Il Piano di Salvezza: divenire il Buddha

Il Compito che attende il Maestro di Reiki negli anni del suo apprendistato è arduo. Egli deve guarire innanzitutto sé stesso, per poter aiutare gli altri a guarire, questa è l’essenza del IV Livello ed è per questo che non vi si accede attraverso una iniziazione codificata dalla Tradizione ma piuttosto attraverso una serie ininterrotta di successive esperienze iniziatiche personali che costituiscono il Viaggio della Coscienza attraverso gli Archetipi Universali.
Più il Maestro di Reiki sarà in grado di avanzare e progredire nel suo processo di autoguarigione e autoriconoscimento, più sarà in grado di essere Guida ed esempio per coloro che si rivolgeranno a lui.

Come potrai dire al tuo fratello:
permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio,
mentre nell’occhio tuo c’è la trave?
Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio
e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.
Vangelo di Matteo

Premesso che la Guarigione è un Processo e in quanto tale non ha fine, cosa significa a questo punto Guarigione? Quale deve essere l’impegno di un Maestro di Reiki nel suo percorso di riconoscimento?

Riconoscimento, Integrazione, Individuazione
Il Sé è un Archetipo fondamentale del processo di individuazione e, come abbiamo visto, è l’ultima tappa che precede l’Illuminazione. Il Maestro di Reiki deve tendere alla
Realizzazione del Sé come processo di autoriconoscimento.
È fondamentale raggiungere il Sé per uscire dal pericolo di identificazione con la Persona. La Persona (dal latino persóna, luogo attraverso cui passano i suoni, alludendo all’amplificatore contenuto nella maschera degli attori) designava in origine la maschera che indossava l’attore e ne indicava il ruolo.
Ciò che Jung chiama Persona è la maschera dietro alla quale ci nascondiamo e che ci permette di apparire in un certo modo. Talvolta, la Persona si impadronisce dell’individuo a sua insaputa e alcuni si identificano a tal punto con la loro Persona sino a giungere a ignorare la loro vera natura. La Persona non è altro che un pezzo di psiche collettiva, il segno di un assoggettamento del comportamento a uno standard accettato e autorizzato, è di fatto un compromesso tra l’individuo e sé stesso, tra l’individuo e la famiglia, tra l’individuo e la società.
La Persona però non ha nulla di reale ed è evidente che il Maestro di Reiki non può identificarsi con un ruolo, sia pure quello del Maestro e della Guida, che non ha nulla di reale. Chi insegue disperatamente un pezzo di carta che gli riconosca un titolo di
«Maestro di Reiki» è semplicemente alla ricerca di una maschera con cui identificarsi e dietro cui nascondersi e annientarsi.
Chi cerca in giro per il mondo corsi e corsetti che in quattro e quattr’otto gli rilascino il Certificato di Master, giusto per fregiarsi del titolo con amici, parenti e conoscenti, non sta cercando sé stesso né sta riconoscendo il proprio Maestro.Non è questo il vero processo di autoriconoscimento.
Ognuno di noi è già un Maestro perfetto, così come ognuno di noi è un Buddha perfetto, così come ognuno di noi è Gesù Cristo, essendo ognuno di noi Figlio di Dio e creato a immagine e somiglianza di Dio. Occorre solo essere in grado di riconoscerlo.
Il processo di riconoscimento come Maestro di Reiki va oltre il processo di integrazione della proiezione e dell’ombra, riguarda il riconoscimento della propria natura umana e divina e ricalca le orme del Cristo e del Buddha e dei principi che da loro vengono evocati.
Attraverso la Cerimonia di Attivazione, in qualità di Maestri di Reiki stabiliamo un profondo legame psichico ed energetico con i nostri studenti e ci incarichiamo di canalizzare e smaltire anche parte del Karma. Noi esistiamo anche al di là della nostra dimensione strettamente individuale e personale, siamo portatori attraverso la nostra psiche, della storia di tutta l’umanità e con la capacità di attivare Reiki negli altri noi ci facciamo tramiti dell’inconscio collettivo.
Quindi attivando Reiki in uno studente, attraverso la cerimonia di Iniziazione stabiliamo un profondo legame con l’Inconscio Collettivo e con la dimensione Karmica a cui è collegato.
La nostra azione come Maestri di Reiki è allora di fungere da filtro per agevolare lo smaltimento dei residui dell’Ombra, della Proiezione e del Karma. Attraverso i nostri studenti noi entriamo in contatto con l’Inconscio Collettivo, siamo cioè in grado di operare attivamente per contribuire alla evoluzione dell’umanità purificando e integrando la nostra Ombra e attivando gli Archetipi.
Per questo un aspetto fondamentale del processo di autoriconoscimento come Maestri di Reiki è l’integrazione, cioè il cercare di mettere assieme tutte le parti della nostra vita psichica, ossia gli Archetipi.
Se noi non abbiamo messo insieme i pezzi della nostra anima, come potremo aiutare altri a farlo? Riconoscersi come Maestro di Reiki non è diverso dal riconoscersi come essere umano, ossia comprendere il valore unico e insostituibile della propria identità e sottrarsi al dominio degli stereotipi collettivi. Gran parte di noi non riflette sufficientemente sul fatto che il suo pensiero, la sua immaginazione, i suoi sentimenti, sono in qualche modo guidati dagli stereotipi collettivi e dai condizionamenti operanti nella famiglia e nella società. Tanto più oggi che abbiamo a disposizione mezzi di comunicazione di massa così potenti e programmi così ingannevoli e tendenziosi per cui è molto facile abdicare alla propria individualità per assumere atteggiamenti di carattere collettivo.

Religione, Società e famiglia: allarme sette!
Questo è un primo aspetto del riconoscersi come Maestro di Reiki, cioè il differenziarsi, il comprendere che si è portatori di un valore e di un significato unico che va sottratto dal dominio degli stereotipi vigenti, eliminare la possibilità di essere condizionati e manipolati da valori ritenuti reali solo perché oggetto di consenso da parte della
maggioranza.
Come potremo aiutare altri a risvegliarsi se noi stessi stiamo sonnecchiando in poltrona, magari facendo zapping?
Si parla molto di sette ai nostri giorni, purtroppo a causa di eventi drammatici e tragici, e si dimentica che la religione, la società e la famiglia sono le prime forme di sètta che compaiono nella nostra vita ed è spesso proprio a questo livello che comincia la manipolazione, la coercizione psicologica, il lavaggio del cervello. Chiunque tenti di
inculcare certezze discriminanti e aberranti nelle menti di individui deboli e impressionabili, (penso a bambini trasformati in soldati, in kamikaze e assassini, penso ad adolescenti killer dei loro compagni e stupratori dei loro insegnanti) chiunque tenti in qualunque forma di limitare o condizionare la libertà di pensiero e di espressione altrui è un criminale, che appartenga a una sètta o meno.
Il primo passo da compiere per chi voglia riconoscersi Maestro di Reiki, e questo vale per ogni essere umano, è rendersi libero da ogni schema, da ogni regola, da ogni stereotipo, da ogni verità riconosciuta e imparare a sperimentare, ad agire, a vivere secondo la propria coscienza e il proprio cuore. A qualunque costo.
Si può insegnare solo con l’esempio. E le parole di Krishnamurti e di Gibran sono il suono che un Maestro di Reiki dovrebbe ascoltare ogni giorno.