cui solo 1,5 litri sono liberati sotto forma di urina. Il primo Strato» che il nefrone ricava dal sangue si chiama «preurina»; una parte di questa, percorrendo i vari tubuli del nefrone, viene riassorbita finché, alla fine del percorso, si ottiene l’urina.

I custodi dell’energia ancestrale
Fungendo da stazione filtrante i reni si occupano di riconoscere quali sostanze sono sopportabili e utilizzabili per l’organismo e quali prodotti di scarto e veleni debbano essere eliminati. I Cinesi sostengono che i reni siano i custodi dell’energia ancestrale depositata nel loro intemo all’atto del concepimento. Le culture tradizionali sottolineano che sta a noi, al nostro stile di vita, dissipare o ben amministrare il patrimonio vitale consegnatoci da Madre Natura, dalle discendenze ereditarie, dall’ambiente in cui vernano al mondo. In particolare, in Oriente i reni sono considerati, insieme al fegato gli organi più legati alla vitalità in quanto controllano l’energia essenziale in tutto il corpo e lo forniscono di energia vitale attraverso la purificazione dei fluidi.

Contatto e Socialità
Simbolicamente i reni, come altri organi doppi (polmoni, testicoli, ovaie) sono in relazione col tema della «capacità di contatto» e «della socialità». Così come i reni si occupano di mantenere l’equilibrio acido-basico del sangue, ogni rapporto a due consiste nel tentativo di equilibrare armoniosamente i due poli: quello maschile, Yang, acido e quello femminile Yin basico; polarità presenti in ogni essere umano che consentono l’attività di conciliazione delle forze opposte. Il rapporto del sistema urinario con la vita animica si manifesta in molti punti, ad esempio con il fatto che sotto l’influsso di un’emozione la vescica urinaria si riempie più in fretta.

Paura, Protezione e Tenerezza
Disfunzioni renali, problemi alle orecchie e alla vescica urinaria sono spesso correlati a mancanza di protezione e tenerezza che si possono manifestare attraverso l’emozione della paura. La paura attanaglia, paralizza, riduce le difese immunitarie, può determinare un’insufficienza renale acuta. Quando siamo nel panico il corpo secerne corticosteroidi, gli ormoni dello stress che hanno un’azione diretta sui macrofagi, le prime difese del corpo. Se una persona è sottoposta a tensioni di diversa natura, il surrene reagisce con la cosiddetta «reazione di allarme». Chi vive nella paura ha spesso una muscolatura poco sviluppata e poco attiva energicamente, la pelle è incline al gonfiore, a infezioni ed eczemi, le viscere devono contrarsi per proteggersi e sostenersi, il diaframma e il bacino s’irrigidiscono.

La colica renale, il movimento
Una tipica patologia renale è rappresentata dai calcoli. Sul piano psichico il calcolo può corrispondere a vecchie tematiche da liberare, che non possono più contribuire all’evoluzione, al benessere dell’organismo. Il calcolo renale è proprio l’arresto, il blocco, il farsi di pietra, il non movimento, l’incantesimo di Medusa, gli uomini trasformati in statue di sale. I calcoli si formano per degenerazione e cristallizzazione di sali minerali che dovrebbero circolare liberamente nell’organismo, irritano la parete del dotto uretrale, occludendolo o provocando spasmi: in queste evenienze può scatenarsi la colica renale che semplicemente esprime il tentativo del corpo di espellere il calcolo grazie a movimenti peristaltici del condotto urinario. Il tipico dolore della colica genera irrequietezza, forte bisogno di movimento, proprio quella reazione che la paura blocca. I reni, come già accennato, sono correlati agli orecchi, strumenti sonori che raccolgono le vibrazioni dell’aria e che hanno la funzione di regolare l’equilibrio, di lasciar entrare le favole che infondono protezione e tenerezza ai bambini.

I Rene e l’Acqua
Il rene filtra il sangue grazie a correnti interne e al principio osmotico, mantiene l’equilibrio fra l’acqua e i sali, è in fondo un piccolo mare, una culla ancestrale, dove ha forte influenza il concetto di protezione, di contatto e di tenerezza, qualità che ogni madre dovrebbe trasmettere alla propria creatura. Il rene stabilisce la relazione tra la madre primordiale (l’acqua, il mare, il liquido amniotico) e la madre terra (la donna, l’utero, la pancia, la realtà). Quando emergo dall’acqua incontro la terra ed è compito della madre e del padre terreni fare si che il mio viaggio si svolga sicuro dai pericoli e che passo dopo passo io possa realizzare la visione del mondo come un luogo protetto, dove posso crescere in forza e fiducia nelle mie capacità di interagire con esso e di risolverne con successo gli eventuali conflitti.

