Lo Spirito per sé stesso è la Realtà Suprema nel suo aspetto trascendente cioè assoluto, privo di ogni limitazione e determinazione concreta. Lo Spirito quindi trascende ogni limite di tempo e di spazio, ogni vincolo di materia. Lo Spirito è, nella sua essenza, eterno, infinito, libero, universale.
Questa suprema, assoluta Realtà non può essere conosciuta intellettualmente poiché trascende la mente umana; ma può essere postulata razionalmente, colta intuitivamente, sperimentata, in qualche misura, misticamente
Ciò posto, veniamo a considerare le manifestazioni dello Spirito che sono più accessibili a noi e che ci riguardano più direttamente.
Lo Spirito costituisce l’elemento di trascendenza, di superiorità, di permanenza, di potenza, di libertà, di interiorità, di creatività, di armonia e di sintesi, in ogni manifestazione, tanto individuale, quanto sociale.
Così, nell’uomo, è spirituale tutto ciò che lo induce a trascendere il suo esclusivismo egoistico, le sue paure, la sua inerzia, il suo edonismo; rutto ciò che lo porta I disciplinare, a dominare, a dirigere le forze incomposte, istintive ed emotive che si agitano in lui, tutto ciò che lo induce riconoscere una realtà più ampia e superiore, sociale o ideale, e a inserirsi in essa, varcando i limiti della propria personalità.
In questo senso sono, in qualche misura, manifestazioni spirituali: il coraggio, quale superamento dell’istinto di conservazione fisica. L’amore e la dedizione a un altro essere umano, alla famiglia, alla patria, all’umanità, in quanto superamento dell’egoismo. II senso di responsabilità. Il senso di cooperazione, di socialità, di solidarietà. Il disinteresse, e ancor più la dedizione e il sacrificio. La volontà nel suo vero senso, quale principio di autodominio, di
scelta, di disciplina, di sintesi.

Il percorso di autorealizzazione
II riconoscimento che individui differenti sono limitati da forze differenti conduce alla distinzione di tre sentieri con mezzi fondamentalmente differenti che dovrebbero essere invocati per poter arrivare all’ottenimento dell’Atman. Sono le tre famose discipline o Yoga, insegnate nella Bhagavad Gita: lo Yoga della conoscenza, lo Yoga dell’azione, e lo Yoga della devozione.

Lo scopo della tuta umana
I quattro scopi umani considerati fondamentali in India sono i seguenti:
• Artha, ossia i mezzi necessari alla vita, rappresenta il piano materiale e fisico.
• Kama, ossia il godimento della vita, rappresenta il piano dell’azione e della relazione.
• Dharma, ossia la legge morale, rappresenta il piano mentale della regola dettata dall’intelletto e dalla aderenza alla legge naturale.
• Moksa, o realizzazione del Sé Supremo (Atman), rappresenta il piano spirituale.
II bene dell’uomo è formato dalla coordinazione armoniosa di Artha, Kama e Dharma. Per raggiungere la meta spirituale della liberazione (Moksa) bisogna anzitutto soddisfare i bisogni materiali dell’individuo fornendogli i mezzi necessari alla vita e consentendogli di trarne godimento. Per regolare il cammino verso la meta spirituale e il godimento della vita sono necessarie poi delle norme morali.

Percorso di Crescita Spirituale e Alimentazione
Il sé si rivela nella coscienza quando sono trascesi gli oggetti che bloccano la autorivelazione. L’uomo ignorante della sua vera natura si considera erroneamente come un mutevole complesso individuale fra molti altri, vivente in un mondo di oggetti che mutano continuamente.

Il Sattva, per la sua purezza e perché porta luce e salute nella vita,
si collega alla felicità terrena e alla conoscenza.
Rajas ha la natura della passione, è la sorgente del desiderio e dell’attaccamento.
Esso lega l’anima dell’uomo all’azione.
Tamas ha le sue radici nell’ignoranza e oscura l’anima degli uomini.
Esso lega all’indolenza e alla pigrizia.
Così essi tendono a non agire.
Bhagavad Gita

Questo sé inferiore composto da un organismo psicofisico che l’ignorante confonde con il Sé reale si chiama Cuna. Il Guna è una combinazione di tre tendenze differenti che si combinano in proporzioni variabili. Il Sattva predispone l’attività intellettuale, il Rajas induce ad azioni energiche e il Tamas predispone ad attività devote. Questi tre Guna nelle loro varie combinazioni spiegano i differenti tipi di personalità che si trovano tra le persone.

La Via Suprema
Più alti dei sensi sono gli oggetti dei sensi.
Più alta degli oggetti dei sensi è la mente.

