Sole e Pioggia, Giorno e Notte, Vita e Morte, Primavera, Estate, Autunno, Inverno

Il Terzo Simbolo opera sul Piano Spirituale come una Antenna Cosmica in grado di ricevere e inviare le informazioni sui piani più sottili della coscienza. Connette con la Dimensione Spirituale che è percezione del senso profondo della propria esistenza e, insieme al Quarto Simbolo, permette di sintonizzarsi con il Piano Divino e con il Disegno Cosmico.

Macrocosmo: il Piano Spirituale
Microcosmo: il Livello della Coscienza Unificata
Motivazione: Tensione verso l’assoluto
Funzione simbolica di collegamento: Preghiera e meditazione
Ombra: Lamento, ingratitudine, ignoranza
Simbolo Reiki: Terzo e Quarto Simbolo

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Il Piano Spirituale è un piano elevato, misterioso e complesso. Ma cercheremo ugualmente di intenderci: lo Spirito è ciò che dà la vita, la materia senza spirito è inerme, inanimata, inagita. Lo Spirito è l’Informazione per eccellenza, ossia «ciò che sta dentro la forma», è il suo contenuto, è la forza che dall’interno in-forma, crea e plasma la materia per renderla viva, «animata», vibrante di atomi ed elettroni. È l’Energia che emana dalla Fonte e Crea la Realtà ed è tutte e tre queste cose insieme.
Il Mistero della Santissima Trinità esprime il collegamento tra il Padre come principio creatore, il figlio come creatura e lo Spirito Santo come energia creatrice. La triade induista di Brahma, Shiva e Vishnu rappresenta rispettivamente il creatore, il distruttore e il conservatore. Anche il Sonten è una triade composta di Potere, Luce e Amore. È proprio di fronte al Mistero che possiamo contattare lo Spirito, che sia rappresentato come morte, malattia, vuoto, infinito. Esso si rivela nello spazio in cui abbandoniamo ogni concetto, ogni idea sulla realtà e ci mettiamo in ascolto, ci sintonizziamo con il movimento incessante di nascita, vita e morte, accettando un disegno sia pure incomprensibile e ponendoci umilmente e devotamente al suo servizio.
La preghiera è il modo con cui possiamo parlare con Dio, oppure, è parlando con Dio che noi impariamo a pregare. La malattia spirituale si manifesta con la perdita di fiducia nel senso degli avvenimenti, si soccombe o ci si ribella di fronte a qualcosa che non si riesce a spiegare. Si cerca disperatamente il perché, ma di fronte all’incomprensibile si rischia la pazzia o la bestemmia. Il punto è che non si può comprendere il Piano Spirituale utilizzando gli strumenti propri del Piano Mentale. La logica o l’immaginazione ci servono solo fino a un certo punto, poi devono subentrare altri sensi per poter accedere al Piano Spirituale. Questi sensi sono l’Amore e la Fede.
Per Amore si intende quello Cosmico, Universale, non l’amore che si dirige verso un oggetto, ma quello che percepisce l’unità di tutte le cose. E per Fede non parliamo di aprioristica accettazione di un sistema di pensiero o religione, ma dell’intima percezione della nostra essenza divina, del consapevole riconoscimento di essere creati a immagine e somiglianza di Dio e quindi, in ultima analisi, di essere noi stessi Dio. La fede in questo senso diventa una sorta di spiritualizzazione della fiducia in sé stessi e nella vita, elevata al punto di essere così totale e assoluta da permetterci di percepire il disegno globale  dell’esistenza e di abbandonarci a essa.

Anche gli archetipi partecipano di questa duplice natura umana e divina: proiettati nel cielo stellato come segni zodiacali o padroni dell’Olimpo come gli dei della mitologia greca, essi assolvono alla funzione di intermediari visibili e potenzialmente tangibili tra immanente e trascendente, tra umano e cosmico, tra individuale e universale. Oltre Giove c’è Saturno, oltre Saturno Urano, come i remoti e freddi pianeti del nostro sistema solare anche gli dei dell’antichità sembravano rivelare dimensioni sempre più lontane nel tempo e nello spazio fino a confondersi e dissolversi nel Dio più Dio di tutti: il Fato.
In realtà anche sentirsi preda di un destino incomprensibile e crudele è una diffusa malattia spirituale che genera vittimismo, cinismo, irresponsabilità e rivela dall’altra parte l’incapacità del soggetto di attingere un più elevato livello di Spiritualità: l’Amore. Dio è Amore. Questo è l’ultimo passo, arrivati a questo punto non resta che dedicare la propria vita al suo servizio.