L’individuazione fisica, la percezione del limite
Se nella stretta cerchia familiare, che è il mondo dove muovo i primi passi, non vengo adeguatamente amato, accolto, coccolato, abbracciato, protetto, quello che comincio a sviluppare sarà un senso di timore, di assenza, di insicurezza, di sfiducia. In mancanza di contatto fisico non so percepire i miei limiti, non riesco a individuarmi fisicamente, mi sento perduto in un universo vuoto e inconsistente, e ogni contatto sarà traumatico, potenzialmente pericoloso. 11 bambino ha bisogno di ricevere, ricevere in continuazione cibo e amore, calore e protezione, al punto che per lui sono inscindibili: il latte materno non è separato dalla sensazione di calore e soddisfazione, anzi sono tutt’uno.
Nutrimento fisico, sentimento di protezione, calore, affetto garantiscono un sano sviluppo della fiducia in sé stessi e nel mondo.

Le Patologie Renali, lo svenimento, il freddo
Mancando questi, il rene si ammala. Nefrite, calcolosi renale, insufficienza renale acuta o cronica si accompagnano a febbri, a tremito, a brividi, a sudori, a nausea, a ipotensione. Anche la paura provoca questa reazione, ci fa venir meno di fronte alla realtà (svenimento), sudiamo freddo, ci facciamo la pipì addosso. Se mi blocco mi trasformo nel
blocco stesso: un blocco di granito, di marmo. La paura è il sentimento che si sviluppa quando manca la fiducia in sé stessi, la consapevolezza della propria capacità di proteggersi o difendersi dalle aggressioni. Nasce da ciò che non conosciamo e si vince attraverso l’esperienza; la paura blocca, paralizza, contrae, rimpicciolisce, raffredda. La sensazione di freddo può estendersi dalla parte bassa dell’addome alle gambe, la frequenza della minzione può sia aumentare che diminuire, si può manifestare la cistite che è l’infiammazione della vescica. È anche affrontando e superando la paura che troviamo la forza per compiere imprese eroiche, per vincere il dolore e la fatica e incontrare la fiducia.

Il suono del tuonilo, l’affinità rene orecchie
Il rene, nella terminologia cinese, si «apre» nell’orecchio, ossia ci invita a lasciar entrare il suono del mondo, la dolce ninna nanna della vita. L’affinità tra il rene e le orecchie anche confermata dal fatto che quando un neonato mostra malformazioni auricolari occorre controllare il rene omolaterale perché spesso manca o è malformato. Se in un
bambino c’è una febbre di natura sconosciuta, il medico esamina come prima cosa l’orecchio e le urine, poiché in genere si tratta di un’infezione dell’orecchio o delle vie urinarie. Nelle persone anziane è frequente l’associazione tra acufeni (sensazione patologica di ronzio o fischio) e processi patologici nella regione vescicale. Un’altra dimostrazio-
ne di questo intimo nesso è che un infiammazione renale in oltre l’80% dei casi è preceduta da un’infezione del tratto oto-faringeo come ad esempio tonsillite e otite.

• I Polmoni

Funzione fisiologica – Scambio gassoso


Funzione simbolica – Comunicazione, relazione, equilibrio


Emozione luce – Libertà, autonomia, coraggio, fede


Emozione ombra – Tristezza, abbandono, dipendenza, lutto


Organi correlati – Naso, intestino crasso, pelle, epiteli


Elemento – Metallo


Senso – Olfatto


 

I polmoni sono situati nella cavità toracica, sono protetti dalle coste, dalla colonna vertebrale, dallo sterno, dai muscoli respiratori e fra di essi si trovano la trachea e il cuore. La loro funzione è quella di permettere al sangue di effettuare uno scambio di gas (ossigeno e anidride carbonica) con l’ambiente esterno. I polmoni sono di fatto una terra che portiamo nel torace con una superficie alveolare di circa 150 m2.