Più alto della mente è l’intelletto.
Più alto dell’intelletto è il grande Sé.
Più alto del grande è il non manifesto.
Più alto del non manifesto è Brahman
Più alto di Brahman non c’è nulla.
Questa è la meta. Questa è la via suprema.
Nascosto in tutte le cose,
questo Sé non riluce.
Ma lo vedono i veggenti sottili,
il cui intelletto è acuto.
Upanishad

L’insegnamento indiano distingue tra cibi da cui astenersi o di cui moderare il consumo, da quelli di cui nutrirsi abitualmente. Nella Bhagavad Gita, Krishna così classifica i cibi: sattvico (relativo alla virtù), rajasico (relativo alla passione) e tamasico (relativo all’ignoranza).
Quindi il cibo da preferire è quello sattvico, che dona salute, longevità, spiritualità e gioia. Cereali integrali, riso, noci, germogli, frutta, verdura fresca e miele danno slancio alle capacità migliori e alle facoltà più elevate. Cereali, formaggi freschi, latticini, legumi, dolci, cioccolato e zuccheri arricchiscono di energie, aumentano le forze, la passione, e rendono dinamici. Carne, pesce, uova, alcol, funghi, cipolle e aglio appesantiscono, offuscano la chiarezza mentale e rendono meno sensibili.
Lo Yoga insegna che la violenza e l’uccisione attraverso cui si ottiene la carne si ritorcono contro l’uomo stesso, poiché chi si nutre della carne di un animale diventa responsabile della sua morte ne assume il Karma. L’angoscia, l’ira, la paura che provano gli animali uccisi vengono assimilate dalle persone che si nutrono della loro carne con la conseguenza di nutrire la loro mente con gli stessi sentimenti.

Realizzare il Dharma
Possiamo sempre meglio comprendere l’importanza di aderire a un percorso spirituale che ci permetta di realizzare il Dharma. La parola Dharma deriva dalla parola indoeuropea DHR che significa
«sostenere, mantenere in essere e qualche volta formare». Il Dharma è Legge della Natura e Ordine del Cosmo, è Regola Individuale. L’essenza stessa della spiritualità è vivere seguendo il Dharma, il Dharma che è nella coscienza di ognuno, significa andare verso la nostra vera natura, e portare questa in armonia con il Sanatana Dharma,
il Dharma universale. Dal punto di vista pratico e umano, il Dharma diventa come un codice di norme, come quello costituito dagli Yama dello Yoga che intendono assicurare sia l’equilibrata coesione sociale, sia la propria salute spirituale.

Gli Yama sono cinque:
• Ahimsa. Non violenza, prima norma etica, prescrizione che si deve osservare e realizzare per poter proseguire lungo la via della realizzazione.
• Satya. Veracità. Consiste nella coerenza di parole pensieri e azioni.
• Asteya. Astensione dal furto, dal prendere cioè ciò che non ci appartiene ma anche sopprimere in sé addirittura il desiderio di tale appropriazione.
• Brahmacarya. Controllo dell’isrintualità, castità: primo passo dell’itinerario ascetico. Colui che non persegue più desideri mondani, può aspirare alla condizione di definitiva beatitudine e Illuminazione.
• Gli Otto Livelli dello Yoga. Il sistema dello Yoga è un cammino di crescita spirituale che ha come meta il raggiungimento della pace interiore, della conoscenza suprema e infine la liberazione dai legami del mondo e della materia.
La prima fase è quella dello Hata Yoga, il controllo del corpo e delle energie fisiche attraverso una rigorosa pratica suddivisa in cinque livelli.
– Il I Livello dello Hata Yoga è lo Yama, che implica l’osservanza di cinque precetti: non uccidere, non mentire, non rubare, non indulgere nella lussuria, non cedere ai sensi.
– Il II Livello è lo Niyama, l’osservanza del regime ascetico e la recitazione di formule sacre, tra cui la più importante è TOM, nonché un atteggiamento di totale fiducia e dedizione nei confronti del proprio maestro.
– Il III Livello è detto Asana, l’assunzione di corrette posizioni e la pratica della meditazione.
– Il IV Livello è il Pranayama, ossia il controllo del respiro e infine il V livello è costituito dal
Pratyahara, ossia il raggiungimento di una totale insensibilità rispetto agli stimoli esterni.

A questo punto inizia il Raja Yoga, Io Yoga regale, con gli ultimi Tre Livelli:
– Il VI Livello, Dharana, Contemplazione, in cui viene eliminato ogni pensiero;
– il VII, Dhyana, Meditazione, in cui la mente trascende il pensiero stesso;
– e infine Samadhi, Illuminazione, in cui si verifica l’assoluta coincidenza di pensiero e oggetto. Questo è il livello dell’estasi mistica, in cui la coscienza si separa dalla materia per ottenere la Liberazione.
Essenzialmente la disciplina dello Yoga è un modo per porre sotto controllo le varie involuzioni della Prakriti nel suo allontanamento dallo stato originario.

