Il nome del Quarto Simbolo può essere ricondotto a una espressione Zen che significa «Stanza del Tesoro ove Risplende la Grande Luce», ovvero la consapevolezza della propria Buddhità attraverso l’esperienza della Illuminazione.
Se il Primo Simbolo riguarda il «Qui e Ora», il Secondo Simbolo riguarda il «Dentro» e il Terzo Simbolo esprime il «Ritorno dell’Uomo nella Dimensione Spirituale» e il concetto del «Superamento dello «Spazio/Tempo», il Quarto Simbolo è il contatto diretto con la «Fonte della Luce» e per questo viene più semplicemente definito come il Simbolo dell’Illuminazione.
Negli scritti conservati nel Tempio Hondon del Monte Kurama il significato di Sonten è espresso usando il Quarto Simbolo di Reiki, che è scritto e pronunciato in giapponese Kanji e viene normalmente cantato dai monaci durante la preghiera.

Sonten, la Divinità Suprema del Monte Kurama
II Monte Kurama è alto 570 metri e dista circa 30 minuti di auto o treno da Kyoto.
Il Tempio del Monte Kurama fu fondato nel 770 come custode del quartiere nord della capitale, Heiankyio, e si trova a metà montagna. Il Tempio apparteneva anticamente alla setta Tendai del Buddhismo, dal 1949 è il principale centro della setta Kurama-Kokyo.
• Lo Spirito della Terra. Secondo antiche leggende, più di sei milioni di anni fa, Mao-son, il Grande Re della Stirpe di Coloro che Sconfissero il Male (lo Spirito della Terra) discese sul Monte Kurama, con la grande missione di salvare l’umanità dal male. Da allora il potente spirito di Mao-son che governa lo sviluppo e l’evoluzione non soltanto del genere umano ma di ogni cosa vivente sulla Terra, continua a emanare la sua energia.
• Lo Spirito del Sole. Nel primo anno di Hold (770 d.C), un monaco di nome Gantei che era l’allievo prediletto del Sommo Sacerdote Ganjin, il fondatore del Tempio Toshodaiji in Nara, guidato da un cavallo bianco, si arrampicò fino a questo luogo sacro. Il suo spirito fu illuminato da Bishamon-ten, il protettore del quartiere Nord del paradiso bud-
dhista (lo Spirito del Sole) e da quel momento Gantei ricevette il potere della Trasmissione Spirituale dell’Energia di Luce. In seguito, egli fondò il Tempio buddhista sul Monte Kurama.
• Lo Spirito della Luna. In seguito, nel quindicesimo anno di Enryaku, (796), il responsabile della costruzione del Tempio Toji, ebbe una visione di Senju-Kannon, i Mille Kannon Armati (lo Spirito della Luna) e costruì templi e pagode in suo onore sulla montagna.
• Potere, Luce e Amore. Mao-son, Bishamon-Ten e Senju-Kannon. Sono i simboli dell’Anima Universale e insieme formano una Trinità chiamata Sonten o Suprema Divinità.
• Sonten. Sonten è «L’Anima Vivente dell’Universo», «Luce Gloriosa», «Attività dello Spirito». Queste divinità sono rappresentate dai tre simboli del Potere, della Luce e dell’Amore. Sonten è venerato come un insieme di tutte e tre le facoltà.

Il Simbolo della Guarigione
Ciò che è essenziale sapere è che il Quarto Simbolo di Reiki è responsabile dell’intero processo di Guarigione, dal I Livello in poi.
Durante le varie Cerimonie di Iniziazione, infatti, è questo Simbolo che viene utilizzato fin dal I Livello per aprire i Canali Energetici e innescare il processo di purificazione del Karma.
Possiamo dire che l’essenza dell’Iniziazione al III Livello Reiki è proprio l’Attivazione di questo Simbolo nell’Iniziando, che da quel momento in poi inizierà un profondo iter di purificazione, che durerà tutta la vita e anche oltre, nelle successive reincarnazioni.
Con il IV Livello verranno poi consegnate al futuro Maestro le istruzioni per dare le Iniziazioni e inizierà il processo di riconoscimento del Maestro di Reiki.
Anche in questo caso, per rispetto della sacralità e della segretezza dei Simboli, non sveleremo la grafia originale del Quarto Simbolo, ma ne offriremo una descrizione attraverso una trasposizione grafica.