Gli alveoli polmonari
Gli alveoli polmonari sono circondati da una fittissima rete di capillari sanguigni in cui l’aria esterna è messa in diretto contatto con una parte molto intima dell’uomo: il sangue.
La parete capillare che separa il sangue dall’aria ha meno di un millesimo di millimetro di spessore e se questo sottilissimo velo dovesse rompersi si verificherebbe l’emottisi: l’invasione del sangue nelle vie respiratorie che può provocare la morte. L’aria che entra nei polmoni (passando per il naso, la bocca, la faringe, la laringe, la trachea e i bronchi), giunge agli alveoli, che sono l’unità funzionale polmonare. Essi consentono l’ingresso dell’ossigeno e l’uscita dell’anidride carbonica e sono collegati a una fitta rete di piccolissimi vasi sanguigni capillari. In ogni polmone ci sono circa 300 milioni di alveoli, che si espandono e si contraggono circa 15.000 volte nelle 24 ore, anche quando dormiamo. La quantità di aria che i polmoni sono in grado di raccogliere è denominata «capacità vitale».

Lo Scambio e l’albero bronchiale
Quando s’inala l’aria, un quinto della quale è ossigeno, essa giunge agli alveoli e da qui l’ossigeno passa nel sangue attraverso i capillari. Una percentuale di tale ossigeno si dissolve nel sangue, ma la maggior parte si combina con l’emoglobina per essere trasportata verso i tessuti. Quando il sangue dei capillari raggiunge le varie parti del corpo,
libera ossigeno; allo stesso tempo il sangue raccoglie l’anidride carbonica prodotta dalle cellule e la riporta agli alveoli, affinché venga espirata. Grazie ai polmoni, siamo in diretto contatto con l’ambiente esterno tramite la respirazione, il cui evento centrale è il processo di scambio.

L’energia per questo ciclo vitale deriva originariamente dal Sole. Le piante assorbono la luce solare e, grazie al processo della fotosintesi, la utilizzano per trasformare l’acqua e l’anidride carbonica in ossigeno e zucchero. Quando noi inspiriamo, assorbiamo l’ossigeno prodotto dalla fotosintesi e lo utilizziamo per generare energia; quando espiriamo, espelliamo l’anidride carbonica, un prodotto di scarto per l’uomo, ma assolutamente vitale per le piante e il processo di fotosintesi: a livello di ecosistema siamo in presenza di una respirazione globale fra animali e piante, di uno scambio e di una coevoluzione. L’albero e i polmoni si completano a vicenda: i polmoni non potrebbero svolgere la loro funzione senza l’ossigeno rilasciato dalle piante e l’albero non potrebbe formare la sua sostanza senza l’anidride carbonica espirata dagli uomini e dagli animali.

Il Respiro è Ritmo, il Ritmo è Vita, la Vita è incarnazione
L’aria che respiriamo ci collega tra noi, è carica di prana, l’energia vitale. L’aria rappresenta l’essenza stessa della vita, l’elemento che contattiamo al momento della nascita, abbandonando l’acqua del liquido amniotico. Questo passaggio è rimarcato da un grido: da ora in poi i polmoni iniziano a funzionare in modo ritmico, affiancando gradualmente il cuore nella funzione cardiorespiratoria. I polmoni iniziano a funzionare sin dal momento in cui veniamo al mondo, quando diveniamo esseri terrestri: ben simboleggiano il processo dell’incarnazione. Attraverso i polmoni l’anima che vive nell’elemento aereo viene incorporata nel regno terrestre. I polmoni sono di fatto una terra che portiamo nel torace, o meglio sono radici che affondano nella terra. I polmoni sono anche le nostre ali, le ali dell’anima, dell’animus, dell’afflato vitale. La respirazione è un fatto ritmico, che ci offre un buon esempio di polarità. Con la loro continua alternanza i due poli, inspirazione ed espirazione, formano un ritmo. Un polo produce l’altro, inspirazione produce espirazione. Un polo vive nell’esistenza del suo opposto, annullando una fase sparisce anche l’altra. Un polo compensa l’altro e i due insieme formano un tutto.
I polmoni realizzando l’attività di scambio, creano il contatto affettivo e sociale con il nostro ambiente: questa è una forma di respirazione. Il respiro evita che l’uomo si chiuda, si isoli, si renda impenetrabile. Rudolf Steiner sosteneva che l’educazione consisteva nell’insegnare al bambino a respirare.

Gli organi correlati ai polmoni sono il naso e l’intestino crasso
Sia i polmoni che l’intestino crasso assolvono le funzioni di scambio ed eliminazione: assorbono il Ki dalla Natura ed eliminano ciò che non è necessario. Esiste una complementarietà tra questi due organi: i polmoni immettono l’essenza sottile dell’aria, l’intestino crasso tratta i materiali più grossolani. Il trattenere le emozioni e il non esprimere la propria verità frequentemente incide sull’intestino crasso e si associa spesso a fenomeni di stipsi, freddolosità alle estremità e tendenza alle emorroidi.

