I Simboli di Reiki sono considerati Sacri e Segreti, il che significa come prima cosa che vanno trattati e utilizzati con rispetto e consapevolezza. Non devono essere rivelati a chi non ha le attivazioni di Reiki, né tracciati inutilmente nell’aria, né disegnati su vari supporti. Purtroppo alcuni hanno pubblicato libri e CD con illustrazioni e nomi dei Simboli di Reiki, ed essi sono anche disponibili direttamente on line su numerosi siti internet.
II rispetto per ciò che è sacro, in materia di una disciplina spirituale, non è una questione puramente individuale, ma riguarda anche il rispetto per tutti coloro che credono in quei principi e in quella pratica. Anche se riteniamo che ognuno sia libero di seguire la propria coscienza per quanto riguarda la segretezza dei Simboli e di scegliere se considerare Reiki un passatempo o una disciplina spirituale, noi non ne approviamo in ogni caso la divulgazione e insegnamo ai nostri studenti a mantenere la massima riservatezza sui Simboli.
In questa trattazione quindi non verranno esposti i Simboli, ma piuttosto verrà mostrata una loro efficace e completa trasposizione grafica, che nulla toglie alla comprensione del significato senza dissacrarne l’essenza.

I Simboli rappresentano energie spirituali
La sacralità dei Simboli deriva proprio dal fatto che essi rappresentano energie spirituali e sono collegati a divinità, quindi il loro uso deve avvenire solo per ragioni fondate sulla pratica di Reiki, non per gioco, per divertimento o peggio per fini di lucro.
I Simboli consentono di interagire con i Quattro Piani della Realtà: Materiale, Emozionale, Mentale e Spirituale.
• Il Primo Simbolo di Reiki si trova scritto in giapponese negli editti degli imperatori ed esprime il comando, è collegato alla dea Kundalini, evoca la presenza dei Kami, gli Esseri di Luce della mitologia Shintoista.
• Il Secondo Simbolo è una lettera dell’alfabeto sanscrito e rappresenta il mantra Namu Amida Butsu, espressione di onore e ringraziamento rivolta al Bodhisattva Amida Nyorai e al suo seguito.
• Il Terzo Simbolo rappresenta il Sacro Percorso di Evoluzione Spirituale.
• Il Quarto Simbolo rappresenta rispettivamente il Tempio dell’Illuminazione e la Divinità Suprema del Sonten.

I Simboli sono chiavi energetiche
Ciò che rende i Simboli di Reiki particolarmente efficaci è l’uso che ne viene fatto in Reiki, ossia utilizzati insieme alle cerimonie di attivazione come strumenti energetici per l’apertura dei Canali, dei Meridiani, per sbloccare energie e per aprire la coscienza a nuove dimensioni. I Simboli agiscono proprio come chiavi della coscienza capaci di penetrare l’inconscio e innescare nuovi processi di pensiero.

Solo una chiave apre la porta: quella giusta
I Simboli sono quattro e non di più perché non servono molte chiavi per aprire una porta, l’unica chiave che serve è quella giusta. Occorre anche essere pronti per aprire una porta, occorre avere voglia di oltrepassare la soglia ed essere anche in grado di gestire quello che si può trovare, vedere, sentire oltre quella porta. Così operano i Simboli di
Reiki. Sono chiavi, sono formule che consentono l’espressione di facoltà e la realizzazione di poteri, non vanno presi alla leggera proprio perché sono estremamente efficaci nella loro azione.
Tre Simboli vengono rivelati nel corso del II Livello e danno la possibilità di interagire con i Quattro Livelli della realtà umana: Fisico, Emozionale, Mentale e Spirituale, che sono interdipendenti. Il Quarto è il Simbolo dell’Illuminazione e del Maestro, che viene rivelato solamente nel corso del III Livello, quando lo studente sceglie di diventare Maestro, permette l’integrazione dell’Ombra e della Proiezione, la Risoluzione del Karma, mette in contatto con la Coscienza Unificata, con il Piano Divino e permette di attivare nelle persone la capacità di trasmettere Reiki.

