Il Secondo Simbolo riguarda il piano Emozionale/Mentale, ci aiuta a portare l’energia in profondità nel nostro psicosoma, oltre le nostre difese caratteriali e il controllo della mente e trasformare l’energia in informazione. La sua traduzione letterale potrebbe essere «Oltre le difese inconsce e consce verso la realizzazione della mia vera identità».
La direzione dell’energia (la freccia orizzontale) indica che il flusso scorre dalla sinistra al centro verso la destra, dall’esterno all’interno e all’esterno, dal passato al presente al futuro, dall’inconscio al conscio al superconscio e così via… La linea verticale a sinistra rappresenta le prime difese, quelle che utilizziamo per isolarci dal mondo e dagli altri, per non vedere e non sentire.
Il Secondo Simbolo permette all’energia e all’informazione di penetrare attraverso questa prima linea di difesa e raggiungere il nucleo della nostra identità (Ki) raffigurato dal cerchio, la Mente, il cervello con i suoi emisferi destro e sinistro. La linea verticale a destra rappresenta i blocchi nell’espressione della nostra identità e con il Secondo Simbolo l’energia e l’informazione (che sono una sola cosa) attraversano anche questi, rivelando la nostra vera natura a noi stessi e agli altri.

Il nome giapponese del Secondo Simbolo significa «Calma delle emozioni» oppure «Pace Spirituale». Nella forma originale ricorda la sillaba AUM o OM, oppure una lettera dell’alfabeto sanscrito (HRIH), ma è anche e soprattutto il Simbolo del Buddha Amida.

Amida Nyorai, in sanscrito Amithaba
Non deve stupire che una parola possa essere scritta in sanscrito e pronunciata in giapponese. Per il Buddhismo giapponese è normale adottare testi o divinità provenienti dall’India mantenendone la scrittura sanscrita, ma traducendone il significato in kanji.
Il mantra Namu Amida Butsu (Sia Lode al Buddha Amida) è raffigurato dal Simbolo Kiriku. Secondo la tradizione, Amida (in sanscrito Amithaba) era un re che, convertito al Buddhismo, rinunciò al trono, divenne monaco con il nome di Dharmakara, decise di diventare un Buddha e di dimorare nel Paradiso della Terra Pura (Jodo Shin), per offrire una vita di beatitudine a tutti coloro che vi avessero preso dimora sino al definitivo passaggio al Nirvana.

L’Amidismo o Dottrina della Terra Pura ebbe una forte presa sui ceti più umili a causa della estrema semplicità e della speranza in un futuro migliore con cui si presentava. Amida è la principale divinità del Buddhismo Jodo Shin e si ritiene che possieda la capacità di portare alla Mente la Pace Spirituale e la Salvezza.
È interessante notare che la tomba di Usui si trova proprio nel cimitero di un tempio del Buddhismo Jodo Shin.

Amida Butsu è anche considerato il Buddha della Luce Infinita e della Vita Etema. Letteralmente «Luce illuminata» o «il Buddha dall’Incommensurabile Splendore», Amida Butsu è simbolo di misericordia e saggezza, in alcune iconografie è adomato con una corona di gemme e siede al sommo del loto, simbolo di purezza. In India e in Tibet Amida (o Amitàbha) è raffigurato con le mani nel tradizionale Mudrà della meditazione. Mudrà significa «Sigillo, segno», atteggiamento del corpo o gesto simbolico. Nel Mudrà della meditazione le mani sono posate in grembo, il dorso della mano destra giace sul palmo della sinistra, in modo che le punte dei pollici si tocchino leggermente. La destra sovrastante simboleggia lo stato di Illuminazione, la sottostante il mondo fenomenico. Una forma particolare di questo Mudrà, chiamata in giapponese Amida Jò-in, rappresenta la meditazione, l’insegnamento e l’accoglienza nel paradiso della Terra Pura. Nella sua discesa dal Paradiso per guidare i fedeli verso la Terra Pura, Amida è spesso accompagnato da due Bodhisattva, Avalokiteshvara (Kannon) e Mahasthamaprapta (Seishi).