Le patologie polmonari, la maturità della terra
La malattia dei polmoni è il lutto, la tristezza, la debolezza, la depressione, la solitudine, l’abbandono, la miseria, la povertà, la malinconia. Spesso la guarigione è rappresentata dal coraggio della propria verità, dall’aria che diviene suono e poi parola.

Libertà, Coraggio
Si respira armoniosamente quando si è liberi e per essere liberi bisogna avere la forza di spezzare le catene e questo si chiama coraggio. Perché i nostri polmoni siano sani occorre vivere intensamente e con coraggio la nostra vita, cogliere la magia dell’attimo, esplorare gli aspetti più spirituali ed elevati. L’aria è il movimento, l’impalpabile, l’impercettibile, l’invisibile, la sua funzione sociale è di unire gli uomini attraverso il respiro. I polmoni vivono in funzione dell’aspetto aereo e sublime, i bronchi sono l’albero che affonda le sue radici nel mistero della vita e della morte: è con un fiato prolungato che l’anima abbandona il corpo, esalare l’ultimo respiro, spirare, significa restituire il corpo alla materia e l’anima allo spirito. I polmoni sono il veicolo della fiducia nella vita e di conseguenza della fede. Quando il bruco esce dal bozzolo è già farfalla, ma occorre qualche ora perché le ali si dispieghino. Il sangue deve circolare nelle ali perché esse si aprano completamente. Anche noi quando nasciamo dobbiamo aprire i nostri polmoni e pre- pararci all’inebriante volo nella nostra vita.

• Il Fegato

Funzione fisiologica -Regolazione metabolica, ematologica, sintesi e secrezione di bile, deposito di glicogeno


Funzione simbolica – Trasformazione della materia in energia, riserva di energia


Emozione luce – Comprensione, saggezza, gentilezza, tolleranza


Emozione ombra – Rabbia, ira, invidia, rancore, frustrazione


Organi correlati – Occhi, vescica biliare, muscoli


Elemento – Legno


Senso – Vista


 

Il fegato è una grossa ghiandola annessa al tubo digerente, situata nella parte superiore della cavità addominale, è di colore rosso vinoso; il suo aspetto è granuloso, spugnoso, di consistenza molle. Inferiormente, è in rapporto con il rene destro e la flessura epatica del colon, anteriormente con le coste di destra, dietro con la colonna vertebrale.

La sede del principio vitale
Il fegato è un importante organo metabolico, si occupa di controllare l’insieme delle reazioni fondamentali per la vita, di provvedere alla regolarità delle attività corporee, di trasformare la materia in energia e di regolare l’intero bilancio idrico dell’organismo.
Nell’antichità, fu ritenuto sede del principio vitale ed ebbe molteplici significati nelle pratiche divinatorie. Il fegato immagazzina energia costruendo il glicogeno, produce energia costruendo glucosio dagli aminosauri assunti col cibo e dalle sostanze grasse. È il principale produttore delle proteine del sangue come l’albumina e dei fattori della
coagulazione, si occupa del controllo metabolico e possiede una grande capacità di crescita e rigenerazione.

La disintossicazione
II fegato può costruire e sintetizzare gli aminosauri, rappresentando così l’anello di congiunzione tra le proteine del regno animale e vegetale e le proteine umane. Funge da disintossicatore: i veleni propri del corpo e quelli estranei al corpo vengono resi inattivi e trasformati in sostanze solubili per essere eliminati dalla bile o dai reni. La bilirubina, che è una sostanza di colore giallo-rosso (prodotto di disfacimento dell’emoglobina del sangue), viene trasportata dal sangue in forma insolubile sino al fegato; qui si combina con l’acido glicuronico per essere escreta nella bile.

II discernimento tra Bene e Male e l’azione trasformatrice
Con l’azione di disintossicare l’organismo, il fegato rappresentata la capacità di discernere con chiarezza tra bene e male, di individuare le sostanze nocive da quelle utili, di selezionare con lucidità e precisione le situazioni produttive e costruttive da quelle distruttive. Il fegato è un organo collegato alla capacità di prendere decisioni, di decidere la reazione o il decorso dell’azione. Le funzioni del fegato riguardano la produzione e l’immagazzinamento di energia, la disintossicazione, la creazione di proteine umane utilizzando quelle animali o vegetali, e quindi la trasformazione dell’energia. Il recato produce energia, ciò che entra nell’organismo viene portate) al fegato e trasformato in energia: questa è la comprensione, la saggezza, la forza interiore che sa elaborare ogni conflitto e utilizzarlo consapevolmente ai fini dell’evoluzione e della crescita. Il fegato dà all’uomo la capacità di realizzare in atto un proposito, di trasformare un pensiero, un’idea, un intento in azione concreta.