La Dimensione Simbolica
Per introdurre adeguatamente la descrizione dei Simboli dobbiamo fare una premessa di ordine psicologico. Cari Gustav Jung, allievo di Freud, fu tra i primi a occuparsi dell’importanza dei Simboli nel processo terapeutico. Egli comprese l’importanza della dimensione spirituale, esplorò le religioni orientali, scrivendo, tra le altre cose, una interessante prefazione per la prima pubblicazione in Occidente del libro di I Ching, un oracolo millenario fondato sulla concezione taoista.
Jung condivise inizialmente con Freud l’ipotesi che le manifestazioni delle malattie mentali, per essere comprese, richiedono il riferimento alla storia individuale del paziente e ai processi di rimozione che l’accompagnano. In seguito però si rese conto che la nevrosi poteva essere prodotta non soltanto da avvenimenti risalenti alla prima infanzia, ma anche e soprattutto da un conflitto presente, ovvero dall’incapacità di rispondere adeguatamente alle richieste dell’ambiente o di trasformarlo.

Dal Simbolo alla religione
Grazie all’attività di produzione dei Simboli, attraverso il linguaggio, la letteratura, la poesia, la musica, la danza, la pittura, i miti, le favole, i sogni e le visioni, l’uomo è riuscito a trasferire l’energia psichica da manifestazioni pulsionali
immediate a manifestazioni mediate, orientate verso fini creativi, è stato in grado cioè di effettuare la transizione dal piano della natura a quello della cultura.
I Simboli possono manifestare contenuti che trascendono la coscienza e aprono al mondo dei valori religiosi, svolgendo una funzione decisiva nello sviluppo della civiltà.
Nell’ultima fase della sua attività, Jung condannò la massificazione e la perdita di spiritualità del mondo moderno, nonché il predominio incontrastato di un certo tipo di scienza, e guardò con crescente interesse alle culture e alle religioni orientali e all’esegesi delle simbologie presenti in esse.
Il Simbolo, svolgendo una funzione mediatrice fra l’inconscio e la coscienza (microcosmo), può operare come agente trasformatore della natura stessa dell’uomo, conducendolo a relazionarsi sempre più efficacemente con la realtà che lo circonda (macrocosmo).

La chiave della coscienza infinita
Il Simbolo rappresenta una chiave a disposizione della coscienza, che permette l’accesso a un mondo altrimenti impenetrabile dalla logica, a un mistero profondo che non potremmo contattare razionalmente.
I Simboli di Reiki possono essere tracciati con un movimento delle mani, possono essere visualizzati, il loro nome può essere pronunciato e ripetuto come un mantra, ma tutto questo si rivela inutile in mancanza della Cerimonia di Attivazione del II Livello di Reiki. Come abbiamo già visto in precedenza, solo l’Iniziazione può permettere la comprensione della dimensione e dei fenomeni spirituali.
Nel caso del II Livello, si tratta di una vera e propria attivazione psichica del soggetto alle energie corrispondenti a ciascun Simbolo precedentemente descritte. Nel corso del seminario di II Livello, lo studente impara a conoscere i Simboli, si esercita nella loro corretta esecuzione, apprende a pronunciarne con precisione il nome, apprende le sequenze corrispondenti ai vari trattamenti e in quali circostanze e con quali modalità applicarli.
I Simboli vengono successivamente impressi nella coscienza dello studente attraverso la cerimonia compiuta dal Maestro. Ora, e solo ora, lo studente è in grado di richiamare tutta l’energia corrispondente al Simbolo semplicemente pronunciandolo o tracciandolo. Il collegamento, la correlazione con la Fonte è stato effettuato e il Simbolo può produrre gli effetti desiderati.