Il Terzo Simbolo è scritto e pronunciato in giapponese kanji. Il suo significato è complesso e descrive il senso del cammino spirituale degli uomini nel loro viaggio terreno e nella loro aspirazione alla dimensione spirituale. Riguarda anche la facoltà di inviare trattamenti di Reiki a distanza nel tempo e nello spazio e purificare l’energia degli ambienti.
Se il Primo Simbolo riguarda il «Qui e Ora» e il Secondo Simbolo riguarda il «Dentro» il Terzo Simbolo esprime il concetto del superamento della normale concezione di «Spazio-Tempo», permettendo all’energia-informazione di viaggiare a distanza, di interagire con accadimenti passati o futuri.
Rappresenta il mistero, il trascendente, l’essere al di sopra e al di là di ogni limite, l’apertura verso l’ignoto, che è possibile solo quando l’uomo rientra in contatto con le sue origini divine, quando ritrova la fiducia e la fede, l’onestà, l’umiltà.

Spiegazione del Terzo Simbolo: l’Origine dell’Uomo riflette sulla Via dell’Amore il Nome di Dio

• Prima fase: la Creazione dell’Uomo

Dal piano dell’Universo (linea orizzontale) l’energia (Prana, Chi, Ki, Spirito) si manifesta nella creazione della Realtà, del Macrocosmo (il triangolo, simbolo del Cielo e della Terra) e all’interno di questa realtà viene posto l’Uomo (ellisse all’interno del triangolo), direttamente in contatto con la Realtà e con il Tutto e quindi dotato di Coscienza Unificata (L’Uomo che è nella Mente di Dio). Possiamo facilmente assimilare questa descrizione con il mito biblico della Genesi e della creazione dell’uomo.
Il Triangolo ben rappresenta anche la Creazione dell’Universo, l’espansione iniziale della materia da un punto di densità e concentrazione dalla massa infinita, ciò che gli scienziati chiamano il Big Bang. Dio crea l’uomo a sua immagine e somiglianza e lo colloca nel Paradiso terrestre, ossia in una situazione dove la coscienza non si è ancora separata (Innocenza). La prima fase della nostra evoluzione si svolge quindi in uno stato di coscienza del tutto, di unità. Può essere anche il periodo in attesa della reincarnazione o il periodo della vita intrauterina e la primissima infanzia, di cui solitamente non serbiamo alcun ricordo cosciente, ma in cui siamo stati una sola cosa con Dio e con la Madre, con il Cielo e con la Terra.

• Seconda fase: la Cacciata dal Paradiso

La coscienza unificata si separa dal Creatore e dal Creato, si ritrova divisa e frantumata, individuata nella dimensione materiale, terrestre, fisica (il rettangolo, la casa dell’uomo). Uomo e donna, caldo e freddo, luce e buio. La realtà è disgregata in tanti pezzi, la mente confinata nel mondo delle apparenze.
Nel mito biblico, lo stato di Innocenza è destinato a trasformarsi nella cacciata dal Paradiso terrestre, per consentire all’Uomo di compiere il suo viaggio attraverso l’esperienza della vita, dell’amore, della nascita e della morte. In questa fase, la Coscienza è prigioniera delle sue illusioni, circondata da specchi che gli rimandano la sua immagine riflessa, avvolta da Maya, ingannata dai sensi, messa alla prova da ogni sorta di tentazione, isolata da sé stessa e dagli altri. È la fase dopo la caduta, è la perdita della speranza, del proprio centro, è la sofferenza, l’oscurità, la crisi, il dolore, la malattia, la notte buia dell’anima.

 • Terza fase: il Riconoscimento dell’Illusione e l’Inizio del Viaggio

Ma è proprio in questa fase che l’essere umano può e deve ritrovare dentro di sé la scintilla divina, superare le limitazioni della materia e rievocare la forza della creazione riconoscendo la propria natura di essere spirituale. Deve infrangere l’illusione che lo imprigiona, deve liberarsi soprattutto da sé stesso, da ogni identificazione con la realtà materiale, da ogni individualismo. È in questa fase che può scegliere di credere ancora e di nuovo, di ripartire, di rialzarsi, di riconoscersi, di risorgere dalle proprie ceneri e di assumersi la responsabilità della propria vita e del proprio destino. L’energia creatrice scaturisce nuovamente e l’uomo si riappropria della vita, si riconosce libero di esplorare sé stesso e il suo mondo per giungere alla verità. Ora egli ha incontrato dentro di sé l’unità perduta, ora può rendersi artefice del proprio destino, riconoscersi creato a immagine e somiglianza di Dio, consapevole di possedere la stessa capacità creatrice dell’universo che lo circonda.