Le patologie del Fegato, gli eccessi, la volontà
Un disturbo di tale processo porta all’itterizia che è la colorazione gialla della pelle e delle sclere dovuta all’aumento di bilirubina nel sangue. Solitamente il fegato si ammala per qualcosa che «è troppo», a causa degli eccessi, di cibo, di alcool, di grassi, di spezie; il fegato malato indica spesso uno squilibrio fra ciò che entra e la capacità di elaborarlo e metabolizzarlo produttivamente. Il fegato fornisce energia ed è proprio questa energia che solitamente si perde: il sangue diviene troppo fluido, la forza vitale e la volontà scorrono via. Di frequente si perde la potenza, la voglia di nutrirsi, in questo modo il sintomo va a correggere il problema dell’eccesso: è la reazione fisica alla smoderatezza. Il malato di fegato spesso è svogliato, dimagrisce, ha nausea, deve continuamente rinunciare a questa o a quella cosa perché in realtà sta rinunciando a sé stesso; ha un temperamento linfatico o flemmatico e poca forza di volontà. Una disfunzione del fegato ben rappresenta una mancanza di responsabilità nell’accettazione e realizzazione della propria natura che deve elevarsi dalla vita puramente vegetativa o istintuale per attingere le vette della coscienza e dello spirito.

Comprensione e saggezza
Sul piano simbolico, il fegato mi insegna a esprimere la mia aggressività, a espellere dalla mia vita ciò che le arreca danno. Patologie al fegato sono spesso correlate a situazioni di rabbia trattenuta, che, se espressa e riconosciuta, apre lo spazio alla comprensione, alla saggezza e all’evoluzione. Se non sono in grado di attuare questo insegnamento verrò posseduto da un senso di impotenza e frustrazione, coverò dentro di me il desiderio di vendetta e di rivalsa. Si dice spesso «mi rode il fegato» oppure «mi sono fatto un fegato marcio», «verde dall’invidia», «livido per la rabbia»: la rabbia trattenuta, il rancore, sblocchi improvvisi di ira e aggressività estrema hanno a che vedere con il cattivo funzionamento del fegato. Se nel fegato c’è uno squilibrio a livello del metabolismo dei carboidrati spesso si esprime nella sfera della volontà e del movimento. Gli organi correlati al fegato sono la vescica biliare e gli occhi, che l’ira può accecare e dai quali si dice emerga lo stato d’animo dell’uomo.

• La Milza

Funzione fisiologica – Filtra il sangue, produce anticorpi


Funzione simbolica – Protezione, difesa


Emozione luce – Apertura, disponibilità, ottimismo


Emozione ombra – Chiusura, preoccupazione, pessimismo


Organi correlati – Bocca, stoma co, te ssuto connettivo


Elemento – Terra


Senso – Gusto


La milza è situata nella parte superiore sinistra dell’addome sotto al diaframma, ha colorito rosso scuro ed è in stretto rapporto con l’apparato circolatorio. La sua superficie superiore è a contatto con il diaframma, la posteriore con il rene sinistro, quella intema con lo stomaco e l’inferiore con la flessura splenica del colon. Nella medicina tradizionale cinese, la milza insieme al pancreas rappresentano un unico organo. I vasi e i nervi penetrano nella milza attraverso un’apertura situata sulla superficie interna, detta ilo. La milza è formata da una struttura di tessuto fibroso che sostiene la polpa splenica, costituita da tessuto linfatico. La milza è il più grande organo del sistema linfatico, si presenta come una massa spugnosa capace di trattenere fino a un litro di sangue, svolge la stessa attività di filtraggio dei linfonodi e produce anche le cellule sanguigne della serie bianca: i linfociti, le cellule protagoniste della risposta immunitaria.
La milza ha la funzione di distruggere i globuli rossi invecchiati (e talora anche le piastrine), trattenendo il ferro dell’emoglobina liberata ed ha un ruolo decisivo nei meccanismi di difesa dell’organismo attraverso la «fabbricazione» degli anticorpi. Il sangue, che irrora tutto l’organismo, contiene i globuli bianchi che si formano nel midollo osseo e, uscendo dai capillari, si distribuiscono in tutti gli altri tessuti. Nel feto la milza produce sia globuli rossi che globuli bianchi, ma nell’adulto tale funzione è normalmente svolta dal midollo osseo.