Kannon Bosatsu, in sanscrito Avalokiteshvara
È il Bodhisattva che personifica la compassione, figura centrale del Sutra del Cuore e protettore di coloro che sono in imminente pericolo. È lui che rivela il Sutra del Cuore «Tayatha Gate Gate Paragate Parasamgate Bodhi Svaha» e invita a superare ogni limite per raggiungere l’Illuminazione. Il suo nome significa «U Signore dallo sguardo rivolto in basso (per guardare la sofferenza)». È molto popolare in Cina e in tutto l’estremo Oriente. Viene rappresentato con una figura maschile in Tibet e India, mentre in Cina, Giappone e nel resto dell’estremo Oriente è una figura femminile. Il mantra «Om Mani Padme Hum» viene chiamato «il mantra di Avalokiteshvara» e significa Onore al Sacro Gioiello e al Fiore del Loto. Il Gioiello rappresenta la compassione e il Loto la saggezza. Viene chiamato «Guan Yin» in Cinese, «Chenrezig» in Tibetano e «Kannon» in Giapponese. Chenrezig è la divinità tutelare del Tibet e lo stesso Dalai Lama viene considerato come una sua incarnazione.

Seishi (o Dai-seishi) Bosatsu, in sanscrito Mahasthamaprapta Insieme a Kannon Bosatsu è l’attendente di Amida Nyorai. Nel Sutra del Loto Seishi Bosatsu è tra coloro che si riunirono sul Picco dell’Aquila per ascoltare gli insegnamenti del Buddha storico.

Come funziona il Secondo Simbolo

• Fase 1 – Dall’Universo all’Individuo
Con il Secondo Simbolo l’energia viene direzionata dalla Realtà Universale all’interno dell’essere per abbattere le difese e i condizionamenti che ci separano dalla nostra più profonda e autentica essenza.

• Fase 2 – Dall’Inconscio al Conscio
Come con i Bisogni, nel corso della nostra vita, dall’infanzia fino a oggi, abbiamo dimenticato anche le nostre autentiche emozioni, le abbiamo bloccate, rimosse, controllate, abbiamo rinunciato a una parte fondamentale, centrale del nostro essere: l’identità.
Grazie alla potente energia del Secondo Simbolo, possiamo far riemergere dall’inconscio ed esprimere le emozioni, le istanze, le aspirazioni e i sentimenti più profondi ed entrare in contatto quindi con la nostra capacità di sentire, di agire, di relazionarci con noi stessi, con il mondo, con gli altri e con la trascendenza.

• Fase 3 – Dal Livello Emozionale al Piano del Divenire
Le Emozioni e i Sentimenti, riconosciuti ed espressi, diventano Azioni e Relazioni. Amare, rispettare, onorare e prendersi cura di noi stessi sono importanti azioni che spesso trascuriamo pensando di dover pensare prima agli altri e occuparci di loro. È certamente importante occuparsi del proprio prossimo, ma questo non deve andare a detrimento della nostra vita: «Ama il prossimo tuo come te stesso» diceva Gesù.
Le Azioni sono le modalità con cui poniamo in essere i nostri veri sentimenti, se qualcosa nella nostra vita non va per il verso giusto significa che le emozioni e i sentimenti che stanno alla base del nostro agire non sono in sintonia con lo scopo che ci prefiggiamo. Il Secondo Simbolo fa emergere la verità nelle Azioni e nelle Relazioni.

• Fase 4 – Dal Divenire alla Consapevolezza
Infine, il Secondo Simbolo agevola il passaggio quantico dalla dimensione cosmica del Divenire, in cui siamo ancora prigionieri della molteplicità delle forme materiali, a quella della Mente, dove la Realtà viene unificata e l’energia addensata a comporre le Forme Pensiero, i semi da lanciare verso il futuro, i Progetti e i Desideri.

Altri usi del Secondo Simbolo
La sua azione è destrutturante, rilassante, calmante, elimina ogni resistenza, oltrepassa ogni blocco, scioglie il ghiaccio, addormenta, tranquillizza, rasserena, ha un’energia di tipo Yin. Può essere usato per far addormentare un bambino piccolo, per tranquillizzare una persona agitata o nervosa, per rilassare la muscolatura contratta.