• Quarta fase: la Via per l’Illuminazione è quella che passa in mezzo a tutti gli opposti

Dopo sei anni di vita ascetica, Siddharta udì le parole di un musico: «Se la corda è troppo lenta, non suonerà, se è troppo tesa si spezzerà…» e comprese che la via verso la Liberazione è una via di equilibrio e armonia interiori, la via di mezzo. È chiaro in questa parte del simbolo come l’Uomo si sia riconosciuto creato fra Cielo e Terra e abbia compreso il senso dell’equilbrio fra gli opposti. A questo punto del viaggio, dopo essere passato attraverso il bene e il male, la coscienza umana può finalmente diventare consapevole e avviarsi verso la Liberazione e l’Illuminazione.

• Quinta fase: il Maestro, l’Illuminazione e il Servizio

L’Uomo che si è riappropriato del suo destino e dell’energia creatrice può finalmente riconoscersi generato a immagine e somiglianza del suo Creatore e riunire nell’Amore, nel simbolo del cuore, tutto ciò che era stato separato. Il Maestro si è riconosciuto e si è Illuminato e può dedicarsi al Servizio e all’Amore Universale. Finalmente appare chiaro il significato del Terzo Simbolo, «L’Origine dell’Uomo riflette sulla Via dell’Amore il Nome di Dio», ossia che per raggiungere l’Illuminazione occorre riconoscersi creati a immagine e somiglianza di Dio e che solo attraverso l’Amore è possibile ritrovare l’unità con il tutto.

Come funziona il Terzo Simbolo

• Fase 1 – Dall’Universo all’Individuo
Il Terzo Simbolo richiama tutta l’energia disponibile nel Piano Universale e la dirige nella dimensione mentale e spirituale dell’individuo, al fine di aiutarlo a superare i condizionamenti, le illusioni, le separazioni che bloccano il libero riconoscimento delle sue aspirazioni, dei suoi progetti, dei suoi desideri. Il Terzo Simbolo opera per lo sviluppo dell’autocoscienza e della consapevolezza, per il superamento della concezione polare della realtà e dei limiti costituiti dalla percezione dello Spazio e del Tempo come entità separate e distinte in qui, là, sopra, sotto, dentro fuori, prima, dopo.

• Fase 2 – Dall’Inconscio al Conscio
Ogni pensiero, ogni riflessione, ogni introspezione, ogni considerazione può diventare un progetto e un desiderio solo se viene riconosciuto e accolto, consentito ed espresso. Ci sono pensieri che temiamo di rivelare perfino a noi stessi e si trasformano in ossessioni, incubi, fissazioni. Ci sono energie potenti nascoste nella nostra mente. I fantasmi
del passato diventano i demoni del futuro, il presente si trasforma in una continua fuga da sé stessi. Il Terzo Simbolo evoca e trasforma le energie oscure sedimentate nell’inconscio e scioglie i pensieri e le fobie perché diventino realtà positive da vivere ogni giorno in pienezza.

• Fase 3 – Dal Livello del Pensiero al Piano della Mente
I Desideri e i Progetti sono i nostri pensieri che si materializzano nella nostra vita e nella nostra realtà. Ogni cosa che siamo in grado di desiderare, siamo anche in grado di realizzarla. Il Terzo Simbolo apre i cassetti in cui abbiamo chiuso i nostri sogni, perché possiamo esprimerli e adoperarci per portarli a compimento. Sant’Agostino diceva che i Desideri ci portano verso Dio, che ogni desiderio, ovviamente puro e onesto, è in realtà un desiderio di Dio. «De sidera» in latino significa «avvicinarsi alle stelle» e quindi a Dio, allo Spirito.

• Fase 4 – Dalla Mente allo Spirito
Il Terzo Simbolo agevola anche il salto quantico della coscienza verso un livello superiore, il Piano Spirituale. Attraverso il pensiero che diventa progetto, ci avviciniamo alla dimensione dell’ispirazione, dell’intuizione, nella realizzazione dei desideri più elevati la fiducia ci apre alla Fede e alla percezione che esista qualcosa oltre ogni cosa visibile e tangibile, qualcosa che informa di sé l’universo, che lo accompagna, che lo conduce verso un fine di cui anche noi cominciamo a sentirci parte.
Grazie al Terzo Simbolo, assistiamo alla metamorfosi della nostra coscienza che poco per volta dispiega le ali e spicca il suo volo verso l’infinito. Dal nostro corpo, dal nostro cuore, dalla nostra anima e dal nostro spirito, sgorga la Preghiera.

Altri usi del Terzo Simbolo
Il Terzo Simbolo Serve anche a «sacralizzare» ossia a portare l’energia e la Luce dello Spirito su oggetti, persone o situazioni. Può essere utilizzato in luoghi o circostanze particolarmente «oscuri e densi» a causa del dolore e della paura che vi si sono depositari (ospedali, carceri, tribunali). Chi utilizza particolari strumenti terapeutici per il proprio lavoro può efficacemente tracciare su di essi il Primo e il Terzo Simbolo per aumentarne l’energia di guarigione.