Le difese immunitarie
La milza svolge un ruolo importante nella produzione di anticorpi e nelle difese immunitarie. Il sistema immunitario è diffuso in tutto l’organismo e il suo equilibrio è un fattore primario della nostra salute. Può essere considerato un sofisticato organo di senso, un meraviglioso sistema di difesa che entra in funzione fulmineamente. Attratti dalle tossine microbiche, migliaia di globuli bianchi accorrono verso la breccia da cui penetra il nemico e, insinuandosi fra le cellule dei tessuti iniziano la lotta ai microbi, inglobandoli, distruggendoli. Questi processi possono richiedere giorni, e impegnare profondamente le funzioni organiche. Il sistema immunitario è indistricabilmente correlato con i sistemi nervoso ed endocrino, ha una sofisticata funzione di memoria che gli consente, dopo il primo contatto, di reagire velocemente. La memoria immunitaria crea la modulazione tra il sé e il non sé. Le malattie autoimmuni si manifestano quando il sistema immunitario diviene troppo attivo e aggredisce l’organismo stesso. Lo stesso meccanismo è alla base delle allergie e delle intolleranze. Il sistema immunitario è in grado di apprendere, di educarsi, di rinforzarsi ad esempio grazie alle malattie infantili, agli eventi infiammatori che insegnano all’organismo la difesa. È con l’apprendimento che si acquisisce l’abilità, l’organizzazione, l’evoluzione.

Le patologie della Milza
Le patologie della milza sono la congestione, e cioè una persistenza eccessiva del sangue nell’organo (preoccupazione), la splenite acuta o cronica, che comportano una infiammazione con aumento di volume dell’organo, infarto. La milza si ingrossa quando muta la percezione del limite che ci siamo dati, normalmente quando devo lasciar entrare qualcosa o qualcuno nel mio spazio interiore. Infatti il collegamento energetico con il sistema immunitario ci fa pensare al concetto di barriera contro le aggressioni, ma anche di linea difensiva su cui fare esercitazioni belliche per tenere il nemico alla larga.
Da chi mi sto difendendo? Cosa mi è successo quando ho abbassato le mie difese e mostrato la mia fragilità, aprendomi, donandomi? Quale memoria emerge?

Simbolicamente la milza rappresenta la capacità di proteggersi, di difendersi, ed è quindi collegata ai principi dell’apertura e della chiusura, della disponibilità, della fiducia in sé stessi, oppure all’introversione, alla continua preoccupazione, al logorio mentale che porta a occuparsi esclusivamente di sé stessi.

• Il Cuore

Funzione fisiologica – Circolazione del sangue, portare nutrimento alle cellule


Funzione simbolica – Movimento incessante di crescita e rinnovamento


Emozione luce – Gioia, entusiasmo, gioco, innocenza, leggerezza


Emozione ombra – Sforzo, fatica, freddezza, noia, apatia, ingratitudine


Organi correlati – Lingua, intestino tenue, triplice riscaldatore, vasi sanguigni


Elemento – Fuoco


Senso – Tatto


 

Il cuore è un organo muscolare cavo situato nella parte mediana della cavità toracica con l’apice rivolto verso sinistra, è un organo contrattile, non ha una forma definitiva, è in continuo, ritmico movimento. Il sangue nel sistema circolatorio si muove grazie alle ritmiche contrazioni del cuore e scorre nell’intricatissima rete di arterie, vene, capillari.

Robusto e fragile insieme, comincia a pulsare ancor prima della nascita e sprigiona una quantità impressionante d’energia che catalizza i processi vitali. E formato da uno spesso strato centrale, detto miocardio, ricoperto esternamente da una membrana lucida, detta pericardio, e internamente da un rivestimento che ne tappezza completamente le quattro cavità, detto endocardio. Le quattro cavità si dividono in due superiori: orecchiette o atri e due inferiori: ventricoli.
Il flusso di sangue, all’interno del cuore, è regolato da valvole, che separano gli atri dai ventricoli (mitrale a sinistra, tricuspide a destra). Il cuore è suddiviso in due parti da un setto, che non consente comunicazione sanguigna tra il «cuore destro» che contiene solo sangue venoso e quello «sinistro» che contiene solo sangue arterioso. Il ventricolo
sinistro conduce il sangue nell’aorta e raggiunge tutte le cellule del corpo tramite il sistema arterioso, donando ossigeno e nutrimento.
Le cellule nutrite rilasciano nel sangue, che torna al cuore destro (dalla vena cava) tramite il sistema venoso, scorie e anidride carbonica da eliminare. Il ventricolo destro conduce il sangue nell’arteria polmonare e da qui ai polmoni, dove l’anidride carbonica viene rilasciata e al suo posto viene preso l’ossigeno. Dai polmoni il sangue torna al
cuore sinistro, passando dalle vene polmonari. Nella sistole il cuore si contrae, spreme fuori dai ventricoli il sangue arterioso, nella diastole il sangue venoso che proviene dalla digestione e dalla periferia viene accolto dagli atri. Diastole e sistole rappresentano l’alternanza ritmica e sono l’espressione di una polarità. Il primo organo nutrito dal sangue è il cuore stesso; le arterie che lo alimentano si chiamano coronarie, perché lo cingono come una corona. Il ritmo cardiaco assomiglia a quello respiratorio e il suo battito è in stretto rapporto con situazioni emozionali. Il cuore batte di gioia, si spezza dal dolore.

