Come abbiamo già detto, per Jung il Sé è un Archetipo che esiste a priori ed esprime un significato collettivo, che trascende gli stretti confini biografici della personalità; egli lo definisce in Psicologia e religione il «recipiente della grazia divina» oppure «scintilla dell’essenza stellare» che «la coscienza sperimenta come qualcosa di trascendente e
fascinoso». Quindi Jung dà al Sé una natura transpersonale, in quanto lo fa ascendere a dimensioni che trascendono i
limiti spazio-temporali della personalità, partecipando a una realtà universale.
L’ultima fase del viaggio della vita è la scoperta del proprio vero Sé, il raggiungimento della meta, del risultato, del senso reale e profondo della propria identità. Alla fine del Viaggio, siamo tornati a casa, non la casa da cui siamo partiti, non la casa dei nostri avi, ma la nostra vera casa, la nostra vera dimensione di coscienza e se ci guardiamo indietro ora sappiamo chi siamo, riconosciamo il cammino percorso e ora abbiamo l’esperienza necessaria per accompagnare e guidare altri.
Il Sé è espressione di completezza, approdo finale del processo di individuazione. Ci siamo smarriti e ritrovati, abbiamo perso coincidenze ma abbiamo trovato nuovi mezzi di trasporto, abbiamo incontrato molte persone, buone o cattive, abbiamo superato momenti difficili e abbiamo gioito di panorami sorprendenti: abbiamo sperimentato i vari livelli della nostra coscienza e tutti i pezzi della nostra psiche si sono ricomposti in unità. Abbiamo viaggiato attraverso i misteri dello Spirito, abbiamo amato e cercato, creato e distrutto. Ora siamo pronti per fare il nostro ingresso a Corte.
Qui sono la maturità e l’esperienza acquisite durante il viaggio che forniscono l’aiuto necessario per riconoscere ed esercitare nel mondo il potere materiale e spirituale senza essere contaminati dall’ego. Sovrano, Mago, Saggio e Folle ci portano alla vera libertà e alla gioia di vivere.
L’ingresso nella dimensione del Regno ci fa uscire dallo schema della vita intesa come lotta per la sopravvivenza e ci fa entrare nella mentalità dell’abbondanza. Divenuti Re e Regine del nostro Regno, nella misura in cui siamo fedeli al nostro Sè interiore, le zone di deserto della nostra vita tornano a fiorire. Anche nel Regno incontriamo dei
Simboli che ci aiuteranno a integrare aspetti inconsci e ci faranno progredire nella nostra
evoluzione.
• Il Graal. I Cavalieri della Tavola Rotonda andavano alla Ricerca del Sacro Graal, che si diceva fosse servito da calice nell’Ultima Cena e avesse raccolto gocce del Sangue di Cristo durante la Crocifissione.
Il Graal è il simbolo del potere trasformativo dello Spirito attraverso il Sacrificio. Il Graal è anche l’unione del Maschile e del Femminile, del Corpo e dello Spirito. La domanda che viene posta a Parsifal è «A chi serve il Graal?» o anche «Chi serve il Graal?». La risposta esatta è Artù, ossia il Sovrano è allo stesso tempo servitore e beneficiario dell’energia Spirituale. Il Sovrano deve essere sempre al Servizio di Dio ed è la Grazia di Dio a preservarne la Salute e il Regno.

• Excalibur. È la Spada dei Re, ossia il Potere del Sovrano che spetta all’eletto. La Dama del Lago, ossia la Grazia Divina, ne è il depositario e il custode. È il primo impegno del Sovrano nei confronti del Graal: essere al servizio di Dio e del suo Popolo.

• La Lancia. È il primo oggetto che appare a Parsifal nella Processione del Graal: una lancia grondante sangue, ossia la disposizione al sacrificio. La domanda potrebbe essere: cosa sei disposto a sacrificare per ottenere il Graal?

• La Ciotola. È un altro oggetto che appare a Parsifal nella Processione del Graal, rappresenta il nutrimento del corpo e dello spirito, ossia il proprio Sé unificato che va condiviso con l’umanità (prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo…). È anche la domanda: «Di cosa ho veramente bisogno per vivere?». Essere svegli e coscienti vuol dire sapersi porre la domanda giusta e sapersi dare la risposta giusta. Il Ritorno è il Ritomo a Sé Stessi, significa essere pienamente consapevoli di ciò che ci viene richiesto e di ciò di cui abbiamo bisogno, con semplicità e schiettezza.
Quando vi inchinate, dovete inchinarvi e basta;
quando sedete, dovete sedere e basta;
quando mangiate, dovete mangiare e basta.
Semplicemente.
Se fate così, la natura universale è lì con voi…
in nessuna situazione potete tralasciare il Buddha,
poiché voi stessi siete il Buddha.
Shuryu Suzuki, Maestro Zen

Non ci resta a questo punto che dedicare i nostri ultimi sforzi alla contemplazione della vita del Buddha e del Cristo. Affinché il loro Insegnamento e la loro Guida possano condurci alla Guarigione, alla Illuminazione e alla Liberazione dal Male.