Propizio è vedere il Grande Uomo: il Maestro
L’immagine arcaica da cui deriva la prima parte dell’ideogramma rappresenta un uomo grande e robusto, in
posizione eretta, con le gambe e le braccia aperte.
Nell’I Ching troviamo la frase «propizio è vedere il Grande Uomo» che indica la necessità di chiedere consiglio, di ricercare una guida, un maestro, di fare appello alla nostra parte più saggia ed evoluta. Il Grande Uomo rappresenta anche l’incontro tra la dimensione del Cielo e della Terra, tra il piano Spirituale e Materiale, il
Sacrificio del Grande Uomo è la prova che il Maestro di Reiki deve affrontare per attingere all’Illuminazione.
Il prezzo che egli deve essere disposto a pagare per ottenere la Redenzione è l’incontro con la propria Ombra. Il Sacrificio non va inteso in senso fisico, piuttosto è una rinuncia a una identità fittizia, a una maschera, a una persona (dal latino maschera) per incontrare il suo vero Sé. Il Sacrificio richiesto è anche quello di immolare ogni controllo e aspettativa, ogni precedente progetto riguardante la vita terrena per dedicarsi completamente al Servizio.

La Stella a 5 Punte
La Stella, sin dalle culture più primitive, ha ricoperto il ruolo della rivelazione divina sulla terra, essendo una finestra, uno squarcio nel buio della notte. Ma, proprio per il contrasto luce-ombra, simboleggia anche la lotta tra le forze spirituali (luce) e la materia contingente (buio).
La stella a 5 punte rappresenta poi il microcosmo umano nella sua interazione con i 5 elementi, come nella medicina tradizionale cinese.
I Pitagorici chiamarono il pentagono regolare stellato pentagramma e lo considerarono simbolo dell’armonia, al punto che oggi è comunemente chiamato così l’insieme di righe e spazi su cui si scrivono le note musicali.
Infatti il numero cinque è strettamente legato alla natura e alla armonia insita nelle sue forme: per
disegnare la stella è necessaria una costruzione dove il numero chiave è 0,618, la proporzione aurea o divina, il rapporto fisso che sottende la sottile armonia dell’universo e che si ritrova in tutti gli esseri viventi, animali e vegetali.

La Sezione Aurea, in quanto legge strutturale del corpo umano, ha conosciuto in Leonardo da Vinci un geniale assertore, avendo collaborato con i suoi schizzi alla stesura del trattato De Divina Proportione (Venezia 1509) di Luca Pacioli.

Divinità del Monte Kurama: Mao-son
Nome Sanscrito: Vajrayaksa
Bija: Hum
Entità: Terra
Simbolo: Potere

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Hum, il suono seme di Vajrayaksa

 

È uno dei Cinque Re di Radiosa Saggezza, il cui compito è la protezione del Dharma, la distruzione dei nemici che si oppongono e la guida di ogni essere senziente sul cammino dell’Illuminazione.
Il Vajra è il Tuono di Indra e rappresenta la saggezza del Bodhisattva che penetra ogni cosa, il superamento dell’ignoranza e della sofferenza, ed è il simbolo della Mente Adamantina.

Rinascere dalle proprie ceneri: liberazione dal Karma
«Le stelle sono buchi nel cielo da cui filtra la luce dell’infinito» (Confucio). La Luce rappresenta l’Illuminazione, la Guarigione, la Trasformazione della Materia in Energia, la Sublimazione degli Istinti e delle Pulsioni, della propria Ombra in Luce. Luce della ragione, dell’intelletto, del buon senso. Luce è tutto ciò che contribuisce a rischiarare la
coscienza dall’oscuramento dei preconcetti, dell’ignoranza, dei pregiudizi e dei condizionamenti.
Se vogliamo penetrare il buio dell’ignoranza e vedere la vera natura dell’esistenza, non lo possiamo fare con una mente debole, distratta, instabile, preda di una continua indolenza o di irrequietezza emotiva e intellettuale.
Il Buddha mise in pratica questa scoperta la notte della sua Illuminazione. Egli concentrò la mente, la unificò, la rese flessibile con la meditazione, la diresse verso la comprensione della vera natura della realtà e comprese la verità.