Ascoltare il Cuore
La persona che non ascolta il proprio cuore ha paura di donarsi, di smarrirsi. Quando si ha la capacità di «aprire» il proprio cuore si accoglie incondizionatamente una persona, si entra in contatto con la fragilità e le barriere difensive si abbassano. La forza che muove il sangue sta nei sentimenti dell’anima. L’anima muove il sangue e il sangue crea
il movimento e il ritmo del cuore.

Il Cuore è il Simbolo di Amore, di Unità, è l’organo dell’Io
Il cuore è il centro dell’essere umano e del sistema ritmico, è il centro del Sistema dei Chakra, è il luogo in cui i conflitti si sciolgono e gli opposti si uniscono. Il cuore è il centro che equilibra e armonizza. Nel tempo antico, il cuore era considerato la sede dell’anima (coscienza). Nella sovranità interiore, che si esprime nella voce della coscienza, si manifesta il centro dell’essere umano: l’«Io sono». Il cuore è intimamente connesso con l’identità spirituale dell’uomo: l’Io esisto. L’Io è il nocciolo spirituale dell’entità umana, è l’entità individuale unica, irripetibile. L’Io risuona dal più profondo dell’anima stessa, è la vera entità, l’elemento divino. Perdere la luce delle nostre azioni conduce l’anima alla sofferenza, la costringe a moti sempre più lenti e meno luminosi sino a perdere il contatto con il moto divino, con la motivazione primaria che l’ha indotta a manifestarsi nella materia.

La circolazione sanguigna
I ritmi umani sono in rapporto con i ritmi cosmici, il cuore batte ottantamila volte al giorno, più di 35 milioni di volte all’anno. Ciascuno di questi battiti è un evento complesso, caratterizzato da fenomeni elettrici in grado di provocare la contrazione del muscolo cardiaco e l’espulsione del sangue. Il sangue è l’insieme di due parti: una liquida, detta plasma (che contiene, disciolte in acqua, proteine, zuccheri, sali), e una solida, formata da globuli rossi (che trasportano ossigeno e anidride carbonica), globuli bianchi (che combattono virus, batteri e i corpi estranei) e le piastrine (che coagulano il sangue in caso di ferite). Questo fiume rosso attraversa tutti gli organi e lambisce ogni cellula, compiendo un viaggio di oltre 96.000 chilometri, che equivalgono a due volte e mezzo la circonferenza del nostro Pianeta!

Il sistema circolatorio della Terra
I fiumi della Terra scorrono in vene sotterranee, scavano rocce e montagne, scolpiscono paesaggi, disciolgono i sali minerali e portano la vita agli esseri viventi. Il fiume che fluisce nel corpo umano nutre e depura, fornisce cibo e ossigeno alle cellule, elimina i prodotti di rifiuto, regola l’ambiente. Questo fiume conserva un antichissimo legame
con le acque della Terra primordiale.
L’origine del sistema circolatorio
Le prime forme di vita, organismi monocellulari, provvedevano alla propria esistenza assorbendo attraverso la membrana cellulare l’ossigeno disciolto nell’acqua marina e restituendole anidride carbonica, prodotto di scarto del metabolismo. Una volta perduto quel contatto si venne a creare negli organismi più complessi un sistema circolatorio interno: nel nostro sangue scorre la stessa miscela di minerali e sali esistenti negli antichi mari del periodo Cambriano: 500 milioni di anni orsono.

