Il Buddha, al limite del nichilismo, predicò che tutto è illusione, che nulla esiste, che tutto è destinato a scomparire, che noi stessi non esistiamo, che non esiste né me, né te, né tantomeno un sé, che non esistono nomi nè cose, che tutto è vuoto e che il vuoto è tutto.
Il Cristo si fece crocifiggere per prendere su di sé i peccati dell’umanità, il Cristo guariva i lebbrosi e restituiva la vista ai ciechi, faceva resuscitare i morti, moltiplicava i pani e i pesci per sfamare e trasformava l’acqua in vino.
Se il Buddha raggiunse la Liberazione con un sorriso meditando serenamente sotto un albero, Cristo morì tra gli atroci tormenti della tortura. Il Buddha predicò il distacco, il Cristo si fece vittima sacrificale. Come conciliare il distacco del Buddha dal dolore e dalla sofferenza dell’umanità con la totale immedesimazione del Cristo con essa?
Con l’Amore Universale. Ciò che essi fecero fu il sacrificio della loro vita per offrire qualcosa di nuovo al mondoe all’umanità. Entrambi lo fecero per amore dell’umanità.
L’Archetipo del Cercatore Cosmico e dell’Amante Cosmico si fondono insieme nell’Amore Universale, la chiave per raggiungere la Guarigione e la Liberazione.
L’unione di questi Immensi Archetipi, di questi fulgidi esempi di tutto ciò che di buono e degno esiste nell’essere umano si uniscono a formare il punto più alto dell’evoluzione spirituale.
Ecco perché Reiki si fonda sugli insegnamenti del Buddha e del Cristo. Dal Non Sé di Sakyamuni all’estremo sacrificio di Gesù, dalla saggezza del Buddha alla compassione del Cristo, uniti nell’amore per tutte le creature, da loro scaturisce la limpida fonte di salvezza per l’umanità, l’Amore Universale.
Noi chiameremo questo Reiki.