Divinità del Monte Kurama: Bishamon-Ten
Nome Sanscrito: Vaisravana
Bija: Vai
Entità: Sole
Simbolo: Luce

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Vai, il suono seme di Vaisravana

Deva-raja Vaisravana è uno dei Quattro Buddha Guardiani, i Quattro Principi Celesti (Shitenno) che proteggono i quattro punti cardinali. Bishamonten è responsabile del Nord. In Giappone è uno dei Sette Dei della Fortuna ed era venerato in modo particolare dai Samurai. Brahma lo ricompensò con grandi ricchezze poiché operò con grande merito e dedizione.
I Quattro Guardiani sono divinità apportatrici di grandi ricchezze e garantiscono il loro aiuto a tutti coloro che operano per diffondere o proteggere il Dharma. Se si è tanto fortunati da ricevere il loro aiuto, bisogna utilizzare la maggior parte dei propri averi per diffondere il dharma e per scopi caritatevoli. Questo permette di conservare la benedizione di un buon Karma.
Utilizzare la ricchezza per indulgere nei piaceri terreni ci immerge sempre più profondamente nel samsara.

Il Sole e la Luna: la Coscienza Collettiva
Il Sole e la Luna, rappresentano l’Unione della Natura Maschile e Femminile, il Superamento dell’Illusione e della Separazione, lo Yin e lo Yang armoniosamente integrati in un equilibrio dinamico. È la liberazione dal Karma e l’integrazione dinamica degli aspetti apparentemente contraddittori della realtà. Il Sole spirituale del simbolismo vedico è detto anche Cuore del mondo (ma anche Occhio del mondo). A tale riguardo sia il Sole sia la Luna sono paragonati agli occhi: occhio destro il Sole e sinistro la Luna, l’occhio sinistro che corrisponde al divenire e il destro al passato. Così il Sole è l’intelligenza e la Luna la memoria.

Essendo però la Luce conoscenza, il Sole rappresenta anche la conoscenza intuitiva, immediata e la Luna la conoscenza di riflesso, razionale, speculativa.
Quindi, Sole e Luna corrisponderanno rispettivamente allo spirito e all’anima e alle loro sedi: il cuore e il cervello. Essi sono l’essenza, la sostanza, la forma, la materia: suo padre è il Sole, sua madre è la Luna, leggiamo nella «Tavola di Smeraldo» ermetica. Non meno suggestivo il simbolismo della Luna, simbolo dei «ritmi biologici»: astro che cresce, decresce, scompare, riappare… luce universale del divenire, della nascita, della morte. È lei il simbolo della conoscenza indiretta, riflessa, teorica, così come riflessa è la sua luce.
Definita sposa del Sole dagli indiani, rappresenta nella tradizione ebraica il popolo degli ebrei. Lo stesso Corano la cita come segno della potenza di Allah, tant’è che nell’Islam esistono due calendari: uno solare, l’altro lunare, per ragioni religiose, essendo la Luna regolatrice degli atti canonici. Il Corano stesso impiega un simbolo lunare.
Le fasi della Luna e la mezzaluna evocano la morte e la resurrezione. Sole c Luna rappresentano il Conscio Cosmico e l’Inconscio Cosmico, quindi i due aspetti che formano la Coscienza Collettiva, proprio ciò con cui il Quarto Simbolo ci mette in contatto.

Divinità del Monte Kurama: Senju-Kannon
Nome Sanscrito: Yamantaka
Bija: Hrih
Entità: Luna
Simbolo: Amore

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Hrih, il suono seme di Yamantaka

Yamantaka è una divinità del Buddhismo Mahayana.
Yama è il nome del dio della morte e Antaka significa Colui che pone fine.
Yamantaka è colui che pone fine alla morte attraverso la luce della mente illuminata.