Il ritmo del cuore è il centro che sostiene la vita
Il cuore è il centro del nostro sistema, è la sede dell’emozione, del sentimento, dell’amore, della misericordia, della compassione. Anche l’atto del ricordare etimologicamente ci riporta al cuore (dal latino cor, cordis), il dolore può «spezzare» il cuore, chi non ha imparato ad amare «ha il cuore duro o di ghiaccio», quando stiamo bene da qualche parte «ci lasciamo il cuore», il Cristo offre il Sacro Cuore, noi «mettiamo il cuore» in ciò che facciamo con amore, la persona amata ci ha «rubato il cuore», «è padrona» del nostro cuore. Chi «è senza cuore» è spietato e crudele, di fronte a un evento doloroso «mi si stringe il cuore», è sempre dal cuore che sgorga il riso, la verità, la gioia. E infatti solo la gioia può «riempire il cuore» di quel succo prezioso che è il nostro sangue, che eleva e conserva la vita umana, che la simboleggia nel suo scorrere. Anche nel sangue è ben manifesta la vitale azione di scambio dell’uomo: dal sangue egli attinge di continuo le nuove forze e al sangue abbandona ciò che più non usa.

Le patologie del Cuore, la lingua, l’intestino tenue
«Il cuore accoglie lo Shen (Spirito)». Quando il sangue e il Ki del cuore sono armoniosi, lo Shen trova nutrimento e l’essere umano risponde in modo appropriato all’ambiente che lo circonda. Quando la conservazione dello Shen da parte del cuore è disturbata, l’essere umano può presentare sintomi come insonnia o smemoratezza; disturbi più acuti possono manifestarsi con l’isteria, la follia, il delirio. Le principali malattie cardiache sono infarto miocardico, aritmia, nevrosi cardiache, extrasistole, tachicardia, fibrillazione, insufficienza cardiaca, pericardite, cuore polmonare, angina pectoris. Gli organi correlati al cuore sono la lingua, considerata il «germoglio» del cuore, che tramite le papille ci rivela il gusto e il sapore dei cibi, della vita, e l’intestino tenue, che è un ottimo indicatore delle paure esistenziali: si occupa di digerire le impressioni materiali. Talvolta patologie cardiache nascono come espressione di emozioni somatizzate.

Il cuore si fa sentire
È così che il cuore comincia a «farsi sentire». Il battito fa i capricci e riconduce la persona all’ascolto, a interrogarsi sul senso della vita. Il caso dell’infarto può esser visto come la somma di tutte le emozioni inespresse che si scaricano improvvisamente spezzando il cuore. Nel caso dell’angina pectoris, ad esempio, i vasi sanguigni s’induriscono e si stringono, il cuore non riceve più nutrimento a sufficienza, si crea uno spasmo a livello delle arterie coronarie, si avverte un senso di costrizione nel torace. L’angina determina di solito un dolore al centro del petto, un senso di forte pressione nell’area del cuore, che può diffondersi lungo il braccio sinistro o lungo entrambe le braccia; «angina» significa strettezza e angina pectoris strettezza del petto.

La gioia di vivere
Solo l’intensa gioia di vivere può permettere al sangue di scorrere ininterrottamente per migliaia di chilometri ogni giorno e portare nutrimento a ogni singola cellula del nostro organismo. Il cuore si ammala quando nella nostra vita vengono meno l’entusiasmo e l’amore incondizionato, totale, assoluto, unificante. Il cuore è un muscolo, è carne vibrante e pulsante di scariche elettriche, è intimamente connesso al calore spirituale, ai processi calorici dell’organismo che si attuano grazie al movimento circolatorio del sangue ha bisogno di emozione, di calore, di empatia per mantenersi elastico ed efficiente, ha bisogno del movimento della vita vissuta con intensità e coinvolgimento.

Le vibrazioni del Cuore
Se ci immobilizziamo nel dolore e nel vittimismo, se diventiamo egoisti, freddi e calcolatori, se ci rifiutiamo di ascoltare la nostra più intima verità, se ristagniamo nell’accidia, nell’ignavia, ecco che destiniamo anche il nostro cuore a una progressiva immobilizzazione e atrofia, lo condanniamo a irrigidirsi e a spegnersi, ad ammutolirsi nella
notte dell’anima. Il cuore ha bisogno di pulsare, ha bisogno di avventura, di audacia, di coraggio, di nobili imprese, di grandi ideali, la morte del cuore è la noia, l’apatia, l’indifferenza, la perdita dell’entusiasmo, del contatto con Dio. L’amore muove ogni cosa, può rar vibrare tutte le nostre corde all’unisono e questo accade quando il cuore, direttore d’orchestra del nostro ritmo, si apre al sentire più puro.