Libertà dalla paura, purezza di cuore,
costanza nell’apprendimento spirituale e nella contemplazione,
generosità, equilibrio interiore «spirito di sacrificio,
applicazione agli studi sacri, austerità, integrità morale.
Non violenza, amore per la verità, tolleranza, capacità di rinuncia,
serenità, avversione per la maldicenza, simpatia verso rutti gli esseri,
assenza di avidità, mitezza, modestia, tranquillità.
Energia, generosità, saldezza morale, purezza,
buona volontà, libertà dall’orgoglio:
queste sono le qualità dell’uomo destinato alla ricerca spirituale.
Disonestà, arroganza, vanità, irritabilità, rigidità e ignoranza:
queste sono le caratteristiche dell’uomo nato per la dannazione.
Bhagavad Gita

Lo Spazio e il Tempo
Con il II Livello e con il Terzo Simbolo acquisiamo la capacità di inviare Reiki a distanza nel tempo e nello spazio e soprattutto a lasciare andare i pesi del passato. Se vogliamo elevarci verso le altezze dello spirito dobbiamo mollare la zavorra che ci ancora alla dimensione materiale. Lasciare andare è la chiave della Liberazione dal Passato, dai rancori, dai sensi di colpa, dai rimpianti che appesantiscono la nostra vita e la rendono ingrata e faticosa.
Lo stoico romano Seneca nel suo De brevitate vitae ammette che la vita del saggio è senza tempo e dice a proposito dei non saggi: «Brevissima è la vita di coloro che dimenticano il passato, trascurano il presente e temono il futuro». Seneca parla a proposito di passato e futuro come dimensioni psichiche: il passato ben vissuto e libero dal rimorso è recuperato dalla memoria altrui e può estendersi pure oltre i confini della vita del saggio, mentre il futuro, libero dall’ansia e dalla speranza che il saggio ha tolto dall’animo, è recuperato dalla previsione.

• La creazione del Tempo e dello Spazio
Uno dei temi più celebri della teologia agostiniana è legato al concetto del tempo.
Per Agostino Spazio e Tempo sono indubbiamente correlati tra loro, se Dio ha creato il mondo (Spazio), ha creato insieme a lui anche il Tempo. Con questa affermazione viene rinsaldato il legame che esiste tra le cose presenti nello spazio e il tempo stesso, per cui il tempo diventa una qualità della materia e viceversa. A chi gli chiedeva: «Ma se Dio
ha creato il mondo, cosa faceva prima della creazione?» sant’Agostino rispondeva con la celebre battuta: «Dio stava preparando l’Inferno per le persone che fanno troppe domande».

• Il Tempo è un eterno presente
Secondo Agostino il tempo percepito dagli uomini è un eterno presente, il passato e il futuro non sono altro che proiezioni dell’animo umano. L’uomo infatti vive il passato come ricordo e il futuro come anticipazione, mentre percepisce il presente come una realtà contingente. Ma esiste davvero un tempo passato, che ci siamo lasciati alle spalle, reale ed esistente, e un tempo futuro, ancora da vivere, di cui non possiamo avere alcuna certezza? Per Agostino l’uomo è impossibilitato a vivere il passato e il futuro come condizioni reali, in effetti l’uomo vive il suo presente sempre e in ogni luogo, passato e futuro sono presenti in lui come proiezioni della sua anima. Dio, essendo etemo, abita il suo eterno presente e non è soggetto ad alcuna temporalità, in quanto si trova al di là della temporalità da Egli stesso creata.

• Tempo «meccanico» e durata della coscienza
Fino a Bergson il tema del Tempo era stato trattato in modo decisivo solamente da Agostino. Bergson avverte che il divenire, ovvero la fluidità mutevole e irriducibile degli accadimenti del mondo, non può essere in alcun modo determinata in senso rigoroso da leggi fisiche e matematiche. Il concetto di tempo proposto dalle scienze deterministiche è un susseguirsi ordinato e «meccanico» di eventi, rigidamente determinato nei suoi passaggi temporali dal passato, al presente e al futuro.
Dall’altro vi è invece la realtà meno determinata e più fluida della coscienza umana: il tempo percepito dallo spirito non coincide con quello misurato dai fisici. La coscienza percepisce il tempo come durata, ovvero la coscienza vive il presente prolungandosi in parte nel passato e in parte nel futuro, vive il presente abbracciando l’immediato passato e l’immediato futuro, nell’impossibilità di congelare il presente in un unico momento
definito.
Come diceva anche Agostino, il presente è il ricordo dell’immediato passato e l’anticipazione dell’immediato futuro. Inoltre la coscienza non vive il tempo dando a ogni singolo attimo la stessa durata, per la coscienza vi sono attimi più intensi di altri e attimi più lunghi di altri. Per la coscienza un attimo può durare un’eternità, altri sembrano talmente veloci da non potersi nemmeno ricordare. La durata della coscienza è quindi il moto ondoso del presente che, tendendo sempre e comunque verso il futuro, trascina con sé qualche traccia del passato.
Bergson considera allora il corpo umano come l’anello di congiunzione tra passato e futuro: il nostro corpo, essendo la sede delle sensazioni e quindi delle azioni che ne derivano, è la materia che permette la durata della coscienza, ovvero quel moto della coscienza in divenire che è il nostro presente. Ecco perché in Reiki è così importante
cogliere in tutta la sua pienezza l’attimo presente:

Solo per oggi,
non ti arrabbiare
Solo per oggi,
non ti preoccupare.