Dall’Inconscio alla Coscienza

Dopo il II Livello
Dopo il II Livello siamo avviati verso il raggiungimento della cima della montagna. C’è molto lavoro da fare, dentro e fuori, per arrivare alla vetta, ma in un certo senso è come se fossimo già oltre la metà del cammino. Non bisogna avere fretta, ogni cosa accade a suo tempo. Occorre adeguata preparazione, perseveranza, costanza e fiducia.
L’energia del II Livello ci accompagnerà per lunghi anni e ci aiuterà a rischiarare le ombre del nostro sé inferiore, l’ego, il piccolo Io, quella parte di noi che teme per la sopravvivenza, che vuole sicurezze a cui aggrapparsi e che ha paura di non essere amato. Ci aiuterà a soddisfare le nostre esigenze, a vivere con sincerità e onestà le relazioni, a trarre soddisfazione dal nostro lavoro e ad accrescere la nostra fede in Dio e nell’Universo.
Se vogliamo davvero arrivare al IH Livello e diventare magari un giorno anche Maestri di Reiki, è necessario intraprendere un più profondo viaggio alla scoperta di noi stessi, nei meandri di quella parte della Psiche a noi sconosciuta, chiamata inconscio.

Approccio psicologico
La psichiatria si affermò come una branca della medicina, legata al modello biomedico, ma già nell’800, il limitato successo di tale approccio alla malattia mentale ispirò nuovi metodi: l’approccio psicologico.
Per comprendere l’uomo e il suo comportamento, non basta studiarne le emozioni, gli istinti, la memoria, la percezione, i sentimenti: occorre considerare l’intera gamma dei suoi comportamenti esteriori e interiori, e solo nella sintesi complessiva potremo contemplare la psiche nella sua interezza, il suo essere reale. Nelle impostazioni delle scuole junghiana, frankliana e steineriana, tuttavia, la dimensione spirituale dell’essere umano fu adeguatamente messa in risalto e considerata come il vero luogo interiore, imprescindibile anche per lo stesso intervento psicoterapeutico. Queste tre impostazioni rispettarono la natura complessa dell’essere umano, la profondità della sua esperienza interiore, la varietà delle sue esigenze e dei suoi bisogni, riconoscendo una gerarchia
nella quale la base è formata dalle pulsioni legate alle funzioni corporee, mentre il vertice sono le aspirazioni dello spirito umano.
La psicologia può costituire una solida base per la fondazione di una scienza dello spirito, capace di donare basi scientifiche alle verità affermate dalle concezioni filosofiche che da sempre, come abbiamo visto, avevano individuato nella psiche umana un elemento di contatto e di passaggio tra il mondo divino e quello terreno.